A CORI STRISCIONI PER LE VIE A DIFESA DEL PPI

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Cori 21 ottobre
Striscione all'entrata di Cori a difesa del Punto di Primo Intervento
Striscione a Via Annunziata a difesa del Punto di Primo Intervento

Questa mattina Cori si è svegliata tappezzata di striscioni per le strade e sui balconi inneggianti alla difesa dei sette Punti di Primo Intervento pontini. Opera del Comitato civico per la tutela e la salvaguardia del Presidio ospedaliero di Cori, che dopo essersi battuto contro la chiusura del Santa Maria del Soccorso nel lontano 1998, torna a far parlare di sé opponendosi alla disattivazione della struttura di Via Guglielmo Marconi.

Dal momento che non esiste alcun atto di proroga o di revoca relativo alla chiusura dei dodici PPI laziali, il Comitato di Massimo Silvi sta organizzando una protesta serrata. Esiste il concreto rischio che rimangano solamente quattro strutture pubbliche d’emergenza in tutta la provincia di Latina (i DEA del Santa Maria Goretti e del Dono svizzero di Formia e i Pronti Soccorso del Fiorini di Terracina e del San Giovanni di Dio di Fondi) per una popolazione complessiva di 550mila abitanti e un territorio vasto ed eterogeneo. A ciò si aggiungono condizioni difficili di viabilità e un trasporto pubblico di collegamento tra i differenti comuni carente. Senza pensare al fatto che buona parte del carico di lavoro e dei più di 70mila accessi annui derivanti dalla chiusura dei PPI  si riverserebbe sulle già oberate strutture di emergenza rimanenti.

Striscione che campeggia sulla porta d’entrata del PPI di Cori
Striscione di protesta esposto sul balcone di un edificio di Cori

Il Comitato intende allertare la Direzione generale dell’ASL di Latina sul fatto che una delibera attuativa del Decreto del Commissario ad Acta n.257/20017 produrrebbe tali conseguenze da far ricadere sulla stessa Azienda la responsabilità morale di un provvedimento del genere.

Striscione su Via Casalotto, Cori

Franco Brugnola e il Comitato di Sabaudia

Nel frattempo il promotore del Comitato per la difesa del Punto di Primo Intervento di Sabaudia Franco Brugnola, già responsabile della Programmazione sanitaria della Regione Lazio, ha fatto sapere di non aver condiviso minimamente le parole del Direttore generale ASL Giorgio Casati durante l’ultima Conferenza locale sociale e sanitaria del 10 ottobre.

Brugnola ha ribadito come i PPI siano quelle unità del sistema dell’emergenza sanitaria la cui funziona si esercita nel trattamento delle urgenze minori e nella stabilizzazione del paziente in fase critica prima di un suo trasporto presso strutture più idonee. I PPI non sono quindi ambulatori, al contrario di quanto affermato da Casati, in quanto non possono rilasciare ricette né certificati medici. Sono bensì il primo livello di operatività del sistema di emergenza/urgenza. 

Brugnola smentisce inoltre l’eventualità che i pazienti si rechino ai PPI per ottenere accertamenti diagnostici senza pagare il ticket. I PPI sono infatti privi dell’apparecchiatura necessaria per fare tali analisi ed esami.

In ultimo il Comitato di Sabaudia conferma la propria volontà di adire tutte le vie della giustizia amministrativa pur di scongiurare la chiusura del Presidio di Via Conte Verde.

 

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