La CNA di Latina interviene sulla riclassificazione che l’INPS sta attuando sulle imprese impiantistiche che, se non procedono alle dovute comunicazioni, rischiano di vedere modificato il proprio codice autorizzativo passando dall’artigianato settore manifatturiero a quello edilizio. Una modifica che per i soggetti interessati potrebbe compromettere requisiti, tutele e assetti contributivi. Ad essere interessate, dati Istat, sono 151 mila imprese in Italia di cui 13 mila nel Lazio e circa 800 in provincia di Latina.
Ad intervenire sul caso è direttamente il Segretario di CNA Latina, Antonello Testa che, dopo un lungo lavoro di concertazione che in queste ore a tutti i livelli la CNA, insieme alle altre organizzazioni di rappresentanza, sta portando avanti dichiara: bene i chiarimenti ottenuti dall’ INPS, ma restano forti preoccupazioni e criticità su una procedura che rischia di penalizzare le imprese del settore impianti ed istallazioni. Il nostro obiettivo rimane quello di mettere in campo tutte le azioni necessarie a garantire che l’inquadramento previdenziale sia coerente con l’attività realmente esercitata dalle aziende, evitando che imprese impiantistiche vengano automaticamente ricondotte al comparto dell’artigianato edile.
Non siamo di fronte a una questione meramente amministrativa, spiega Antonello Testa, perché la modifica dell’inquadramento può incidere sui limiti dimensionali necessari per conservare la qualifica artigiana, sul sistema della bilateralità e sugli adempimenti contributivi delle imprese. In particolare, il passaggio dall’attuale sistema EBNA-EBLART, con riferimento alla bilateralità dell’artigianato e alla sua articolazione regionale, a quello previsto per il comparto edile rischia di determinare cambiamenti rilevanti anche sul piano operativo e della regolarità contributiva.
La questione, inoltre continua Testa, assume particolare rilievo anche alla luce del confronto in corso sulla revisione della Legge quadro per l’artigianato (legge n. 443/1985). È importante che le procedure di inquadramento tengano conto delle specificità delle attività svolte dalle imprese e siano accompagnate da un adeguato confronto con le organizzazioni di rappresentanza, così da garantire criteri coerenti con la realtà operativa del settore.
Il confronto con l’INPS ha già consentito di ottenere importanti chiarimenti, formalizzati nei messaggi n. 3145 del 5 ottobre 2026 e n. 3422 del 23 ottobre 2026. In particolare, per il mantenimento dell’inquadramento artigiano secondo i criteri indicati dall’Istituto, assume rilievo la prevalenza dell’attività di manutenzione e riparazione degli impianti esistenti, che deve rappresentare almeno il 51% del fatturato complessivo dell’impresa. Tale criterio consente di distinguere le aziende che operano prevalentemente su impianti esistenti da quelle impegnate soprattutto nelle installazioni nell’ambito di nuove costruzioni.
Continueremo, conclude la nota, a seguire la questione a tutti i livelli, sia per approfondire gli aspetti normativi e applicativi, sia per accompagnare le imprese e i loro consulenti negli adempimenti necessari, conclude Testa. CNA Latina è a disposizione delle aziende interessate per supportarle nella verifica della propria posizione e nella corretta gestione delle comunicazioni richieste dall’INPS.
