Morì, a Borgo Faiti, sulla Migliara 41, travolto da una tettoia: condannato in primo grado il terzo imputato
Condannato a 2 anni, con pena sospesa, Franco Milan, difeso dall’avvocato Luca Giudetti e accusato dell’omicidio colposo di Antonio Marinelli, il pensionato che fu soccorso dal 118 in condizioni gravi il 18 novembre 2020 a Borgo Faiti. Marinelli fu elitrasportato a Roma, entrò in coma ma per lui non c’era stato niente da fare: il 23 gennaio 2021 venne a mancare all’Ospedale San Camillo di Roma. Nella scorsa udienza il pubblico ministero Martina Taglione aveva chiesto la condanna a 1 anno e 4 mesi.
A pronunciare la sentenza è stato il giudice monocratico del Tribunale, Roberta Brenda, che ha disposto anche tre provvisionali per i famigliari costituiti parti civili, difesi dagli avvocati Valentina Macor e Roberto Guglielmo, rispettivamente di 30mila, 20mila e 20mila euro. Il giudice ha stabilito anche il risarcimento da stabilirsi in separata sede civile.
Il 71enne, insieme a un altro amico, era stato chiamato dal proprietario dell’abitazione, loro conoscente, ossia l’imputato odierno, al fine di effettuare alcuni lavori di ristrutturazione nella casa di campagna. Emerse che non ci sarebbe stato alcun contratto di lavoro e probabilmente nessuna misura di sicurezza. Ecco, allora, che una trave portante della tettoia su cui lavoravano cedette e cadde rovinosamente caduta sull’uomo.
Successivamente il sostituto procuratore di Latina Andrea D’Angeli dispose l’esame autoptico sul corpo dell’uomo e venne aperto in fascicolo che ha portato alla contestazione di due reati in capo all’uomo che lo aveva chiamato per il lavoro e alla sua compagna: omicidio colposo e violazione delle norme in materia di sicurezza del lavoro. Non solo dall’Asl partì anche una segnalazione all’Ispettorato del Lavoro che ha causato per l’altra persona che era andata a lavorare in nero con Marinelli un processo che inizierà il 23 maggio 2023.
A ottobre 2022, era arrivato il primo responso davanti al Giudice per l’udienza preliminare Mario La Rosa. I committenti dei lavori, difesi dagli avvocati Giudetti e Farau, avevano patteggiato la pena a 8 mesi di reclusione ciascuno.
