“Abbiamo letto la lettera che il Comune di Cori ha inviato ai Consiglieri che avevano chiesto un Consiglio Comunale aperto sull’Ospedale di Comunità e sulla Casa di Comunità. Una lettera protocollata n. 20039 del 19/10/2026 in risposta a una richiesta del 01/10/2026 prot. 18854. La risposta dice testualmente: “si rende necessario un ulteriore lasso di tempo per la convocazione del Consiglio” per raccogliere la documentazione. Siamo indignati. E preoccupati.
Per la prima volta da mesi, quattro consiglieri ,Proietti Aristide, Cherubini Tommaso, Mariani David, Ducci Francesco, chiedono di discutere pubblicamente di cosa ne sarà dell’Ospedale di Comunità di Cori, modello Sezze e Gaeta, DM 7/2022. Chiedono trasparenza. Chiedono che i cittadini possano ascoltare e parlare.
E il Presidente del Consiglio, Sabrina Pistilli, cosa fa? Non convoca. Prende tempo. Dice che deve “reperire la documentazione”. Ma di quale documentazione stiamo parlando? L’Ospedale di Comunità è un diritto, non una pratica edilizia da cercare in archivio! La legge, art. 39 del Testo Unico, dice che quando 1/5 dei consiglieri chiede un Consiglio, lo si deve convocare entro 20 giorni. Non entro 20 giorni più “un ulteriore lasso di tempo”. 20 giorni e basta. Se per raccogliere due carte ci vogliono più di 20 giorni, ci chiediamo come venga gestita la sanità di tutti noi.
Noi cittadini di Cori e Giulianello non chiediamo favori, chiediamo di sapere se avremo un medico, un infermiere, un letto dove curare i nostri anziani. Rinviare questo Consiglio significa mancare di rispetto non solo ai consiglieri, ma anche a 11.000 cittadini. Chiediamo al Presidente Pistilli di ritirare immediatamente quella lettera e di convocare il Consiglio aperto entro 48 ore, come la legge impone.
Se questo non avverrà,come Comitato, appoggeremo l’iniziativa dei Consiglieri di minoranza, di scrivere al Prefetto di Latina. La salute non aspetta “un ulteriore lasso di tempo”.
Così, in una nota, il Comitato Spontaneo Cittadini per la Sanità di Cori e Giulianello
