Drogata e portata in Italia, è stata costretta a prostituirsi a 17 anni: chiusa l’inchiesta per una coppia di soggetti di nazionalità rumena
La Procura ha chiuso l’inchiesta nei confronti della coppia di rumeni, rispettivamente una donna 25enne e un uomo 40enne, accusato di aver portato in Italia una connazionale minorenne per poi costringerla a prostituirsi, peraltro forzandola a farsi fotografare in pose hot poi pubblicate successivamente sui siti d’incontri a luci rosse. La coppia, arrestata a novembre 2025, ha ottenuto nei mesi scorsi la revoca delle misure cautelari: devono rispondere di sfruttamento della prostituzione e tratta di persone, un reato punito fino a 20 anni di reclusione.
Nel corso delle indagini, è stato svolta anche un’incidente probatorio per ascoltare la giovane costretta a prostituirsi dalla coppia di rumeni trapiantata a Latina. Anche la difesa dei due indagati, composto dagli avvocati Gaetano Del Sole, Lucia Scorziello e Luigi Annunziata, aveva chiesto due consulenze: una informatica sui cellulari sequestrati e una medica sulla ragazza per capire se fosse stata drogata. L’arresto dei due soggetti era stato disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Mara Mattioli.
Il caso, come detto, risale agli inizi di novembre 2025 quando la Polizia di Stato, in collaborazione con il Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia e con il coordinamento della Procura della Repubblica di Latina, aveva portato a termine un’importante operazione di polizia che ha permesso di salvare una giovane che sarebbe stata vittima di tratta e sfruttamento sessuale. Dopodiché il fascicolo è passato alla Procura capitolina competente per materia.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la minorenne (aveva 17 anni all’epoca dei fatti), di origini rumene, sarebbe stata adescata tramite social network con la promessa di un lavoro come cameriera. L’uomo e la donna, connazionali, l’avrebbero inizialmente convinta a partire verso un’altra cittadina della Romania con la prospettiva di un impiego e, durante il viaggio, le avrebbero offerto delle sigarette che l’avrebbero indotta in uno stato di parziale incoscienza. La ragazza, dopo essersi addormentata, si sarebbe infatti risvegliata scoprendo di aver oltrepassato il confine e di trovarsi in Italia, senza alcuna possibilità di contatto con l’esterno.
Una volta giunta sul territorio nazionale (con un passaggio a Messina prima di approdare a Latina), la vittima sarebbe stata privata dei documenti e del telefono, e sarebbe stata costretta a prostituirsi sotto la minaccia di gravi ritorsioni e indotta a scattare foto di contenuto pornografico, poi diffuse su siti dedicati agli incontri. La giovane ha dichiarato di essere stata continuamente monitorata dai suoi presunti aguzzini, che le avrebbero impedito ogni contatto con l’esterno.
Grazie a una chiamata effettuata dalla vittima al Consolato Generale di Romania, dopo essere riuscita a scappare dal luogo in cui era trattenuta, gli agenti della Squadra Mobile e della Squadra Volante di Latina, allertati dalla sala operativa del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia, sono intervenuti tempestivamente nei pressi della stazione ferroviaria di Latina Scalo, dove la ragazza si trovava, mettendo la minorenne in sicurezza e fornendole assistenza immediata.
Le indagini della Squadra Mobile, guidata dal dirigente Giuseppe Lodeserto, sono scattate immediatamente, sotto il coordinamento della Procura di Latina, e hanno consentito di individuare l’abitazione in cui la giovane sarebbe stata trattenuta e sequestrare telefoni e strumenti presumibilmente utilizzati per il controllo e lo sfruttamento della vittima.
L’attività investigativa ha inoltre permesso di raccogliere elementi utili all’identificazione dei presunti responsabili: si tratta, per l’appunto, di un uomo e una donna di nazionalità rumena che abitano in un appartamento in Via Pisacane a Latina, entrambi sottoposti a fermo di indiziato di delitto dai poliziotti intervenuti, in quanto accusati, almeno dapprincipio, dei reati di reati di sequestro di persona, riduzione in schiavitù, tratta di persone, induzione e favoreggiamento alla prostituzione, stato di incapacità procurato mediate violenza e diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti.
La coppia arrestata, nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia, ha scelto di rimanere in silenzio. Il Gip ha convalidato l’arresto e disposto una ordinanza di custodia cautelare in carcere. Passati mesi, è venuta meno l’esigenza cautelare e, ora, l’indagine è stata chiuso, un preludio alla probabile richiesta di rinvio a giudizio per entrambi.
