È indagata per istigazione al suicidio la donna di 51 anni che ha trovato il mazzo di chiavi nella cassetta della posta dell’uomo suicidatosi la mattina del 13 febbraio.
È questo il primo passaggio significativo dell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore di Cassino Andrea Corvino che ha aperto un fascicolo d’indagine sul decesso del 48enne di Gaeta, dipendente di un’agenzia funebre. L’uomo è stato trovato morto nella cantina della casa dove abitava con la moglie in via Indipendenza, a Gaea.
Il magistrato ha disposto la riesumazione del cadavere dell’uomo per cercare di capire la causa del decesso. La riesumazione del cadavere sarà effettuata presso il cimitero monumentale di via Garibaldi, mentre le operazioni peritali si svolgeranno il 7 novembre presso l’obitorio dell’ospedale “Santa Scolastica” di Cassino. Lunedì 2 novembre, invece, il conferimento dell’incarico peritale che dovrà scandagliare i messaggi e gli altri dati sul cellulare della donna sequestrato dall’autorità giudiziaria.
Sarà il medico legale Gabriele Margiotta a svolgere l’esame autoptico, mentre la moglie e i fratelli del 48enne, assistiti dall’avvocato Pasquale Di Gabriele, hanno nominato il dottor Giorgio Bolino. L’autopsia potrà servire a chiare come è morto il 48enne, trovato attaccato ad una corda legata al collo. Passate alcune settimane, i familiari hanno iniziato a insospettirsi su diversi aspetti della vicenda, tra cui la porta della cantina chiusa dall’esterno e la scomparsa di alcuni oggetti personali dell’uomo deceduto.
La moglie del 48enne, una volta rimasta vedova, ha deciso di cambiare casa e ha chiesto alla sua ex locataria di verificare e ritirare l’arrivo della corrispondenza nella sua vecchia della buca della posta. È stata proprio la proprietaria di casa a chiamare l’ex inquilina e moglie del 48enne dopo aver trovato una busta contenente oggetti scomparsi dell’uomo e la chiave della cantina in cui è morto l’uomo.
È stato l’avvocato Pasquale Di Gabriele a denunciare il tutto al Commissariato di Polizia di Gaeta e alla Procura che ha aperto l’inchiesta. I familiari hanno sempre escluso che il 48enne avesse dei problemi di soldi o altra natura.
