AFFITTO SEP: CORDATA DEI COMUNI ESCLUSI DAL PROCEDIMENTO

Le amministrazioni pubbliche locali sono state estromesse dalla gestione giudiziaria. I Comitati: “Il dietrofront dopo l’invio dell’accordo di riservatezza, qualcosa non torna”

Finiti i sogni della gestione pubblica per l’impianto di compostaggio Sep di Pontinia. Nonostante questo sia stato sequestrato per una sciagurata gestione da parte dell’imprenditore Ugolini (sotto processo dopo l’inchiesta Smoking Fields) l’amministrazione giudiziaria ha deciso di escludere la cordata di Comuni (con Pontinia capofila) che si era detta pronta a costituirsi in Consorzio per gestire lo stabilimento di Mazzocchio.

L’esclusione è arrivata in fretta e furia il 10 settembre scorso, con una Pec giunta al Comune di Pontinia solo 24 ore dopo l’invio dell’accordo di riservatezza che sembrava lasciare aperta una porta alla gestione pubblica dello stabilimento.

Il 10 aprile, come accennato, la doccia fretta con la Pec in cui si comunicava che “Il Comune di Pontinia – anche in nome e per conto del preannunciato costituendo consorzio – all’esito dell’esame degli elementi resi disponibili dall’amministrazione comunale, non è stato ammesso alla fase successiva della procedura di affitto di azienda”.

Ci sembra strano davvero che un consorzio di amministrazioni comunali, che gestiscono la raccolta dei rifiuti urbani brillantemente, non abbia i requisiti per poter gestire in house un impianto di compostaggio come quello della Sep – scrivono i comitati di Mazzocchio, Boschetto Gricilli Macallè e il Fontanile – Ci sembra ancora più strano che un accordo di riservatezza sia stato inviato per sbaglio salvo poi rettificare a 24 ore di distanza”.

A chi andrà in mano la Sep?   si chiedono i comitati. “Stiamo parlando di un impianto che fa ancora acqua da tutte le parti, che produce miasmi insopportabili anche dopo quasi 3 milioni di euro pubblici spesi per il suo ammodernamento. Uno stabilimento che non serve al fabbisogno locale, vista la presenza di un impianto biogas a poche decine di metri di distanza ma che invece sarebbe perfetto per i rifiuti, ad esempio, della Capitale, che non accenna a mettersi in regola con le vigenti richieste della Regione Lazio. Un’evenienza che un consorzio di Comuni avrebbe sicuramente evitato ma che un privato, oppure un colosso pubblico/privato non avrebbe interesse a fare. E’ bene che qualcuno faccia davvero luce su questa esclusione perché, allo stato dei fatti, questa appare quantomeno nebulosa, se non immotivata”.

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