Il noto badante Mario Eutizia coinvolto nell’ennesime procedimento penale: stavolta è accusato del reato di truffa
È accusato di aver truffato un sessantenne di Latina, il noto badante 50enne Mario Eutizia reo confesso come omicida di quattro anziani, uccisi tramite la somministrazione massiccia di farmaci e il cui procedimento penale è stato archiviato per mancanza di prove.
Eutizia, assistito dall’avvocato Roberto D’Arcangelo, deve rispondere nell’udienza pre-dibattimentale che era fissata per oggi, 21 ottobre, dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Latina, Francesca Zani, del reato di truffa. Il 50enne di origine napoletana, infatti, avrebbe venduto su Marketplace di Facebook un computer. L’ignaro acquirente, dopo aver versato la somma di denaro, si è visto recapitare un vero e proprio pacco, all’interno del quale c’erano un vaso e una bottiglia rotti. L’udienza odierna, per assenza del giudice, è stata rinviata al prossimo 2 dicembre.
Il 50enne badante deve affrontare anche il processo per appropriazione indebita dei soldi di una coppia di anziani che aveva assistito. Il processo si è aperto lo scorso 1 ottobre e, dopo l’ammissione di prove e testi, il giudice monocratico del Tribunale di Latina, Gabriella Naldi, ha rinviato al prossimo 26 novembre.
A giugno 2025, era arrivato il rinvio a giudizio per aver prelevato sul conto corrente della coppia che aveva assistito a Latina la somma complessiva di 71mila euro. Il reato contestato è quello di indebito utilizzo e falsificazione di strumenti di pagamento diversi dai contanti. L’inchiesta è stata condotta dal pubblico ministero Valerio De Luca ed era nata a seguito della denuncia presentata dal figlio della coppia che aveva trovato il conto corrente a secco.
Il 49enne napoletano, secondo quanto ricostruito, avrebbe utilizzato il bancomat con il beneplacito del figlio che viveva all’estero, prelevando indebitamente 71mila euro. Il tetto massimo del prelievo era di 400 euro al mese per le spese mediche e altre urgenze, invece il 49enne di origine campana avrebbe prelevato fino a 1500 euro al giorno.
Anche dopo il decesso della donna di 71 anni che assisteva, Eutizia sarebbe andato allo sportello per prendere i soldi. A marzo del 2018 la scoperta della ruberia, quando Eutizia aveva chiesto il permesso di andare via per un corso di aggiornamento, quando in realtà scomparve.
Oggi, il coinvolgimento nel raggiro che ha truffato un utente che avrebbe voluto acquistare un computer e, invece, si è ritrovato il classico “pacco”.
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