Ciolfi (M5S): “Non sappiamo chi, in Comune, governi i rapporti con Acqualatina. Intanto restano disservizi irrisolti e milioni di euro di costi operativi non utilizzati”
La Commissione Trasparenza e Legalità del Comune di Latina è tornata ieri a occuparsi del Servizio Idrico Integrato dell’ATO4 e del gestore Acqualatina S.p.A., affrontando i temi della pressione e della continuità dell’erogazione, delle sospensioni del servizio, delle comunicazioni ai cittadini, degli investimenti, del bilancio e delle tariffe. La seduta si è svolta con la partecipazione e il prezioso contributo del dirigente della Segreteria tecnico-operativa dell’ATO4, ingegner Umberto Bernola.
Una seduta che ha consentito di mettere a fuoco diverse criticità, ma che ha lasciato soprattutto una domanda politica alla quale il Comune di Latina deve dare una risposta: chi governa e coordina, per conto dell’Amministrazione comunale, i rapporti con Acqualatina? Qual è il riferimento politico e quali sono gli uffici tecnici comunali competenti?
“È questo il dato che considero più preoccupante emerso ieri – dichiara Maria Grazia Ciolfi, consigliera comunale e capogruppo M5S e presidente della Commissione Trasparenza e Legalità – perché mentre i cittadini continuano a segnalare problemi nell’erogazione dell’acqua, dai Borghi alla Marina, fino al centro città, in Commissione non siamo riusciti a individuare con chiarezza quale sia il riferimento politico e amministrativo del Comune per seguire i rapporti con il gestore e verificare le criticità del servizio”.
La Sindaca, convocata in quanto Autorità sanitaria locale e quale rappresentante del Comune nell’Assemblea dei soci di Acqualatina, era assente alla seduta, così come un suo eventuale delegato. L’assessora alle Partecipate Antonina Rodà ha precisato di non avere deleghe né competenze specifiche su Acqualatina. Anche il dirigente comunale delle Partecipate ha chiarito di non avere competenze di controllo sul gestore.
“E allora la domanda è inevitabile: chi si occupa, per il Comune di Latina, di Acqualatina? Chi segue quotidianamente i rapporti con il gestore? Chi verifica che i problemi segnalati dai cittadini vengano affrontati? Chi rappresenta politicamente Latina nelle sedi in cui vengono assunte decisioni che incidono direttamente sul servizio e sulle bollette?”. Una domanda che assume ancora più rilievo alla luce di quanto accaduto proprio nel pomeriggio di ieri.
Si è infatti svolto l’Ufficio di Presidenza di Acqualatina, nel quale, per quanto riferito alla Commissione, sarebbe stata illustrata la relazione relativa agli aggiornamenti tariffari e al conguaglio da recuperare attraverso le tariffe delle annualità 2027-2029.«Sarà importante sapere chi abbia rappresentato il Comune di Latina all’Ufficio di Presidenza di Acqualatina – sottolinea Ciolfi – perché mentre in Commissione non siamo riusciti a individuare con chiarezza chi abbia la delega politica sul gestore, proprio ieri si discuteva di decisioni destinate ad avere un effetto diretto sulle bollette dei cittadini di Latina”. Il tema tariffario sarà nuovamente al centro dei prossimi passaggi dell’ATO4 e dell’Assemblea dei soci di Acqualatina, convocata per il 31 ottobre, nella quale saranno affrontati anche il piano degli investimenti e gli aggiornamenti tariffari.
“Prepariamoci quindi a un nuovo aumento delle tariffe – afferma Ciolfi – perché il percorso che ci è stato illustrato ieri in Commissione dall’ingegner Umberto Bernola va nella direzione di un incremento, anche attraverso il recupero dei conguagli sulle prossime annualità. Ancora non conosciamo l’entità dell’aumento, ma sappiamo che il tema è sul tavolo. E proprio per questo vogliamo sapere quale sarà la posizione del Comune di Latina e chi la sosterrà nelle sedi competenti”. Nel corso della Commissione è emersa anche un’altra questione che merita un approfondimento: l’utilizzo delle risorse destinate ai costi operativi del gestore.
