Il direttivo e il gruppo consiliare di Latina intervengono sui debiti vantati dalla Curatela della Latina Ambiente: “Agire subito per aprire la procedura di conciliazione. Il rischio dissesto per il Comune, finora sottovalutato, è oggi altissimo ed imminente”
In una nota il partito cittadino di Noi Moderati prende posizione rispetto alla notizia dell’attivazione della procedura di arbitrato da parte della Curatela della Latina Ambiente con la richiesta di pagamento per 41 milioni di euro.
“La vicenda è di vecchia data ma la fase conclusiva è sul tavolo della nostra Amministrazione almeno da due anni. Come partito avemmo modo di non condividere le conclusioni dei tecnici che nel 2025 si pronunciarono per disconoscere le richieste della Curatela e non addivenire ad una logica transazione che Noi Moderati riteneva assolutamente necessaria nell’interesse pubblico. Ricordiamo la nota 16.7.26 inviata dall’allora assessore Addonizio ad uffici e Giunta con la quale non si condividevano i pretesi esiti negativi del tavolo tecnico e si sollecitava invece una chiusura transattiva della vicenda che riconoscesse almeno in minima parte una serie di crediti minori come gli importi IVA”.
Aggiungono i componenti del gruppo consiliare: “Il rischio di dissesto per l’Amministrazione è altissimo anche se la richiesta fosse riconosciuta solo in parte e nella migliore delle ipotesi comunque si dovrebbe ricorrere ad un drastico taglio di tutti servizi, anche quelli essenziali. E’ dovere assoluto ed immediato da parte della nostra Amministrazione nominare il RUP che apra la fase conciliativa, anche acquisendo pareri scritti di altissimo profilo sul merito delle richieste e, in caso di evidenza del diritto anche parziale della Curatela, adoperarsi seriamente per definire il contenzioso in cui il pericolo di un cataclisma amministrativo finanziario per l’Ente è altissimo e pure imminente se si considerano i tempi ristretti previsti per le procedure arbitrali ANAC.
Riserviamo massimo rispetto per i tecnici che finora hanno espresso opinioni diverse nel corso di tutti questi anni, puntualmente però smentiti dalle sentenze di condanna nei confronti del Comune pronunciate dai Tribunali – concludono – ora però siamo giunti ad un punto per il quale l’ostinazione non può rimanere opinabile ma assume tutti i caratteri della responsabilità politica di condurre il Comune al dissesto finanziario o alla contrazione drastica dei servizi. Si prendano decisioni nel solo interesse della comunità che rappresentiamo anche rilevando e rimuovendo eventuali posizioni conflittuali“.
