Anac chiede di correggere le criticità e rispettare le regole, Movimento Cinque Stelle: “Non basta rifare il bando”
“La notizia della conclusione dell’istruttoria ANAC sulle procedure per l’affidamento dello stadio comunale Domenico Francioni e del campo di calcio Gino Bondioli, riportata oggi dalla stampa, conferma la necessità di approfondire le scelte compiute dall’Amministrazione comunale.
L’Autorità, intervenuta a seguito delle istanze presentate dal Latina Calcio 1932, ha individuato criticità nella disciplina del bando ventennale e nella qualificazione giuridica del successivo bando ponte. E, soprattutto, invita il Comune a valutare una nuova procedura di affidamento attraverso un bando opportunamente emendato, raccomandando per il futuro il rispetto della normativa di settore e chiedendo aggiornamenti sulle determinazioni assunte entro 45 giorni. Uno dei passaggi più rilevanti riguarda la clausola del bando pluriennale che subordinava la partecipazione all’assenza di morosità nei confronti del Comune per precedenti utilizzi degli impianti sportivi, oppure alla sottoscrizione preventiva di un piano di rientro assistito da garanzia.
ANAC ha rilevato che una previsione così formulata poteva determinare l’esclusione automatica anche in presenza di crediti controversi o non accertati. L’Autorità richiama, infatti, il principio di tassatività delle cause di esclusione previsto dal Codice dei contratti pubblici: le irregolarità nei pagamenti non possono diventare indiscriminatamente un motivo di esclusione al di fuori delle condizioni stabilite dalla legge. È una criticità che avevamo già approfondito in Commissione Trasparenza, esaminando proprio le contestazioni sollevate dal Latina Calcio 1932.
In quella sede, a fronte delle osservazioni sulla clausola, era stato sostenuto dagli uffici che, se in passato si era sbagliato, non si sarebbe dovuto continuare a sbagliare. Oggi, alla luce dei rilievi di ANAC, quella risposta merita una riflessione. E qui si apre una questione politica che non può essere ignorata: perché due pesi e due misure?
Nel precedente bando relativo al PalaBoxe, il Comune aveva adottato un’impostazione differente, non facendo della morosità, in quanto tale, un ostacolo generalizzato alla partecipazione. Nel caso del Francioni e del Bondioli, invece, l’assenza di morosità pregresse era stata elevata a requisito escludente.
Non sosteniamo che le due procedure siano necessariamente sovrapponibili: occorre verificare le rispettive clausole e la natura delle eventuali posizioni debitorie.Ma la domanda politica resta: con quale criterio il Comune ha scelto di adottare regole così diverse in procedure riguardanti l’affidamento di impianti sportivi comunali? Una domanda alla quale l’Amministrazione deve rispondere con atti e motivazioni, non con giustificazioni generiche.
L’altra criticità riguarda la procedura temporanea, il cosiddetto bando ponte. ANAC richiama una giurisprudenza consolidata e prevalente secondo cui la concessione per la gestione di impianti sportivi, quando ha al centro l’organizzazione e l’erogazione del servizio, va ricondotta alla concessione di pubblici servizi e non semplicemente alla concessione d’uso di un bene. Una distinzione tutt’altro che formale, perché incide sulla disciplina applicabile e sulle modalità con cui l’Amministrazione deve procedere all’affidamento.
Anche su questo punto, dunque, le scelte compiute dal Comune devono essere attentamente valutate. È vero che ANAC, preso atto dell’esito negativo delle due procedure, dichiara di non ravvisare allo stato margini di intervento. Ma non si limita a prendere atto della situazione: invita il Comune a valutare l’avvio di una nuova procedura mediante pubblicazione di un bando opportunamente emendato e raccomanda di agire, per il futuro, nel rispetto della normativa di settore. Non è quindi un semplice invito a rifare il bando: è una richiesta di ripartire correggendo le criticità e rispettando le regole.
La vicenda chiama direttamente in causa la responsabilità politica dell’assessorato competente e dell’Amministrazione che ha portato avanti queste procedure.
Quando due procedure di affidamento relative a impianti sportivi comunali presentano criticità sotto profili diversi, non basta rivendicare di aver fatto le gare o giustificare ogni scelta compiuta dagli uffici. Occorre verificare che gli atti siano corretti, che le regole siano applicate coerentemente e soprattutto che l’interesse pubblico sia tutelato.
All’assessore Chiarato diciamo con chiarezza: non basta fare, bisogna anche fare bene. Alla luce dei rilievi emersi, sarebbe opportuno un passo indietro e una riflessione seria sulle scelte compiute, anziché liquidare la vicenda come un semplice passaggio amministrativo.
E la raccomandazione di ANAC a rispettare la normativa di settore deve valere non soltanto per i bandi futuri, ma anche come criterio di attenzione per tutte le procedure in corso o in preparazione, compresi gli affidamenti relativi ad altri impianti sportivi comunali, come il PalaCeci e l’impianto sportivo Outdoor Vincenzo D’Amico, sui quali è necessario mantenere alta l’attenzione per non incorrere in altri inciampi. C’è infine un aspetto politico e istituzionale che non possiamo trascurare.
La Commissione Trasparenza, che presiedo, ha affrontato questa vicenda nel merito, esaminando le contestazioni e chiedendo chiarimenti sulle procedure. Mi sarei aspettata che l’esito dell’istruttoria ANAC fosse comunicato anche alla Commissione, per consentire un aggiornamento istituzionale, approfondire i rilievi e fornire ai cittadini risposte complete.Ancora una volta, invece, le informazioni arrivano attraverso la stampa, mentre le sedi istituzionali deputate al controllo e alla verifica rischiano di essere tenute ai margini. Sembra quasi che questa Amministrazione sia allergica alle sedi istituzionali quando si tratta di affrontare questioni scomode.
Per il Movimento 5 Stelle la trasparenza non è uno slogan, ma un cardine irrinunciabile dell’azione amministrativa. Continueremo a chiedere atti, chiarimenti e responsabilità, nell’interesse della città e dei cittadini. Come presidente della Commissione Trasparenza, continuerò a svolgere il mio ruolo fino in fondo: perché gli impianti sportivi sono un patrimonio pubblico e la loro gestione deve essere improntata a legalità, correttezza, concorrenza e trasparenza. Restiamo in attesa di sapere quale è la direzione intrapresa dall’amministrazione riguardo la gestione dello stadio comunale Francioni e dell’impianto Bondioli”.
Così, in una nota, Maria Grazia Ciolfi, consigliera comunale e Capogruppo consiliare M5S.
