“Terracina e la sua costa possono diventare una vera infrastruttura economica e una destinazione competitiva sul mare, investendo sulla qualità dell’accoglienza e dell’innovazione nel solco della sostenibilità e della digitalizzazione. Mentre il resto d’Italia si interroga su un sistema integrato immerso nell’attrattività del mare e alle sue filiere, a partire dalla nautica, la marina della città si trascina criticità irrisolte e servizi insufficienti, aggravati da una preoccupante carenza di programmazione.
A tre anni dall’amministrazione Giannetti, l’economia del mare resta senza una prospettiva: eppure, Terracina necessita di uno sguardo di ampia visione sulla riqualificazione e sullo sviluppo del porto e del litorale, attraverso una pianificazione organica. Infatti, il mare deve diventare una risorsa preziosa per la comunità 365 giorni l’anno.
Occorrono investimenti lungimiranti e capacità amministrativa, cestinando individualismi e inerzie, allargando gli orizzonti estivi e immaginando una marina viva e creatività.
Ormai la stagione estiva continua a convivere tra difficoltà e problemi cronici, le cui positività e vitalità sono soltanto il frutto del prezioso impegno e dei cospicui sforzi di imprenditori e associazioni di categoria.
Il punto non è soltanto turistico. È economico, sociale e occupazionale. Una costa spenta con la fine dell’estate è una terra che rinuncia a opportunità di lavoro, investimenti e crescita, attraverso la valorizzazione piena delle sue risorse più importanti: il mare, con la sua storia, la sua marina e le sue potenzialità.
Oggi manca una strategia credibile per gettare la basi di una Terracina a vocazione turistica 365 giorni l’anno, mediante il coinvolgimento degli operatori economici per restituire alla marina e alla sua tradizione una funzione centrale nella vita della città. Ma c’è anche un nodo negativo su manutenzione e riqualificazione. Il porto di Terracina ha bisogno di un programma concreto di rigenerazione, che affronti le criticità legate all’insabbiamento, ai fondali, ai servizi e alla piena funzionalità delle infrastrutture. Non bastano annunci o interventi frammentari, ma una prospettiva chiara con obiettivi, risorse e tempi definiti.
Lo stesso vale per il litorale. Gli interventi di ripascimento procedono con difficoltà, il degrado è dilagante e la pista ciclabile presenta criticità che ne compromettono la continuità e la fruibilità. Problemi che incidono sulla qualità degli spazi pubblici, sull’immagine turistica della città e sulla vita quotidiana dei residenti.
È impensabile lasciare un territorio in queste condizioni, senza un progetto complessivo che tenga insieme la tutela della costa, la manutenzione, la mobilità e lo sviluppo economico.
Le domande sorgono spontanee: quale progetto concreto è stato ideato per raggiungere questi obiettivi? Quali programmi per il porto e il lungomare, anche per ampliare la stagione estiva? La comunità ha diritto a una politica capace di assumersi le proprie responsabilità. È su questo che si misura la capacità di governo: non sulle promesse, ma sui risultati”.
Così, in una nota, Sara Norcia, già Assessore al Comune di Terracina.