“Ci è stato rappresentato dal dirigente dell’ATO4 che ogni anno una quota significativa delle risorse previste per i costi operativi, nell’ordine di diversi milioni di euro, non viene utilizzata. Parliamo di risorse che potrebbero essere impiegate anche in attività strettamente collegate alla qualità del servizio: interventi e riparazioni, personale, rapporti con gli utenti, apertura e potenziamento degli sportelli sul territorio”. Secondo quanto emerso in Commissione, la quota non utilizzata sarebbe nell’ordine di circa 6-7 milioni di euro annui. Per il 2024, in particolare, sarebbe stata quantificata in circa 6 milioni di euro.
“La domanda è semplice: perché queste risorse non vengono utilizzate per migliorare il servizio? Perché non vengono destinate, ad esempio, a rafforzare gli interventi sulle reti, la risposta ai guasti, il rapporto con i cittadini o la presenza territoriale del gestore? E che fine fanno le somme che non vengono spese?”.
Da quanto illustrato in Commissione, le risorse operative non utilizzate possono incidere sul risultato economico della società, mentre una quota viene restituita ad ARERA e confluisce in un fondo comune, secondo i meccanismi previsti dalla regolazione tariffaria. Sarebbe stata restituita ad ARERA una somma superiore a un milione di euro.
“Vogliamo capire nel dettaglio come funziona questo meccanismo e perché risorse che avrebbero potuto contribuire a migliorare il servizio non siano state utilizzate per rispondere alle esigenze dei cittadini. È necessario acquisire i dati e verificare quali margini ci siano per impiegare più efficacemente le risorse disponibili”. Il tema assume particolare rilievo se messo in relazione con i risultati economici della società. Acqualatina ha chiuso il 2024 con un utile netto di 11,2 milioni di euro e il 2025 con un utile netto di 8,5 milioni.
“Non sto dicendo che un utile sia di per sé illegittimo – precisa Ciolfi – ma quando, contemporaneamente, abbiamo cittadini che lamentano problemi di pressione, interruzioni e difficoltà nell’ottenere risposte, è doveroso capire se tutte le risorse disponibili per la gestione del servizio vengano effettivamente utilizzate per gli obiettivi per i quali sono state previste. È una questione di trasparenza e di controllo».Sul territorio, intanto, restano diverse criticità.
Nel corso della seduta è stata portata all’attenzione della Commissione la situazione dei Consorzi di via Valmontorio, sulla Marina di Latina, attraverso la testimonianza di Emiliano De Santis, referente dei Consorzi Santa Rosa, Nuovo Sabotino, Cirene, Lido Foceverde, San Pietro, Anni Verdi, nel quadrante ovest di Borgo Sabotino. Il problema della pressione idrica non risulta ancora risolto. Dopo aver trascorso l’estate senza acqua, la situazione è migliorata soltanto parzialmente: l’acqua arriva, ma con una pressione che sarebbe ancora intorno a 1,5 bar, a fronte di valori superiori a 2,3 bar indicati come necessari.
Ancora più significativo è quanto riferito dal dirigente dell’ATO4: non sarebbe stato ancora individuato con certezza il problema tecnico all’origine di questa criticità. Analoghe difficoltà di pressione sono state segnalate anche in alcune zone del centro città, tra cui via Emanuele Filiberto e via Don Morosini, dove chi abita ai piani intermedi e superiori è costretto quotidianamente a fare i conti con un filo d’acqua dai rubinetti. Anche in queste zone, secondo quanto emerso, le criticità non risultano ancora risolte né ne sarebbero state individuate con certezza le cause.
“Se sono stati realizzati importanti investimenti per digitalizzare e distrettualizzare la rete, proprio per individuare più rapidamente perdite, anomalie e guasti, è legittimo chiedersi perché in alcune zone di Latina si continui a non riuscire a individuare e risolvere il problema”.
Il riferimento è anche agli interventi di digitalizzazione e distrettualizzazione della rete finanziati dal PNRR, per i quali è stato indicato un investimento complessivo di circa 54 milioni di euro. Problemi analoghi sono stati segnalati anche a Borgo Grappa, dove i cittadini hanno rappresentato ulteriori criticità legate al servizio idrico.
