Indagato per omicidio stradale: a distanza di oltre due anni dai fatti, arriva l’ordinanza che dispone l’archiviazione
L’incidente mortale era accaduto la notte tra il 5 e il 6 maggio, a Fondi, quando i Carabinieri della Tenenza erano intervenuti per un incidente stradale che aveva coinvolto 2 autovetture in via Appia.
Il 33enne, Maicol Mattei, residente a Terracina, sulla sua Renault Clio, nel percorrere la strada, con direzione di marcia Terracina-Fondi, aveva perso il controllo del veicolo, impattando contro un platano posto a margine della sede stradale e, carambolando, aveva urtato un’autovettura – una Mini Countrymen – che procedeva nello stesso senso di marcia. Alla fine la Renault Clio, che stava superando l’altra auto prima dell’impatto, era finita in un fossato. Prima dell’impatto, l’auto guidata da Mattei stava sorpassando la Mini Countrymen.
L’altra auto era condotta da un giovane di 22 anni, residente a Fondi, A.A. (le sue iniziali), a bordo della quale erano trasportati 4 ragazzi di età compresa tra i 19 e 24 anni.
A seguito dell’impatto, il 33enne Maicol Mattei era deceduto sul colpo, mentre il conducente e i quattro giovani dell’altra autovettura avevano riportato lievi ferite: soccorsi sul posto da personale del 118 erano stati poi trasportati per le cure del caso, presso i nosocomi del Santa Maria Goretti di Latina e del Dono Svizzero di Formia.
Il 33enne, figlio di un Forestale di Fondi, era conosciuto e ben voluto da tutti. Lavorava come pizzaiolo. Al contempo, il 22enne, dopo gli accertamenti delle forze dell’ordine, era stato iscritto nel registro degli indagati per il reato di omicidio stradale.
Dopo l’udienza del 20 aprile scorso, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Mara Mattioli, si era riservata sulla richiesta dello stesso pubblico ministero Simona Gentile di archiviare il 22enne.
Un testimone oculare e una consulenza medico legale hanno scagionato A.A., assistito dall’avvocato Onorato D’Amico, il quale ha chiesto l’archiviazione per il giovane.
Oggi, 12 ottobre, il gip Mattioli ha sciolto la riserva e archiviato definitivamente il procedimento penale per omicidio stradale. La difesa aveva sostenuto e insistito per l’assoluta estraneità dell’indagato alla responsabilità dell’incidente, dimostrando che la perdita di controllo della Renault Clio era stata causata esclusivamente dall’alta velocità (stimata tra i 90 e i 100 km/h) e dalla condotta anomala della vittima durante una manovra di sorpasso.
È stato evidenziato che l’impatto contro l’albero e la successiva carambola del veicolo della vittima si erano verificati in un contesto temporale talmente rapido da rendere l’evento del tutto imprevedibile e non evitabile per l’indagato. Inoltre, la consulenza tecnica disposta dal pubblico ministero ha provato l’insussistenza di un nesso di causa, infatti anche ipotizzando il rispetto rigoroso del limite di velocità da parte della Mini Cooper condotta dall’indagato, l’impatto con la vettura della vittima (già fuori controllo) non avrebbe potuto comunque essere evitato.
