Oltraggio a pubblico ufficiale: si conclude il processo a carico del commerciante influencer di Latina, Luigi Murciano
È terminato il processo per oltraggio a pubblico ufficiale nei confronti di Luigi Murciano, il 46enne di Latina diventato una “star” dei social con la sua attività di rivendita ubicata a Latina.
L’uomo doveva rispondere di aver offeso l’onore di un Brigadiere dei Carabinieri. Il fatto risale al 26 febbraio 2023 quando Murciano stava discutendo con un’altra persona all’interno del negozio di rivendita. Dopodiché, intervenuto il militare dell’Arma, gli animi si erano vieppiù surriscaldati e l’influencer se l’era presa con quest’ultimo.
A chiamare i Carabinieri, erano stati due avventori che, dopo essersi recati nel noto negozio di Murciano, avrebbero avanzato alcune richieste al venditore rispetto ad alcuni oggetti da acquistare. Ne sarebbe nato un diverbio e la chiamata dei Carabinieri da parte dei due avventori.
L’arrivo dei militari, però, non aveva sortito gli effetti sperati in quanto Murciano avrebbe interpretato l’azione dei militari come ostile alla sua persona.
Secondo la Procura di Latina, che ha concluso le indagini, Murciano avrebbe detto al Brigadiere: “Togliti la divisa che andiamo fuori il cancello a parlare. Bravo al Maresciallo, questa è l’arma dei Carabinieri, questo è lo Stato. Ora al Maresciallo facciamo una bella diretta”. Una frase, quest’ultima, riconducibile al modo di fare di Murciano, divenuto noto proprio per le sue dirette social in cui pubblicizza le sue offerte e parla della sua vita.
Un vero e proprio parapiglia verbale conclusosi con la denuncia di Murciano. Oggi, 12 ottobre, però, il giudice monocratico del Tribunale di Latina, Francesco Ribotta, ha assolto il 46enne influencer, difeso dall’avvocato Giancarlo Vitelli, per non aver commesso il fatto in quanto, pur avendo pronunciato le frasi, non vi è la prova che le persone che si trovavano presenti quel giorno hanno sentito le provocazioni dell’uomo al militare. Infatti, nessuno dei presenti, a parte Murciano, è stato identificato.
L’assoluzione è arrivata a fronte della richiesta di condanna a 1 anno di reclusione formulata dal pubblico ministero.
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