“NON ERA INFORMAZIONE OBIETTIVA E SERENA”: PANIGUTTI DIFFAMÒ RIDA AMBIENTE

Alessandro Panigutti
Alessandro Panigutti

Condannato per diffamazione l’ex direttore di Latina Oggi, già capo di gabinetto della Sindaca di Latina

È stato condannato per diffamazione alla pena di mille euro. È stato questo l’esito del processo a carico dell’ex direttore di Latina Oggi, Alessandro Panigutti, difeso dall’avvocato Dino Lucchetti e accusato di diffamazione ai danni della Rida Ambiente, la società che gestisce l’impianto di trattamento meccanico-biologico che si trova ad Aprilia, in via Valcamoninca. Si tratta dell’impianto che, come noto, accoglie i rifiuti indifferenziati dei comuni della provincia di Latina.

I fatti imputati al giornalista si ascrivono ad un articolo pubblicato su Latina Oggi: “I teoremi che avvelenano la verità”. Secondo il Tribunale di Roma, davanti al quale si è svolto il processo, Panigutti ha diffamato la società dei rifiuti.

In particolare, Panigutti, secondo il capo d’imputazione, “asseriva che l’impianto gestito dalla predetta in questione era “ormai obsoleto e per lo più tenuto in vita dai ritardi con cui il Comune di Roma procede nella realizzazione degli obiettivi di raccolta differenziata e alimentato dalla fortuita circostanza di alcuni incendi che hanno colpito impianti di trattamento dei rifiuti indifferenziati, aggiungendo che la società R.I.D.A. Ambiente ed il suo legale rappresentante avrebbero agito con l’intento di “offendere la reputazione di imprese concorrenti e di avvelenare il clima nell’ambiente degli operatori di settore”.

In fase di processo, il legale rappresentante di Rida, Fabio Altissimi, aveva spiegato che l’impianto “è stato inaugurato nel 2014, con un investimento di circa 30 milioni di euro ed è il primo impianto in Italia che tratta 430.000 tonnellate di rifiuti urbani nel territorio laziale. È l’unico impianto nel Lazio con un trattamento biologico meccanico. Non esistono degli altri sul territorio del Lazio. Rendiamo una produzione di energia elettrica pari al 60% di quanto entra dentro e io credo che sia la migliore condizione che oggi in Italia esiste”.

C’è da contestualizzare che, all’epoca, Panigutti era direttore di un giornale che collaborava con un altro signore dei rifiuti laziale: Valter Lozza, all’epoca titolare della concessionaria pubblicitaria Iniziative Editoriali per Latina Oggi e Ciociaria Oggi. In seguito, a maggio 2024, il tribunale capitolino, in primo grado, ha condannato l’ex dirigente regionale della direzione Ambiente della Regione Lazio, Flaminia Tosini e l’imprenditore Lozza nell’ambito di una indagine in tema di gestione di rifiuti. Concussione, corruzione e turbata libertà di procedimento di scelta del contraente erano le accuse mosse dalla Procura di Roma.

L’articolo di Panigutti, nel 2019, si muoveva in un contesto di “botte da orbi” tra vari personaggi dei rifiuti laziali che si contendevano il mercato della monnezza.

Altissimi, patron di Rida, nel corso del processo per diffamazione contro Panigutti, ha sostenuto “che su “Latina oggi” fossero stati scritti più volte articoli diffamatori nei confronti della società R.I.D.A e di aver sporto nei confronti del Panigutti altre querele per diffamazione, poi rimesse”. Altissimi ha negato di aver mai proposto denunce nei confronti delle società Mad S.R.L di Lozza, Sep di Pontinia e Csa di Castelforte, come invece sostenuto nell’articolo.

Secondo il giudice del Tribunale di Roma, Sabrina Lorenzo, “devono ritenersi sussistenti, al di là di ogni ragionevole dubbio, tutti gli elementi, oggettivi e soggettivi, del contestato delitto di diffamazione aggravata per i seguenti motivi”. Inoltre “si ritiene inoltre che sono stati superati i limiti del diritto di cronaca, in ragione delle espressioni utilizzate dalle quali non si denota un’informazione obiettiva e serena, così oltrepassando il limite della continenza”.

Senza contare che “le denunce attribuite al querelante nell’articolo sono inoltre prive di riscontro probatorio, dal momento che il carteggio depositato in atti contiene esclusivamente alcune richieste di chiarimenti alla Regione Lazio e ad altri operatori del settore che non possono essere qualificate come denunce”.

Panigutti “deve essere, inoltre, condannato a risarcire i danni in favore della costituita parte civile, R.I.D.A. Ambiente SRL, nonché al pagamento delle spese di giudizio in favore della stessa, che si liquidano in complessivi € 2000”.

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