COVID A PONZA: “DA UN SETTIMANA POSITIVO MA SENZA MOLECOLARE”

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“La situazione sanitaria che vige sull’isola di Ponza, in particolare modo per quel che riguarda la gestione del Covid-19”, la lettera di un lettore

“È impensabile realizzare che fare un tampone molecolare a domicilio sia un’impresa impossibile o difficile da realizzarsi. Io, soggetto risultato positivo al tampone rapido, ho dovuto aspettare una settimana per poter essere sottoposto al tampone molecolare a casa! È assurdo che dal Poliambulatorio mi si chieda di raggiungerli a piedi per effettuare questo tampone, pur sapendo del mio essere positivo!

È anche assurdo nonché inaccettabile considerare che un infermiere, resosi disponibile al tampone a domicilio, si ostini a non raggiungere il mio domicilio, pur muovendosi in auto, ma a darmi appuntamento a 400 metri di distanza.

È assurdo poi che un infermiere mi dimostri alle ore 13, una sua disponibilità a farmi il tampone molecolare “al volo” alle 20:30 dello stesso giorno, per poi contattarmi alle 19:20 per dirmi che “si è fatto buio, quindi il tampone non viene bene, facciamolo domenica mattina“; inutile la mia replica informandolo dell’esistenza di luci artificiali presenti anche sull’uscio di casa.

È assurdo poi vedere come al poliambulatorio di Ponza tendano a spacciare il tampone di terza generazione per tampone molecolare. Il primo ha validità se effettuato entro 5 giorni dalla comparsa dei primi sintomi, e/o comunque, entro 7 giorni dal contagio, quindi a che serve farlo oltre tali periodi???
Forse perché attualmente a Ponza per analizzare il molecolare occorre portare i campioni raccolti a Formia o a Latina per farli analizzare e questo obbliga un/a infermiere/a, o chi per lui/lei, ad andare a Formia o a Latina per portare il materiale da far analizzare.

C’è gente che è convinta di aver fatto il tampone molecolare al Poliambulatorio e sventolando come testimonianza della loro guarigione lo “scontrino”, mi si passi il termine, emesso dalla macchina “Lumiridadx” non si rendono conto di essere stati invece sottoposti al test di terza generazione.

Se il tampone di terza generazione non ha la stessa validità di quello molecolare, posso supporre che in giro ci possano essere soggetti che invece dovrebbero essere ancora in quarantena anche per contenere il rischio di contagiare terze persone. Sulla mia esperienza vorrei sapere come potrebbe, un soggetto allettato, effettuare un tampone molecolare.

Non è la presente solo una reazione alla disarmante esperienza che sto ancora vivendo, ma trattandosi di Covid-19, vorrei che ci si attenzionasse ulteriormente al problema per contenere i contagi, tra l’altro la popolazione residente vanta per buona parte persone di età avanzata”.

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