TIA LATINA AMBIENTE, LA CURATELA CHIEDE 41 MILIONI. CIOLFI (M5S): “LA SINDACA RESTA MUTA”

Ciolfi (M5S). ““È tutto a posto” anche davanti a una richiesta della curatela di 41 milioni di euro? Ho già protocollato una nuova integrazione all’accesso agli atti e una richiesta urgente di Commissione Bilancio al presidente Coluzzi. Integrata anche l’interrogazione già trasmessa lo scorso 4 ottobre”

“La vicenda TIA 2006-2009 del Comune di Latina oggi si capovolge completamente e, soprattutto, rende ancora più urgenti le domande già poste all’Amministrazione.

Secondo quanto riportato oggi dalla stampa, la curatela di Latina Ambiente ha notificato al Comune, il 29 settembre, una diffida e messa in mora per circa 41 milioni di euro. Si tratta della partita relativa ai crediti TIA 2006-2009 e ai relativi conguagli dei Piani Economici Finanziari: quasi 18 milioni di quota capitale, circa 20 milioni di interessi moratori e almeno 3 milioni di risarcimento danni.

La curatela avrebbe inoltre indicato un percorso per arrivare, entro 90 giorni, a una proposta transattiva, dando al Comune 15 giorni per individuare il responsabile del procedimento e avviare la procedura. In assenza di una risposta ritenuta adeguata, potrebbe essere attivata la Camera arbitrale dell’ANAC.

Una richiesta che contrasta radicalmente con quanto emerge dalla documentazione che ho acquisito attraverso una lunga attività di accesso agli atti, il cui ultimo riscontro è arrivato proprio nello scorso settembre.

Sulla base delle risultanze degli uffici e del tavolo tecnico TIA, infatti, il Comune era arrivato a quantificare un proprio credito nei confronti della curatela di quasi 250 mila euro, arrivando anche a diffidarla al pagamento entro il 30 settembre. Oggi apprendiamo invece dalla stampa che la curatela sostiene una posizione diametralmente opposta e reclama circa 41 milioni di euro. Ma c’è un ulteriore elemento che deve essere immediatamente chiarito.

La diffida, secondo quanto riportato, richiamerebbe una comunicazione del Comune del 27 febbraio 2026, con la quale sarebbe stato aggiornato a 12.932.130,79 euro il valore dei ruoli ancora giacenti, non riscossi o non riversati. Di questa comunicazione non vi è traccia nel riscontro documentale che ho ricevuto a seguito del mio accesso agli atti.

Per questo ho già presentato una nuova richiesta di accesso agli atti, integrando quella precedente, per acquisire innanzitutto la comunicazione del 27 febbraio 2026, la diffida della curatela del 29 settembre e tutti gli atti che ne hanno preceduto e seguito l’invio, oltre agli eventuali ulteriori sviluppi intervenuti nel frattempo. Ho inoltre predisposto l’integrazione dell’interrogazione trasmessa il 4 ottobre, perché a questo punto non è più possibile limitarsi a ricostruire quanto accaduto al tavolo TIA.

Occorre capire quale sia oggi la reale posizione del Comune e come possano convivere ricostruzioni che conducono a numeri così radicalmente differenti: un credito del Comune di quasi 250 mila euro, una comunicazione che richiamerebbe oltre 12,9 milioni di euro di ruoli ancora giacenti e, dall’altra parte, una richiesta della curatela di circa 41 milioni.

Ma soprattutto c’è una questione istituzionale che non può più essere rinviata e che resta ancora attuale nell’interrogazione che ho presentato. Il Consiglio comunale non è stato informato: né prima, né dopo, né ora.

Da quando il tavolo TIA è stato riattivato, nel 2024, fino ad oggi, il Consiglio non ha mai avuto una restituzione formale dell’evoluzione di una partita che può avere conseguenze rilevantissime sulle finanze dell’Ente. E oggi veniamo a conoscenza dalla stampa di una richiesta da 41 milioni di euro e della possibile apertura di un percorso transattivo o di un arbitrato.

Dopo che il Comune aveva chiuso una transazione definita dalla stessa allora assessora Nasti come finalizzata alla “tacitazione di ogni pretesa creditoria”, la domanda è inevitabile: come è possibile che oggi ci troviamo davanti a una richiesta di questa portata? E davanti alla possibilità di una nuova transazione “monstre”? Direi che i conti non tornano affatto.

È esattamente ciò che contestavo già nella mia interrogazione: come è possibile che una vicenda di questa portata resti fuori dalle sedi istituzionali del Comune? E torna inevitabilmente la risposta che mi era stata data in Commissione dall’assessora Rodà, quando avevo chiesto conto dell’esito del tavolo TIA:

“Evidentemente è tutto a posto”. Ma a questo punto vorrei sapere dalla Sindaca, in primis, e quindi dall’assessora Rodà: è “tutto a posto” anche davanti a una richiesta della curatela di 41 milioni di euro? È “tutto a posto” se il Comune ritiene di vantare un credito di quasi 250 mila euro ma quel credito non risulta incassato? È “tutto a posto” se nella diffida viene richiamata una comunicazione comunale da quasi 13 milioni di euro che non compare nella documentazione che mi è stata trasmessa? Sono domande che richiedono risposte documentate e nelle sedi istituzionali.

Per questo, contestualmente alla nuova richiesta di accesso agli atti e all’integrazione dell’interrogazione, ho chiesto al presidente della Commissione Bilancio, Coluzzi, la convocazione urgente della Commissione, affinché tutta la vicenda venga esaminata alla luce degli atti dal primo verbale del tavolo TIA del 2013 alla diffida della curatela del 29 settembre sino ad oggi.Perché qui non siamo più di fronte soltanto a una ricostruzione contabile da chiarire. La pretesa della curatela dovrà naturalmente essere verificata e non significa che il Comune debba quelle somme. Ma proprio per questo il Consiglio comunale deve essere messo nelle condizioni di conoscere gli atti, i numeri e le posizioni delle parti. Non è accettabile che una vicenda che può incidere così pesantemente sulle finanze comunali venga conosciuta dal Consiglio attraverso la stampa. Il Consiglio comunale deve poter esercitare fino in fondo la propria funzione di indirizzo e controllo.

Dopo tredici anni, il “minestrone” TIA continua a essere girato. Oggi chiediamo qualcosa di molto più serio: che siano discussi nelle sedi istituzionali atti, numeri, eventuali responsabilità amministrative e una ricostruzione completa della posizione del Comune, compresa la verifica di eventuali incompatibilità o conflitti di interesse, qualora sussistano”.

Così, in una nota, Maria Grazia Ciolfi, Consigliera Comunale e Capogruppo Consiliare M5S.

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