MINORENNE ADESCATO DALL’AMICO DI FAMIGLIA E VIOLENTATO BRUTALMENTE: RIGETTATA LA RICHIESTA DI SCARCERAZIONE

Costringe il figlio minorenne dell’amico ad avere un rapporto sessuale completo dopo averlo sequestrato dentro casa

Si è aperto il processo, dinanzi al primo collegio del Tribunale di Latina, composto dai giudici Sinigallia- Brenda-Naldi, che contesta ad un 36enne marocchino la violenza sessuale su minore e il sequestro di persona. L’uomo è difeso dall’avvocato Michela Di Manno, mentre la madre della vittima si è costituita parte civile ed è assistita dall’avvocato Reali.

Si tratta di un grave episodio di violenza sessuale aggravata dalla minore età della vittima che si è verificato in un comune dei Monti Lepini nel 2025. Lo scorso 15 giugno, si è celebrata l’udienza preliminare in seguito alla quale il gup del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario, ha rinviato a giudizio l’uomo, K.B. (le sue iniziali).

Pesanti le accuse per il 36enne, arrestato lo scorso 21 dicembre 2025 e tuttora detenuto, in ragione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Mara Mattioli.

Secondo l’accusa, il minorenne avrebbe seguito, fidandosi, dell’imputato in quanto amico del padre. Il ragazzo, infatti, era appena uscito dalla scuola media che frequenta nel centro lepino (la città non viene rivelata per tutelare la vittima). Dopo essere andato a casa dell’uomo, è iniziato l’incubo.

Una vera e propria furia, almeno secondo l’accusa, in quanto il 36enne avrebbe preso con la forza il tredicenne, spingendolo dentro una camera. Una volta dentro, l’imputato avrebbe chiuso la porta a chiave e, dopo aver picchiato il ragazzino alla schiena, con pugni molto violenti, lo avrebbe denudato e costretto a un rapporto sessuale completo molto violento.

Per tali fatti, l’uomo di origine marocchina dovrà affrontare un processo che si presenta già molto delicato. Non ci sono costituzioni di parte civil da parte della vittima.

A margine dell’udienza odierna, in cui non si è potuta escutere la madre del ragazzino, in quanto mancava l’interprete e la donna non parla l’italiano, il Tribunale ha rigettato la richiesta della difesa per la revoca della misura cautelare in carcere a cui è sottoposto il 36enne. Il processo riprenderà il prossimo 13 gennaio.

Articolo precedente

ACQUALATINA, EUROPA VERDE: “BOLLETTE SEMPRE PIÙ CARE, MA IL SERVIZIO NON MIGLIORA”

Articolo successivo

EX SVAR, OK DALLA COMMISSIONE: PIANO DI ZONA TORNA IN CONSIGLIO CON VERDE E PARCHEGGIO

Ultime da Giudiziaria