ALBERI STORICI ABBATTUTI AD APRILIA, LA DENUNCIA DELL’ASSOCIAZIONE

Denuncia dell’abbattimento degli alberi storici di Aprilia, l’intervento dell’associazione civica “Aprilia Libera e Città degli Alberi”

“Questa mattina ho guardato impotente seghe impietose giustiziare 27 alberi innocenti, senza alcun riguardo per la loro storia. Alberi curati e allevati da Casoni tantissimi anni fa, rappresentavano un patrimonio naturale e culturale della nostra città, oggi irrimediabilmente perduto.

Solo la settimana scorsa ho scritto un appello inascoltato per gli alberi di Aprilia, “Se gli alberi potessero parlare”. Un olivo che era stato trapiantato 10 anni fa in una aiuola di via La Malfa, abbattuto e fatto a pezzi: più semplice che spendere qualche euro per spostarlo o far passare la strada altrove.

Oggi una assurda ordinanza, travestita da misura di sicurezza pubblica, decima la storica piccola foresta di via dei Mille. Questa è la risposta di chi amministra: salvarsi le terga devastando il patrimonio arboreo, dopo che operazioni indegne di asfaltature di aree verdi li hanno resi instabili tagliando loro le radici per stendere un levigato strato di asfalto! Una serie di operazioni incompetenti che ha portato all’instabilità di alberi e Invece di intervenire con soluzioni competenti, come l’installazione di sostegni o la ricerca di alternative per salvare sia le persone che gli alberi, si è scelto di segarli vivi, eliminando una risorsa preziosa per la collettività.

È mostruoso, scellerato! È come dire che siccome sulle strade muore tantissima gente di incidenti, si eliminano le strade. Eppure, le strade le continuano a lasciare andare in malora e ne costruiscono pure di nuove per far morire meglio altra gente, mentre gli alberi, che ci offrono gratuitamente la vita, la bellezza, la biodiversità, il benessere, la salute, li abbattono!

A trarre beneficio da questa scelta saranno solo i gestori degli impianti a biomasse, quelli dei ripetitori 5G, le maestranze incaricate della deforestazione e la schiera di irresponsabili che popolano i palazzi del potere. Tutti loro traggono profitto dalla distruzione del nostro patrimonio verde. Tranne la popolazione, che non beneficerà più dell’apporto di ossigeno, del sequestro di CO2, della mitigazione climatica, del canto degli uccelli tra le fronde, della bellezza

Sono demoralizzata, disgustata, avvelenata da questo indecente modo di amministrare, e capisco che non dipende dal colore o dalla presenza dei politici: sono i funzionari del palazzo a produrre tutto questo disastro ambientale in atto nel nostro Comune. Il bene pubblico non ha alcun valore, nessun significato. La salute è appannaggio dei ricchi con la casa al mare o in montagna. La bellezza? Una bestemmia, in tutta questa devastazione, sciatteria e degrado. Un modello di governo ecologicamente e socialmente insostenibile. Altro che resilienza!”

Così, in una nota, Rosalba Rizzuto (Aprilia Libera e Città degli Alberi)

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