Tentato omicidio in zona pub: nel procedimento stralciato da quello principale, rischiano il processo o condanna altri otto giovani. Intanto arriva la messa alla prova per uno di loro
Archiviate i processi di primo grado nei confronti dei tre giovani – Mirko Iorio, Francesco Manauzzi e Antonio Iustic – condannati per il tentato omicidio dell’allora sedicenne Matteo Morandi avvenuto a novembre 2024, il caso che ha insanguinato la zona pub di Latina procede per gli altri straschichi giudiziari.
Quella notte, come noto, oltreché all’accoltellamento quasi mortale di Matteo Morandi, furono feriti anche altri due ragazzi, facenti parte della comitiva del cosiddetto gruppo Colosseo che stavano con il medesimo Morandi. Nessuno dei due, a differenza di Morandi, si è costituito parte civile nei due processi che hanno condannato Iorio a 7 anni e 4 mesi (col giudizio abbreviato), difeso dall’avvocato Alessandro Farau, e Manauzzi e Iustic a 7 anni, assistiti dagli avvocati Massimo Frisetti, Gaetano Marino e Giovanni Lisco.
Oggi, 15 ottobre, uno dei due giovani accoltellati nel corso della rissa di fine novembre 2024, è comparso dinanzi al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Laura Morselli. Il 20enne P.L. (le sue iniziali), difeso dall’avvocato Alessandro Mariani, doveva rispondere del reato di rissa. Si tratta della rissa da cui è scaturita la spedizione punitiva che ha provocato l’aggressione violenta e finita a coltellate in zona pub. La rissa avvenne circa venti minuti prima sempre nei pressi della zona pub e il gruppo Colosseo (quello di Morandi) ebbe il sopravvento sul gruppo della Q4, di cui facevano parte i tre imputati Manauzzi, Iustic e Iorio i quali, successivamente, si vendicarono.
Il 20enne, su istanza dell’avvocato, si è visto accogliere dal gup Morselli il cosiddetto istituto della messa alla prova che prevederà per lui un anno di lavori di pubblica utilità presso un ente preposto per sei ore settimanali. Il programma, chiaramente, dovrà essere controllato dal giudice il prossimo anno tramite anche la relazione dell’Uepe, l’Ufficio per l’esecuzione penale esterna che certificherà di come il giovane abbia assolto al suo anno di lavori sociali.
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Il prossimo 22 aprile 2027, invece, ci sarà l’udienza preliminare presso il Tribunale dei Minorenni di Roma, competente per materia, a carico di otto giovani, molti dei quali minorenni all’epoca dei fatti, accusati della stessa rissa che ha poi portato al tentato omicidio. Solo a due degli otto imputati è contestato il reato di tentato omicidio.
Dopo gli arresti effettuati dalla Squadra Mobile di Latina, Mirko Iorio, il ragazzo di 21 anni accusato di aver impugnato il coltello con cui ha ferito tre giovani, tra cui il sedicenne, si era avvalso della facoltà di non rispondere. Gli altri due giovani, Francesco Manauzzi e Antonio Iustic, avevano ammesso le accuse a loro carico davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario. I due giovani avevano spiegato di aver partecipato alla maxi-rissa, di aver colpito gli “avversari”, ma non di non aver utilizzato nessun corpo contundente, né tantomeno un coltello.
Gli otto giovani che dovranno affrontare l’udienza preliminare a Roma sono difesi dagli avvocati Giancarlo Vitelli, Riccardo De Mauri, Stefano Mancini, Leone Zeppieri, Paolo Zeppieri, Leo Mercurio, Maurizio Mocellin e Francesco Pisani.
I FATTI – Il 23 novembre 2024, nella cosiddetta zona Pub di Latina, intorno alle 23 e 30, c’era stato un violento scontro tra i ragazzi di due gruppi “rivali” a cui avevano partecipato una decina di giovani. Da una parte il gruppo Q4, quello degli imputati, dall’altra il gruppo Colosseo, di cui faceva parte Morandi. Le fasi concitate della prima rissa erano durate meno di un minuto e subito dopo tutti i partecipanti si erano allontanati.
Trascorsi appena 15 minuti dal primo episodio, alcuni ragazzi, tra cui i tre già coinvolti in precedenza, erano tornati sul posto, questa volta, però, armati di un coltello e spalleggiati da altri amici. Prima di torna in Via Neghelli, il gruppo si era spostato in via Fratelli Bandiera, nei pressi del ristorante etnico, ossia il loro luogo di ritrovo.
Con l’intento forse di vendicare il precedente “sgarro”, a quel punto, il gruppo ha aggredito violentemente due dei giovani che avevano preso parte alla precedente rissa (un sedicenne ed un diciottenne), e nella confusione era stato attinto al collo anche un terzo soggetto, un minorenne, Matteo, che aveva semplicemente cercato di fare ragionare le parti.
