AGENDA CONTROESODO, DEFINITI GLI OBIETTIVI DELLA CONSULTA ANCI DEI PICCOLI COMUNI

La Consulta Nazionale ANCI dei Piccoli, ha definito l’obiettivo di integrare e aggiornare l’Agenda Controesodo, già avviata da ANCI negli anni scorsi.

Il documento, che è disposizione, vuole essere un punto di avvio per noi amministratori ed una piattaforma utile al confronto con Governo e Parlamento, per promuovere politiche e misure che valorizzino i Piccoli Comuni, in gran parte collocati in aree fragili quali quelle interne e montane.

Al centro, c’è la volontà di invertire fenomeni di spopolamento e marginalizzazione sociale ed economica, attraverso azioni concrete, mirate e coordinate, basate su una visione sistemica e su un’efficace regia pubblica, in co-responsabilità con gli attori locali.

Invertire la tendenza allo spopolamento ed alla marginalizzazione non è solo una questione di riequilibrio territoriale, ma una sfida nazionale: investire sui Piccoli Comuni significa innanzitutto attuare le leggi che ci sono:

  • la legge n° 158/2017,chiamata anche Legge Realacci da chi la propose per prima volta, che attesa da decenni è sicuramente la più completa ed organica a sostegno e propulsione per i Comuni sino a 5.000 abitanti.
  • la legge n° 221/215, nota come collegato ambientale, che individua settori strategici d’intervento, promuovendo le Green Communities, l’uso sostenibile delle risorse naturali, la riduzione dell’impatto ambientale, la difesa del suolo dai disastri idrogeologici, la gestione ottimale dell’acqua, dei rifiuti, e dei servizi eco sistemici.
  • Le decine di provvedimenti nazionali e regionali, che per non essere pedante riassumo, come quelli derivanti dalla recente legge sulla montagna, la 131/2025, che attendono assieme alle aree SNAI (strategia aree interne), una sistematizzazione ed un coordinamento.

“Come vedete cari colleghi, citando Dante Alighieri, “Le leggi son, ma chi por mano ad esse?
Il punto vero è che a fronte di una normativa enorme, pervasiva, interistituzionale, anche ben fatta e ben condivisa, Mancano le risorse! Manca un impegno di respiro nazionale! Manca una scelta strategica, non solo dei governi che si sono succeduti ma del Parlamento della Repubblica!!
Ricordo gli interventi del Presidente della Repubblica ad ogni Assemblea Nazionale di ANCI: la premura e l’attenzione che mette sempre sui Piccoli Comuni; l’intuizione che conferma ogni volta, sul loro ruolo di rilancio dell’intera nazione!

Perché l’aria, l’acqua, il paesaggio sono lì nelle nostre valli e montagne; l’enogastronomia che ci ha proiettato nel mondo con l’Unesco, l’artigianato tipico e quello d’arte, che custodiscono i tratti identitari del Made in Italy, nascono e resistono nei nostri borghi e nella memoria collettiva profonda di chi ancora, tra mille difficoltà vive nei piccoli Borghi! Allora, oggi, anche da questi laboratori tematici e dalle conclusioni che saranno tratte domani dal Presidente Nazionale, deve venire un atto di coraggio, un segnale significativo e comprensibile a tutti, come una richiesta semplice, essenziale, inequivocabile:
Ci vuole subito un miliardo di euro di investimenti! Un miliardo di euro per finanziare le leggi che ci sono!

Non dobbiamo inventarci più niente, perché le leggi ci sono per investire nel dissesto idrogeologico, nell’anticendio, nell’uso delle aree agricole, incolte ed abbandonate, nel turismo qualificato, nell’artigianato tipico e d’arte, in tutto ciò che salvando i iccoli Comuni rilancia la Nazione”.

A dichiararlo è Lubiana Restaini, Coordinatrice Piccoli Comuni ANCI Lazio.

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