Tentata rapina aggravata ai danni degli ospiti di un centro di accoglienza. Concluso il processo a carico dei tre imputati
Sono stati assolti per non aver commesso il fatto: non si è formata la prova oltre ogni ragionevole dubbio. Già al termine della sua requisitoria il pubblico ministero Antonio Priamo aveva chiesto l’assoluzione per tutti e tre gli imputati accusati di un agguato al centro di accoglienza di Le Ferriere. Dopodiché, gli avvocati difensori Silvia Perciballe e Emanuele Farelli hanno chiaramente chiesto l’assoluzione e il primo collegio del Tribunale di Latina, composto dai giudici Sinigallia-Brenda-Naldi, ha mandato assolti tutti e ha disposto la liberazione immediata.
Troppe le discrasie da parte delle vittime della tentata rapina, senza contare che sono uno degli imputati è stato riconosciuto.
A giugno, erano stati escussi, nel processo, i tre giovani vittime dell’aggressione da parte dei tre tunisini alla sbarra per l’aggressione presso il centro d’accoglienza a Le Ferriere, avvenuto ad aprile dell’anno scorso. Tutti e tre, con l’aiuto dell’interprete, avevano confermato di essere stato aggrediti, senza che emergesse chiaramente da chi. In particolare, uno di loro aveva spiegato di essere stato ferito ad una mano con un coltello dai tunisini che, quella sera, si presentarono nel Cas, dove erano domiciliati, con l’idea di prendere con la prepotenza denaro e gioielli.
Lo scorso gennaio, si era aperto il processo per i tre tunisini, rispettivamente di 33, 32 e 26 anni – Mahmoud Mohamed, Faddel Taher e Bousabat Anouer -, accusati dell’agguato, ai fini di rapina, avvenuto nel centro d’accoglienza presso Le Ferriere ad aprile 2025. I tre imputati erano tuttora in carcere, almeno fino alla sentenza di assoluzione di oggi.
Dopo l’arresto, i tre tunisini avevano risposto alle domande del giudice per le indagini preliminari, Mara Mattioli, nel corso dell’interrogatorio di convalida che si era tenuto nel carcere di Latina. I giovani avevano spiegato che non erano loro gli aggressori degli indiani nel centro di accoglienza di Le Ferriere, al contrario si erano solo difesi dalla furia dei medesimi indiani.
Una versione che evidentemente non era stata presa per buona dal Gip Mattioli la quale, oltreché a convalidare l’arresto, aveva disposto un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per tutti e tre.
Ad aprile 2025, la Polizia di Stato di Latina aveva arrestato i tre tunisini, tutti con status di richiedente la protezione internazionale, ritenuti responsabili della tentata rapina aggravata ai danni di altri cittadini stranieri (di nazionalità indiana) ospiti del centro di accoglienza.
In particolare, i poliziotti della Squadra Volante, nella notte, erano intervenuti inizialmente su segnalazione di una presunta rissa in atto presso il centro, allertati da una responsabile che aveva chiamato il 112.
Giunti sul posto, gli agenti di Polizia avevano appurato che non si era trattato di una rissa ma bensì di una tentata rapina che alcuni ospiti, di nazionalità indiana, avrebbero subito da parte di quattro soggetti tutti di nazionalità tunisina, che si sarebbero introdotti nelle loro stanze e, armati di coltello, li avrebbero minacciati per farsi consegnare denaro e cellulari.
Al rifiuto delle vittime di consegnargli quanto chiesto, i quattro li avrebbero poi aggrediti ed intuito che erano state chiamate le forze dell’ordine, si sarebbero allontanati velocemente, due dandosi alla fuga ed altri due nascondendosi in una delle stanze.
All’arrivo della volante, le vittime avevano mostrato agli agenti alcune foto scattate nelle fasi della tentata rapina, che ritraevano i presunti responsabili con in mano il coltello utilizzato per minacciarli, indicando agli agenti il nascondiglio dove due dei presunti responsabili si erano rifugiati.
I poliziotti avevano quindi fatto ingresso e verificata l’identità degli aggressori tramite la visione delle foto scattate, li avevano tratti in arresto. Un terzo uomo era stato invece arrestato poco dopo. Quest’ultimo infatti in un primo momento si era dileguato ma poi era stato trovato dalle vittime che avevano nuovamente allertato le pattuglie, con l’arrivo di un’altra volante del Commissariato di Cisterna che aveva proceduto all’arresto anche di questo terzo soggetto.
