Ciolfi (M5S): “Non contesto gli imprevisti di cantiere, ma non possiamo continuare a scoprire a rate quanto costa davvero riaprire la piscina. E in Commissione, invece di rispondere alle domande su oltre un milione di euro aggiuntivo, i consiglieri Bruni e Faticoni hanno contestato persino il diritto dell’opposizione di chiedere chiarimenti, arrivando ad attribuire la responsabilità ai finanziamenti PNRR”
“La piscina comunale coperta di via dei Mille è chiusa dal novembre 2023. A distanza di quasi tre anni, la strada verso la riapertura continua ad allungarsi e, soprattutto, il conto economico continua a crescere.
È quanto emerso oggi nel corso della Commissione Bilancio, chiamata a esaminare una variazione di bilancio da 400mila euro per ulteriori lavorazioni prevalentemente impiantistiche, necessarie nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria finanziati dal PNRR per la rigenerazione delle piscine comunali.
Non è sugli imprevisti di cantiere che intendiamo fare una polemica pregiudiziale. La stessa deliberazione richiama circostanze sopravvenute ed esigenze tecniche non prevedibili con l’ordinaria diligenza professionale. Può accadere che, nel corso dei lavori, emergano ulteriori necessità. Il problema, però, è un altro ed è ben più rilevante.
Nel corso della Commissione è emerso che i 400mila euro non saranno sufficienti a completare tutte le opere necessarie alla riapertura della piscina coperta. L’assessore ha infatti anticipato la necessità di reperire ulteriori 600mila euro, attraverso un mutuo con l’Istituto per il Credito Sportivo, nell’ambito di un avviso che prevede l’abbattimento degli interessi. Ma c’è soprattutto un’altra deliberazione che merita di essere letta attentamente: la delibera di Giunta n. 231 del 29 ottobre 2026.
Con questo atto l’Amministrazione approva un nuovo quadro esigenziale e il Documento di indirizzo alla progettazione per ulteriori opere di completamento impiantistico della piscina coperta e di riqualificazione e messa a norma degli spogliatoi, per un importo preliminarmente stimato in 620mila euro.
Si tratta di un ulteriore intervento, distinto da quelli già in corso, che la stessa delibera ritiene necessario per conseguire l’agibilità della piscina e garantirne la piena funzionalità. E allora la domanda diventa inevitabile.Già nel 2024 il Comune aveva stanziato 1.798.893 euro per il consolidamento e il ripristino funzionale delle strutture portanti dell’impianto sportivo di via dei Mille.
Nel giugno 2025 era stato approvato il Documento di indirizzo alla progettazione, con un quadro economico preliminare di 1.630.133 euro. Il 9 aprile 2026 la Giunta ha approvato addirittura il Progetto di fattibilità tecnica ed economica, sempre per 1.630.133 euro, corredato da elaborati tecnici, relazioni specialistiche, verifiche e computo metrico estimativo.
Com’è possibile che, dopo un percorso progettuale così articolato, si arrivi oggi a programmare ulteriori 620mila euro di interventi per rendere effettivamente agibile e fruibile la piscina? Non stiamo parlando di un dettaglio marginale. Stiamo parlando di opere che risultano indispensabili per arrivare alla riapertura di un impianto pubblico chiuso da quasi tre anni.
Se le criticità strutturali erano note, se erano state effettuate indagini specialistiche, se era stato approvato un progetto di fattibilità economica e se erano stati definiti interventi e relativi costi, ci chiediamo perché non sia stato possibile individuare prima, e con maggiore completezza, l’insieme delle opere necessarie.
La domanda, evidentemente, non è stata gradita dalla maggioranza. Nel corso della Commissione, i consiglieri Bruni e Faticoni sono intervenuti con toni particolarmente accesi, contestando la mia richiesta di chiarimenti e arrivando a sostenere che il problema sarebbe riconducibile proprio ai finanziamenti PNRR, fino ad alludere che sarebbe stato meglio non richiederli. Una posizione che sposta completamente il tema: quei finanziamenti hanno rappresentato un’opportunità per avviare i lavori di efficientamento energetico. Non possono diventare oggi un alibi per non rispondere delle ulteriori risorse necessarie dopo gli ingenti stanziamenti già impegnati.
Ricordo ai colleghi di maggioranza che chiedere conto dell’impiego di denaro pubblico non è un atto di malafede né una polemica strumentale. È una precisa funzione di controllo che appartiene a ogni consigliere comunale, maggioranza o opposizione. Le domande si affrontano nel merito, con dati e spiegazioni, non delegittimando chi le pone. O forse vi mancano gli argomenti?
C’è poi un ulteriore aspetto che merita un chiarimento. Per la procedura relativa al consolidamento strutturale il Comune si è avvalso di Sport e Salute S.p.A., affidandole funzioni di stazione appaltante e centrale di committenza ausiliaria. Una scelta che, come risulta dal quadro economico approvato, comporta una spesa di 48.476,17 euro per la centrale di committenza, pari al 3%.
Non mettiamo in discussione in astratto la possibilità di avvalersi di una struttura esterna. Ma, considerati i costi, riteniamo legittimo chiedere quali valutazioni abbiano portato a questa scelta, soprattutto in presenza di un’amministrazione dotata di propri uffici tecnici e di una struttura per la gestione delle procedure di gara. Ogni costo aggiuntivo, in una situazione di bilancio che impone attenzione a ogni risorsa, merita una motivazione chiara. La questione non è soltanto quanto si spende, ma come si programma la spesa pubblica e con quale capacità di prevedere l’intero fabbisogno di un’opera.
“La città ha diritto di sapere perché, dopo tre anni di chiusura, dopo finanziamenti PNRR e importanti stanziamenti comunali, siamo ancora a programmare nuove risorse per rendere finalmente utilizzabile la piscina. Non basta continuare a finanziare singoli pezzi di un intervento: occorre sapere quanto manca davvero, quali opere restano da realizzare e soprattutto quando potremo restituire questo impianto alla comunità.Non possiamo accettare che ogni volta che sembra avvicinarsi la conclusione dei lavori emerga un nuovo capitolo di spesa. La piscina comunale non può diventare un cantiere senza una prospettiva certa di fine.
Chiediamo quindi all’Amministrazione un quadro complessivo, chiaro e definitivo degli interventi ancora necessari, dei costi effettivi e dei tempi per la riapertura. I cittadini non possono continuare a pagare il prezzo di una programmazione che sembra procedere per successive scoperte”.
Così, in una nota, Maria Grazia Ciolfi, Capogruppo M5S Latina.
