RIFIUTI SPECIALI E SCARTI DI CANTIERE SUL LUNGOMARE DEL CIRCEO

Rifiuti speciali, scarti di cantiere ed elementi pericolosi lasciati incustoditi lungo l’arenile e sulla duna costiera. È la sconfortante scoperta fatta dai volontari dell’associazione Circeo Attivo aps nel corso di una giornata di volontariato ecologico tenutasi domenica 11 ottobre lungo il tratto di spiaggia libera situato in via Terracina (tra lo stabilimento “La Caletta” e il residence “Acquamarina”).

A fronte della gravità della situazione e della condotta reiterata negli anni, la Presidente dell’associazione, Daniela Ziarelli, si è recata presso il Comando della Polizia Locale di San Felice Circeo per sporgere formale querela-denuncia contro ignoti. L’esposto ipotizza i reati di abbandono e gestione non autorizzata di rifiuti e distruzione o deterioramento di bellezza naturale.

Durante le consuete operazioni di pulizia della costa — un’iniziativa che l’associazione porta avanti annualmente a tutela del territorio — i volontari si sono trovati di fronte a una vasta area del demanio marittimo invasa da scarti ed elementi ad alto rischio. Legname pericoloso: pali, travi e assi di legno cosparsi di chiodi arrugginiti, riconducibili a strutture e costruzioni; attrezzature e materiale ferroso: carriole e pale da lavoro abbandonate; coperture in plastica: teli ombreggianti di grandi dimensioni.

I dettagli del rinvenimento, unitamente a documentazione fotografica e alle testimonianze di altri volontari presenti alle operazioni di bonifica, sono stati messi a disposizione dell’Ufficiale di P.G. per consentire l’avvio delle indagini.

“Da anni – dichiara la Presidente, Daniela Ziarelli – la nostra associazione si fa carico con orgoglio di bonificare la duna e il tratto di spiaggia libera dai rifiuti, ma la situazione si ripresenta puntualmente con modalità intollerabili. Trovarsi di fronte a travi con chiodi arrugginiti sul bagnasciuga non rappresenta solo un grave sfregio ambientale a un patrimonio naturale protetto, ma costituisce un serio e immediato pericolo per la sicurezza di chiunque frequenti la spiaggia.

Non possiamo più accettare che il nostro territorio venga trattato come una discarica a cielo aperto. Abbiamo scelto di adire le vie legali per dare un segnale forte: chiediamo l’individuazione dei responsabili e un’attenzione costante a tutela del demanio e della comunità”.

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