LAZIO ROOTS: CINQUE CONSORZI UNITI PER VINO E AGROALIMENTARE

Cinque Consorzi, 550 realtà vitivinicole e 413 allevatori uniti per valorizzare il patrimonio enogastronomico del Lazio attraverso una strategia promozionale condivisa. Nasce Lazio Roots, il progetto che mette in relazione alcune delle principali denominazioni regionali, superando i confini delle singole filiere per costruire un racconto comune dei territori, delle produzioni e delle comunità che ne custodiscono le tradizioni.

L’iniziativa, presentata a Roma il 14 ottobre, riunisce il Consorzio Tutela Vini Roma DOC, il Consorzio Tutela Denominazioni Vini Frascati, il Consorzio del Cesanese del Piglio DOCG, il Consorzio di tutela della Ricotta Romana DOP e quello dell’Abbacchio Romano IGP. Una collaborazione che coinvolge il settore vitivinicolo, l’allevamento e la produzione casearia, con il sostegno della Regione Lazio e di ARSIAL, l’Agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione dell’agricoltura del Lazio.

Il vino occupa un ruolo centrale nel progetto, attraverso tre denominazioni che rappresentano territori e tradizioni produttive differenti.

La Roma DOC esprime il legame tra la Capitale e la sua storia vitivinicola, mentre le denominazioni del Frascati raccontano la tradizione enologica dei Castelli Romani, uno dei territori storici della produzione laziale. Il Cesanese del Piglio DOCG porta invece nel progetto l’identità vitivinicola della Ciociaria, con una denominazione fortemente legata alla valorizzazione del proprio territorio. Accanto al vino trovano spazio la Ricotta Romana DOP e l’Abbacchio Romano IGP, produzioni che testimoniano il ruolo dell’allevamento ovino, della pastorizia e delle pratiche tradizionali nella costruzione del patrimonio agroalimentare regionale.

L’obiettivo è promuovere queste realtà attraverso una narrazione coordinata, capace di collegare le caratteristiche dei prodotti ai paesaggi, alle tecniche di lavorazione e alle conoscenze tramandate nel tempo.

Lazio Roots coinvolge inizialmente cinque Consorzi, ma guarda a un patrimonio produttivo molto più ampio, che comprende oltre venti produzioni rappresentative del territorio. Dai Castelli Romani alla Ciociaria, dall’Agro Romano alla Sabina e alla Tuscia, il progetto intende valorizzare le diverse identità gastronomiche regionali, mettendo in relazione il mondo del vino con le altre filiere certificate.

Tra i prodotti presentati figurano la Lenticchia di Onano IGP, la Patata dell’Alto Viterbese IGP, la Nocciola Romana IGP, il Prosciutto Amatriciano IGP, il Pecorino Romano DOP, l’Oliva di Gaeta DOP, il Pane Casareccio di Genzano IGP, l’Olio di Roma IGP, l’Olio Sabina DOP e la Ratafia Ciociara IGP. Sul versante vitivinicolo, trovano spazio anche le denominazioni Atina DOC e Marino DOC.

Le produzioni sono state valorizzate attraverso una cena interamente dedicata ai prodotti del Lazio, pensata per rappresentare concretamente le connessioni tra le diverse filiere. L’iniziativa si propone come punto di partenza per future collaborazioni tra Consorzi e imprese, con l’intento di costruire una promozione territoriale più coordinata e riconoscibile.

Il progetto si inserisce in una strategia di valorizzazione dell’agroalimentare regionale che guarda anche alle opportunità offerte dai mercati nazionali e internazionali.

«Il patrimonio enogastronomico del Lazio rappresenta una risorsa strategica per la crescita economica della nostra regione e un elemento fondamentale per rafforzare la competitività del sistema agroalimentare sui mercati nazionali e internazionali», sottolinea Giancarlo Righini, assessore all’Agricoltura della Regione Lazio.

Secondo Righini, l’obiettivo è sostenere le imprese agricole nella trasformazione della qualità produttiva in nuove opportunità di sviluppo, attraverso il rafforzamento delle filiere e una maggiore riconoscibilità delle denominazioni. L’assessore auspica inoltre che Lazio Roots possa progressivamente ampliare la propria base di adesioni, coinvolgendo altri Consorzi e realtà produttive.

Sulla stessa linea Massimiliano Raffa, presidente di ARSIAL, che evidenzia il valore della collaborazione tra settori differenti.

«Lazio Roots parte da un’intuizione importante: le nostre denominazioni acquistano ancora più forza quando smettono di raccontarsi come realtà isolate e diventano parte di una storia comune».

Un approccio che punta a rendere più riconoscibile il patrimonio agroalimentare regionale, associando alla qualità delle produzioni anche il valore dei territori e delle persone che vi lavorano.

La nascita di Lazio Roots rappresenta un primo passo verso una maggiore integrazione delle attività di valorizzazione delle denominazioni laziali. Per il comparto vitivinicolo, la collaborazione con le filiere agroalimentari potrebbe offrire nuove opportunità nella promozione dei territori, nella costruzione di esperienze enogastronomiche e nel rafforzamento dell’identità delle produzioni sui mercati.

Il progetto si trova ancora nella fase iniziale e non sono stati annunciati programmi commerciali dettagliati o risultati economici già conseguiti. La prospettiva indicata dai promotori è quella di ampliare progressivamente la rete, coinvolgendo altre realtà produttive e sviluppando nuove sinergie.

Lazio Roots nasce così con l’ambizione di trasformare la varietà enogastronomica del Lazio in un elemento di forza condiviso, attraverso una collaborazione che mette il vino al centro di un sistema più ampio di territori, imprese e produzioni certificate.

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