TRUFFATA CON LA SCRITTURA PRIVATA PER UN DEBITO: CHIUSA L’INCHIESTA SUI DUE AVVOCATI DI LATINA

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Denunciati da una cliente che sostiene di aver firmato un documento a sua insaputa: inchiesta chiusa per due avvocati del Foro di Latina

La Procura di Latina è arrivata all’avviso conclusione indagine per i due avvocati del Foro pontino accusati di truffa e falso ideologico. Ciò significa che i due legali avranno venti giorni di tempo per chiedere di farsi interrogare di nuovo dall’autorità giudiziaria oppure presentare una memoria. Dopodiché, la Procura chiederà il rinvio a giudizio o l’archiviazione del caso.

Lo scorso luglio, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Paolo Romano, all’esito degli interrogatori preventivi, aveva respinto la richiesta di misura interdittiva della Procura di Latina nei confronti dei due avvocati di Latina, rispettivamente padre e figlio. Pur considerato integri i gravi indizi di colpevolezza, il gip Romano non aveva ritenuto attuali le esigenze cautelari di interdizione dal lavoro per 12 mesi. Ad essere indagato a piede libero anche il loro cliente. Sono accusati di aver fatto firmare una scrittura privata ad una donna che afferma di non ricordare di aver siglato alcun accordo.

Il caso nasce nel 2016 quando la donna avrebbe contratto un debito con il cliente dei due legali. Allorché i due – debitrice e creditore – decidono di fare una scrittura privata per regolare la vicenda. L’uomo si rivolge ai due avvocati di Latina e con loro realizzano questa scrittura privata, solo che, nel 2021, quando l’atto viene depositato, la donna dice di non aver mai sottoscritto alcunché. In pratica, secondo l’accusa, si tratterebbe di una firma non riconducibile alla donna che decide di denunciare tutto, sentendosi vittima di una truffa in quanto la scrittura privata prescrive che lei paghi il debito al cliente dei due avvocati.

La donna denuncia sia il presunto creditore che i due avvocati. Da qui nasce l’inchiesta che contesta ai tre soggetti il falso ideologico e la truffa.

Lo scorso 9 luglio, si era svolto l’interrogatorio preventivo in cui era stato ascoltato l’avvocato più giovane dal giudice per le indagini preliminari, deputato a decidere se applicare o meno la misura cautelare. In seguito erano stati ascoltati sia il presunto creditore che l’altro avvocato. Sui due legali pontini pendeva la richiesta della Procura di Latina per una misura cautelare di interdizione dall’esercitare la professione per 12 mesi. L’indagine è coordinata dal sostituto procuratore di Latina, Francesco Caporotundo. In un primo momento era stata condotta dalla collega di Via Ezio, Giorgia Orlando.

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