SOSTA A PAGAMENTO, PD: “A FORMIA UN PASTICCIO DOPO L’ALTRO, IL RISCHIO È PAGHINO I LAVORATORI”

“Più volte abbiamo segnalato problemi, ritardi ed errori nel percorso di affidamento della sosta a FRZ. Al netto della propaganda, il bilancio fin qui è disastroso: otto mesi di interruzione del servizio, circa 500 mila euro di minori entrate per il Comune e una situazione di caos nella gestione dei parcheggi. Eppure l’Amministrazione ha avuto quattro anni per preparare questo passaggio”. Esordiscono così i consiglieri comunali d’opposizione del Partito Democratico, Luca Magliozzi, Imma Arnone e Alessandro Carta.

“Adesso a rischiare di pagare il prezzo più alto sono i lavoratori. Negli anni, al di là del colore politico delle diverse amministrazioni, si è sempre cercato, per quanto possibile, di salvaguardare la continuità occupazionale di chi lavorava nei servizi svolti per conto del Comune, anche quando si trattava di dipendenti di soggetti esterni.

Questa volta sta accadendo qualcosa di molto diverso. Ad oggi non si comprende attraverso quale concreta misura Comune e FRZ intendano dare attuazione agli obblighi di tutela occupazionale previsti dalla legge nel passaggio dalla precedente gestione a quella in house.

C’è poi un fatto ancora più grave. Nello schema di contratto approvato dal Consiglio comunale a marzo era previsto espressamente che FRZ, in attuazione dell’articolo 20 del D.Lgs. 201/2022, si impegnasse ad assorbire prioritariamente nel proprio organico il personale già impiegato da K-City nel servizio della sosta.

Nel contratto approvato successivamente quel riferimento scompare e viene sostituito da una formula molto più generica sugli obblighi di tutela occupazionale. Negli atti non troviamo una motivazione specifica che spieghi perché una previsione così precisa, già approvata dal Consiglio comunale, sia stata eliminata pochi mesi dopo.

Ricordiamo che l’articolo 20 del D.Lgs. 201/2022 impone di assicurare, nel rispetto del principio di proporzionalità, la tutela occupazionale del personale impiegato nella precedente gestione.

Oggi, invece, FRZ ha pubblicato un avviso di selezione per soli esami nel quale l’esperienza professionale maturata negli anni nello stesso servizio non viene valutata come titolo e non attribuisce alcun punteggio autonomo in graduatoria. É molto difficile pensare che un bando del genere possa soddisfare la normativa sulla tutela occupazionale.

C’è poi un dato quasi paradossale: nel Piano economico sono previsti 57 mila euro per le procedure di selezione del personale necessarie all’avvio del servizio. L’Amministratore unico di FRZ, Raffaele Rizzo, dovrebbe spiegare come si arrivi a spendere una cifra del genere per una procedura così costosa e contraddittoria, che rischia di esporre Comune e società a contestazioni e contenziosi rilevanti.

Per questo chiediamo all’Amministrazione e a FRZ di riesaminare la procedura prima dello svolgimento delle prove e di verificarne la correttezza e, soprattutto, di chiarire come intendano dare concreta attuazione alla tutela occupazionale prevista dalla legge.

E questi sono soltanto gli ultimi dubbi di una vicenda già piena di criticità: le scelte su Molo Vespucci e sulle aree che avrebbero potuto alleggerire la pressione delle auto sul centro, il nuovo assetto della Stazione e le conseguenze per i pendolari, le strisce bianche, il numero dei parcometri e, più in generale, l’assenza di una vera strategia sulla mobilità.

Noi continuiamo a ritenere giusta la scelta della gestione pubblica attraverso FRZ. Il problema è che l’Amministrazione Taddeo è riuscita a trasformare un passaggio che poteva rappresentare un’opportunità in una sequenza di ritardi, contraddizioni ed errori. E adesso non si pensi di scaricare sui lavoratori il prezzo più alto“.

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