Pontinia, rinviato a giudizio l’uomo ritenuto autore dell’omicidio del cittadino indiano. Il processo ha visto l’escussione di diversi testimoni
È Iniziato il processo, dinanzi alla Corte d’Assise del Tribunale di Latina, presieduta dal giudice Mario La Rosa, a latere la collega Eugenia Sinigallia e la giuria popolare, che vede al centro del dibattimento l’omicidio di Singh Bagath, il cittadino indiano ucciso a Pontinia a novembre 2025. Sul banco degli imputati, accusato di omicidio volontario, il 39enne indiano Kumar Satish, difeso dagli avvocati Emanuele Farelli e Raffaele Giugliano. È stata la Procura di Latina, con il sostituto Marco Giancristofaro, a esercitare l’azione penale disponendo il giudizio immediato. Dopo l’arresto, l’uomo si era avvalso della facoltà di non rispondere dinanzi al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, nell’ambito dell’interrogatorio di convalida.
Oggi, 6 ottobre, a quasi un anno di distanza dall’omicidio, il processo è entrato nel vivo con l’escussione di diversi testimoni chiamati dal pubblico ministero Marco Giancristofaro. Hanno iniziato a testimoniare due operatori del 118 che la sera del 29 novembre sono intervuti a Pontinia, in Strada della Torre. La vittima fu trovata sul luogo delitto completamente: due teli, uno dei quali utilizzato le olive, intermezzati da una rete di un letto di singolo. Sul posto, i sanitari si resero conto che Kumar Satish aveva un alito vinoso.
Ad essere ascoltato anche il cugino della vittima che fu raggiunto al telefono dalla moglie di Singh Bagath: “Mi disse che erano due giorni che non lo sentiva e che non rispondeva al telfono”. Secondo il testimone, quella telefonata era arrivata intorno al 22-23 novembre. È per tale ragione che il testimone contattò Sadish: “Mi disse che aveva accompagnato Bagath alla stazione di Fondi-Monte San Biagio”. Dalla testimonianza, è emerso che l’imputato era solito bere molto whiskey, così come la vittima che era solito bere dopo il lavoro.
Ad ogni modo fu Satish a chiamare il testimone e a dirgli che “Bagath era morto e mi disse di chiamare i soccorsi”. I soccorsi, però, non furono chiamati, piuttosto il testimone avvertì altri connazionali per capire cosa fosse successo. Secondo il testimone, il cugino e Satish – in teoria vittima e carnefice – andavano d’accordo. Una volta recatosi sul posto, l’imputato avrebbe raccontato al testimone di aver visto un’auto nera andare via e forse di aver gettato il cadavere dell’uomo a terra. Una circostanza non ben chiarita e comunque riferita “de relato”.
Ad essere ascoltato come testimone anche un vicino di casa di Kumar Satish. Si tratta di un commerciante con un negozio a Pontinia: “Il 29 novembre fui chiamato e mi dissero che Bagath forse era morto. Andai lì con l’auto insieme ad un mio amico e vidi la macchina bianca di Kumar Satish. Poi vidi il corpo di Bagath che era steso a terra ed era coperto con un lenziolo, una rete di letto e il telo da pioggia verde”. Anche questo testimone conferma che Satish aveva bevuto tanto: “Era ubriaco”.
Un altro testimone, accorso sul luogo del delitto, ha riferito che una volta arrivata in Strada della Torre iniziarono a chiamare Satish: “Uscì fuori e ci fece vedere che Bagath era completamente coperto, ma non so perché era coperto. Satish era ubriaco”.
Le testimonianze dei connazionali indiani più o meno sono uguali. Si era sparsa la voce che Bagath era morto. Tutti si precipitarono nella casa dove viveva insieme a Kumar Satish, con il quale abitava da circa due o tre mesi. Nessuno, però, ha visto niente più che la scena macabra dell’uomo ricoperto di teli e materasso ormai esanime. Un altro particolare confermato da tutti è che l’imputato, quella sera, era ubriaco. Al pubblico ministero mancano ancora due testimoni indiani. Il processo riprenderà il prossimo 15 dicembre solo con il conferimento incarico del perito adibito a trascrivere le intercettazioni.
L’INDAGINE E L’ARRESTO – A novembre 2025, i Carabinieri della Compagnia di Latina, guidata dal Maggiore Antonino Maggio, insieme a personale specializzato del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Latina, all’esito delle indagini preliminarmente condotte, avevano arrestato il 39enne, con precedenti di polizia, regolare sul territorio nazionale, ritenuto gravemente indiziato dell’omicidio del connazionale avvenuto a Pontinia nella serata del 29 novembre.
In particolare, su richiesta pervenuta da personale del “118”, i Carabinieri della Stazione di Pontinia erano intervenuti su Strada della Torre, al civico 1098, a Pontinia, dove, davanti a un’abitazione isolata, era stato rinvenuto il corpo senza vita del 36enne Singh Bagath.
Giunti sul posto, i militari dell’Arma avevano immediatamente ampliato gli approfondimenti informativi necessari, partendo dalle dichiarazioni rese dai connazionali della vittima, presenti all’esterno dell’abitazione, tra cui l’imputato, proprietario dell’immobile interessato dall’evento, apprendendo che la vittima era ospite di quest’ultimo da qualche mese. Una lite per problemi di convivenza, probabilmente degenerata in una aggressione come quella che portò nel novembre 2023 all’omicidio dell’indiano Singh Jagar a Bella Farnia: per tale delitto sono stati condannati a 16 anni, in abbreviato, i due uomini connazionali ritenuti responsabili, il 60enne Singh Satpal e il 54enne Raj Sudkev.
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Successivamente, erano intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Latina, nonché militari specializzati del Nucleo Investigativo del locale Comando Provinciale, che avevano provveduto ad eseguire un accurato sopralluogo, nel corso del quale era state repertate tracce ematiche sia all’esterno che all’interno dell’abitazione che era stata sottoposta a sequestro, nonché ulteriori elementi probatori, utili a corroborare il quadro indiziario nei confronti dell’indagato.
Sul posto era intervenuto il Pubblico Ministero di turno, nonché il medico legale che, all’esito di un’ispezione cadaverica, aveva riscontrato la presenza di una ferita alla testa. La salma era stata posta a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per il successivo esame autoptico.
All’esito delle attività poste in essere, l’arrestato era stato associato presso la Casa Circondariale di Latina dove è tuttora detenuto. Identificati sette indiani ascoltati come testimoni. L’arresto dell’uomo era stato convalidato dal giudice per le indagini preliminari.