All’arrivo delle volanti della Polizia, sul posto erano rimasti tre ragazzi tutti feriti con arma da taglio, uno di questi, il sedicenne, era rimasto gravemente ferito ed era stato trasportato in condizioni gravissime all’ospedale dove, in pericolo di vita, è stato sottoposto a numerosi interventi chirurgici.
Le indagini, immediatamente avviate dalla Squadra Mobile, guidata dal dirigente Guglielmo Battisti, hanno consentito di inquadrare nell’immediatezza il probabile contesto criminale in cui si era verificato il fatto: uno screzio tra giovanissimi gravitanti nel cosiddetto gruppo Colosseo, composto per lo più da minori, ed altri giovani facenti parti di un’altra “compagine”, il cosiddetto gruppo Q4. Di quest’ultimo gruppo fanno parte i tre arrestati.
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L’identificazione dei coinvolti e la ricostruzione delle singole condotte è stata particolarmente complessa. In particolare l’acquisizione delle testimonianze dei presenti, resa difficoltosa sia per la ritrosia, soprattutto iniziale, a collaborare con gli inquirenti, sia per l’assenza di conoscenza diretta dei membri del gruppo contrapposto. Determinanti in tal senso si sono rivelate invece le immagini degli impianti di video sorveglianza privata acquisite sul posto dagli investigatori.
L’identificazione dei sospettati della rissa e degli autori dell’accoltellamento, avvenuta da parte degli investigatori della Polizia di Stato, ha permesso di procedere alla perquisizione e al sequestro degli abiti dei presunti autori. Tale attività ha consentito di raccogliere ulteriori indizi a loro carico, a cui è seguito un intenso lavoro di analisi dei filmati di video sorveglianza e di comparazione delle stesse con i vestiti sequestrati.
Sarebbe stato Iorio a tirare fuori il coltello con cui sono stati feriti i tre giovani. Dopodiché sia Iorio che Manauzzi si sono recati anche loro al pronto soccorso del Goretti di Latina: il primo per capire quale fosse la situazione dei tre ragazzi feriti, il secondo per farsi curare le abrasioni causate dalla rissa. Manauzzi, alla fine, si recherà all’ospedale Icot. Iorio, peraltro, nella notte dell’accoltellamento, provò a contattare tre volte tramite Instagram uno dei tre accoltellati, un 17enne, non ricevendo risposta. È anche per questo che gli inquirenti ritengono che il giovane fosse ben consapevole del danno arrecato e volesse capirne l’entità.
All’esito dell’attività investigativa, la Squadra Mobile ha denunciato, a vario titolo, alla Procura della Repubblica di Latina e alla Procura dei Minori di Roma, 16 soggetti (nove dei quali minorenni), tra questi, i tre ragazzi tra i diciotto e diciannove anni, denunciati per tentato omicidio plurimo in concorso.
Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, valutate le risultanze investigative, ha emesso nei confronti dei tre indagati la misura della custodia cautelare in carcere, eseguita questa mattina dagli investigatori della Squadra Mobile.
Valutata la gravità dei fatti accertati e il pericolo di reiterazione, il Questore di Latina, Fausto Vinci, ha disposto ha carico dei 16 soggetti identificati dalla Polizia di Stato l’applicazione del cosiddetto DASPO Willy. I provvedimenti sono stati eseguiti da parte dei poliziotti della Divisione Anticrimine della Questura di Latina.
Appare particolarmente allarmante – concludeva la nota della Questura di Latina – che i fatti di rilevanti gravità e il tentato omicidio, siano maturati in un contesto del tutto ordinario: nessuno dei 16 soggetti identificati e denunciati all’Autorità Giudiziaria era infatti mai emerso in attività di polizia, tutti i ragazzi coinvolti erano infatti incensurati.
Matteo Morandi, il ragazzo accoltellato e ridotto in fin di vita, dopo un mese di ospedale, è tornato a casa il 24 dicembre 2024. Due le operazioni ricevute dalle equipe Uoc di Chirurgia Generale del dottor Loreto Capuano e Uoc Anestesia Rianimazione e Anestesia del dottor Nania in seguito all’accoltellamento di Via Neghelli. Il ragazzo ha subito un intervento di embolizzazione e un’operazione di torsoctomia. Dopodiché il giovane è stato intubato e sedato. Una volta svegliato, l’11 dicembre, è stato trasferito al San Camillo di Roma per ricevere le cure al cavo toracico; successivamente, il 20 dicembre, è tornato al Goretti per finire il percorso di cura. Quattro giorni dopo la fine dell’incubo.
