ABUSI SESSUALI SULLA COGNATA “BABY SITTER”: ASSOLTO 65ENNE DI LATINA

Violenza sessuale ai danni della sorella della moglie: si è concluso il processo a carico del 65enne di Latina

ll secondo collegio del Tribunale di Latina, presieduto dal giudice Elena Nadile, ha assolto dall’accusa di violenza sessuale il 65enne di Latina, L.M. (le sue iniziali), difeso dall’avvocato Fortunato La Macchia. Il pubblico ministero Marco Giancristofaro, al termine della sua requisitoria, aveva chiesto per l’uomo la pena di 4 anni di reclusione. È terminato così il processo che aveva visto nell’ultima udienza di dicembre l’escussione della psicologa Alessia Micola, la quale aveva dichiarata la cognata dell’uomo, presunta vittima di violenza sessuale, come capace di riferire in aula. La consulente doveva chiarire se la vittima dei contestati abusi sessuali fosse stata in grado di raccontare con filo logico quanto le sarebbe accaduto.

Il processo era a carico del 65enne di Latina che doveva rispondere del reato di violenza sessuale. L’uomo era accusato di aver abusato sessualmente della sorella della compagna per fatti commessi a Latina, denunciati nel 2024, ma, secondo la pesante testimonianza della vittima, iniziati anni prima, almeno dal 2011.

La donna, che nella sua vita ha sempre svolto il lavoro di “baby sitter”, era stata interrogata a giugno scorso dal pubblico ministero Martina Taglione che aveva chiesto conto di anni di abusi sessuali che avrebbe subito. Nel corse dell’esame, la donna aveva raccontato di come per anni il marito della sorella l’abbia importunata, presentandosi a casa sua con scuse improbabile e proponendole di fare sesso. “Ti sei masturbata, mi chiedeva in continuazione. Come fai a stare senza marito?”. Dopodiché l’imputato, fino ad oggi agli arresti domiciliari e con il braccialetto elettronico, in più occasioni distinte, si sarebbe abbassato i pantaloni per masturbarsi, non senza toccare le parti intime della cognata.

In un episodio, particolarmente violento, l’uomo avrebbe messo a terra la donna, tenuta ferma con una mano e si sarebbe masturbato con l’altra, compiendo una violenza sessuale. “Dopo questo episodio – aveva detto la donna – mia sorella lo venne a sapere e se la prese con me: “Sei una poco di buono, ti stacco i capelli”.

In un’altra occasione, con la scusa di vedere se dal tetto della casa della cognata ci fosse una perdita d’acqua, l’uomo si sarebbe introdotto dentro casa, per poi avanzare richieste sessuali e procedere alla masturbazione davanti alla donna.

Ad ogni modo, nel corso della testimonianza, la donna, che più volte si era commossa, aveva spiegato di aver subito abusi sessuali anche da bambina per mano di uno zio. Abusi sessuali che la donna avrebbe subito anche in età adulta da parte del suo ex marito.

Nel capo d’imputazione, l’uomo era accusato di aver “costretto la donna a subire atti sessuali, dopo averle strappato ldalle mani le chiavi di casa e chiuso a chiave la porta dell’abitazione in modo da agire indisturbato, iniziava a palpeggiarla, afferrandola dalle spalle, la faceva sedere sul letto, la denudava, la bloccava per impedirle di alzarsi e compiva atti sessuali”. Un fatto che sarebbe accaduto il 2 maggio 2024.

Nella scorsa udienza di dicembre, il Tribunale aveva concesso la misura più lieve del divieto di avvicinamento alla parte offesa, suscitando la commozione dei famigliari dell’imputato. Oggi, 10 marzo, l’assoluzione.

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