“Abbiamo bisogno di capire se siamo di fronte a problemi infrastrutturali, perdite occulte, allacci abusivi, errori tecnici o problemi organizzativi. Non possiamo limitarci a prendere atto che il problema esiste: bisogna sapere perché esiste, chi deve risolverlo e in quali tempi”. Nel corso della seduta è stato inoltre riferito che alcune delle criticità registrate durante l’estate sarebbero riconducibili anche a problematiche di carattere tecnico e organizzativo emerse nel passaggio alla nuova gestione.
“Anche questo è un elemento che vogliamo approfondire direttamente con i vertici di Acqualatina. Se ci sono problemi organizzativi che rallentano la risposta ai cittadini, bisogna sapere quali sono e come si intende superarli”.
Sul fronte della morosità, è stato riferito che i crediti non riscossi sarebbero scesi dai circa 162 milioni di euro del 2024 a circa 144 milioni e che, per la prima volta, il gestore non avrebbe presentato una richiesta di riconoscimento di maggiori costi legati alla morosità da trasferire sulla tariffa. Anche questi dati dovranno essere verificati attraverso la documentazione contabile e tariffaria.
“È un segnale che va approfondito, così come deve essere approfondito ogni elemento che incide sulla formazione della tariffa. Se da una parte si prospettano aumenti per i cittadini, dall’altra dobbiamo essere certi che ogni risorsa disponibile venga utilizzata nel modo più efficace possibile. Dobbiamo anche guardare al futuro e programmare investimenti adeguati alle nuove esigenze climatiche. Con estati sempre più torride e precipitazioni sempre più intense e concentrate, ènecessario valutare una politica di accumulo e conservazione della risorsa idrica, per non disperdere l’acqua preziosa quando è disponibile e poterla gestire meglio nei periodi di siccità”.
La Commissione ha quindi deciso di riconvocare la seduta entro la fine del mese, con la partecipazione dell’amministratrice delegata di Acqualatina, Ing. Patrizia Vasta, che ieri non ha potuto partecipare per un’indisponibilità personale e ha già manifestato la propria disponibilità a intervenire in una prossima seduta, insieme ai tecnici che riterrà opportuno coinvolgere.
“La prossima Commissione dovrà essere quella delle risposte – conclude Ciolfi – perché ieri alcune domande sono rimaste necessariamente senza risposta. Vogliamo sapere chi governa il rapporto tra Comune e Acqualatina, quali controlli vengono effettivamente esercitati, quali investimenti sono stati realizzati a Latina e quali sono programmati, perché alcune criticità non siano ancora state risolte, come vengano utilizzate le risorse destinate ai costi operativi e quale sarà la posizione del Comune sul prossimo aumento tariffario”.
“L’acqua è un servizio essenziale. I cittadini pagano le bollette e hanno diritto a ricevere il servizio per cui pagano. Il Comune deve esserci, deve sapere e deve controllare. Non possiamo avere una società che gestisce l’acqua, cittadini che segnalano disservizi e un’Amministrazione comunale della quale non è chiaro chi abbia la responsabilità politica di seguire e presidiare questo rapporto”. Ciolfi ha infine richiamato l’attenzione sulla scadenza del 2032, termine della gestione attuale di Acqualatina, entro il quale i Comuni soci dovranno aver definito il futuro assetto gestionale del Servizio Idrico Integrato.
“Qualunque cambiamento strutturale nella forma di gestione non si realizza dall’oggi al domani: richiede preparazione, valutazioni e scelte tempestive. Se vogliamo essere una comunità politica lungimirante, dobbiamo renderci conto che il conto alla rovescia è già iniziato. Il futuro del servizio idrico non può essere affrontato all’ultimo momento: occorre iniziare da subito a programmare e a discutere, con trasparenza, le alternative possibili e le scelte che i Comuni saranno chiamati a compiere”.
Maria Grazia Ciolfi
Capogruppo consiliare M5S Latina
