NUOVO OSPEDALE DI LATINA, I POLITICI ESULTANO E RIVENDICANO L’OPERA (CHE È SOLO SU CARTA)

Ospedale di Latina, Tripodi (FI): “Il via al tracciato è un passo decisivo. Zaccheo ne fu l’ideatore, ora la Regione acceleri”

“Con il via al tracciato per il nuovo ospedale di Latina si compie un passo concreto verso un’opera attesa da un intero territorio. Oggi è doveroso riconoscere a chi ha avuto per primo la visione di questo progetto il merito che gli spetta: la paternità dell’iniziativa è di Vincenzo Zaccheo, che da sindaco di Latina ebbe la lungimiranza di guardare lontano, immaginando una struttura sanitaria all’altezza delle esigenze di una provincia in forte crescita”.

Lo dichiara Orlando Angelo Tripodi, vicepresidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale del Lazio.

“Questa è, prima di tutto, un’opportunità per i cittadini. Chi vive a Latina e in provincia ha diritto a cure di qualità, a tempi di attesa ragionevoli e a spazi adeguati, in cui pazienti, famiglie e operatori sanitari possano contare su ambienti moderni, accoglienti e funzionali. Penso a un pronto soccorso in grado di accogliere le persone con rapidità e in condizioni di sicurezza, a reparti di maternità e pediatria pensati a misura di mamme e bambini, a degenze più confortevoli e a percorsi dedicati ai pazienti oncologici e fragili, che oggi troppo spesso devono spostarsi lontano da casa per ricevere assistenza. Un ospedale all’altezza significa più dignità nella cura e più vicinanza a chi si trova ad affrontare momenti difficili.”
“Latina è ormai una vera città universitaria, con migliaia di studenti, docenti e ricercatori che la vivono ogni giorno e che hanno diritto a servizi sanitari efficienti e facilmente accessibili. La nuova struttura potrà inoltre essere un punto di riferimento per la formazione e la ricerca in ambito sanitario, in sinergia con l’offerta accademica locale.»
“C’è poi il tema del turismo. Ogni estate il litorale pontino vede crescere in modo esponenziale le presenze, con centinaia di migliaia di visitatori che mettono sotto pressione la rete dell’emergenza-urgenza. Una struttura moderna e ben collegata significa maggiore sicurezza per residenti e turisti e un’accoglienza all’altezza di una destinazione che vuole crescere. La sanità è anche un fattore di qualità dell’offerta turistica.”
“Proprio per questo non si può perdere tempo: invito il presidente Rocca e la giunta regionale a procedere in modo spedito, rispettando i cronoprogrammi e superando ogni ostacolo burocratico. I cittadini attendono risposte concrete, e questa è la strada per dargliene”.

“Con grande soddisfazione. L’approvazione del DOCFAP rappresenta un passaggio concreto e importante perché consente finalmente di entrare nel vivo dell’iter progettuale del nuovo ospedale nell’area di Borgo Piave. La strada resta ancora lunga, ma oggi viene compiuto un passo che dà maggiore consistenza a un progetto strategico per Latina e per l’intera provincia”.

È quanto dichiara Vincenzo Zaccheo, già Sindaco di Latina, tornando su un progetto che viene da lontano e che seguì già durante la sua amministrazione.

“Quando fui eletto Sindaco nel 2002 ero consapevole che la sanità non rientrasse nelle competenze dirette del Comune, ma ritenevo che il Sindaco del capoluogo non potesse disinteressarsi di un tema fondamentale come il diritto alla salute. Con l’allora direttore generale della Asl Petti sottoscrivemmo il protocollo “Latina Ospedale Sicuro” e già allora emerse chiaramente l’inadeguatezza strutturale del Goretti rispetto alle esigenze future del territorio e la necessità di realizzare una nuova struttura.

Individuammo quindi l’area ex Arsial di Borgo Piave, pensando a un ospedale capace di servire non soltanto Latina, ma l’intera provincia, dall’area nord fino ai Lepini. Fu una battaglia condivisa dall’intero Consiglio comunale, al di là delle appartenenze politiche. La Regione Lazio, guidata allora da Piero Marrazzo e successivamente da Renata Polverini – di nuovo, la salute ben oltre gli steccati politici e ideologici – inserì il progetto nel piano socio-sanitario della Regione.

Cercammo fin dall’inizio di dare a questo progetto una dimensione realmente provinciale. Su mio stimolo, da Sindaco di Latina, insieme al senatore Michele Forte, chiedemmo una conferenza dei Sindaci sulla Sanità a Formia in cui affrontammo anche il tema del Policlinico del Golfo. Successivamente, sempre su mia sollecitazione, l’allora Presidente della Commissione regionale Sanità Luigi Canali convocò una Commissione aperta ai rappresentanti pontini. In quella sede si registrarono interventi unanimi a favore del Policlinico di Latina da parte dei consiglieri regionali pontini di maggioranza e opposizione: particolarmente appassionato fu quello di Domenico Di Resta, insieme a Claudio Moscardelli, Aldo Forte, Claudio Fazzone e Fabrizio Cirilli. Fu la dimostrazione concreta che sulla sanità e sulle grandi infrastrutture strategiche per il territorio si potevano superare le appartenenze politiche”.

Il progetto, ricorda Zaccheo, ha attraversato nel tempo amministrazioni e maggioranze diverse. “È giusto ricordarlo perché la salute deve stare sopra gli schieramenti. Voglio sottolineare il contributo del dottor Lazzaro, allora esponente dei Ds ed ex direttore sanitario del Goretti, che mise a disposizione la propria competenza, così come i successivi passaggi compiuti dalla Regione nelle diverse stagioni politiche. Quando un’opera è strategica per una comunità, la continuità istituzionale è un valore.

Ed è proprio con questo spirito che oggi credo sia doveroso riconoscere al Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca di aver mantenuto l’impegno assunto nei confronti di Latina e della sua provincia e, allo stesso tempo, alla Asl di Latina e in primis al direttore generale Sabrina Cenciarelli, di aver centrato con l’approvazione del DOCFAP un passaggio decisivo nel percorso verso la realizzazione del nuovo ospedale, trasformando progressivamente in realtà quella che può rappresentare una svolta storica per la sanità pontina”.

Resta centrale, nella visione di Zaccheo, l’idea di realizzare non un semplice ospedale, ma un vero Policlinico. “Non dobbiamo limitarci a costruire un ospedale nuovo: dobbiamo realizzare una struttura sanitaria moderna strettamente collegata alla Facoltà di Medicina e Chirurgia. Latina, oltre all’Icot, che già rappresenta un punto di riferimento per il territorio e la provincia a livello di specializzazioni universitarie e di prestazioni sanitarie, deve puntare, in aggiunta e in maniera complementare, anche su un vero Policlinico, nel quale assistenza, ricerca, formazione e tirocinio possano convivere.

Significa migliorare la qualità dell’offerta sanitaria, ma anche rendere Latina più attrattiva per studenti, medici, ricercatori e nuove professionalità. È una visione che considero ancora più attuale oggi di quanto lo fosse vent’anni fa”.

Infine, Zaccheo sottolinea il significato del passaggio compiuto oggi. “Certamente. La Regione Lazio ha inserito il nuovo ospedale di Latina nella programmazione della rete ospedaliera e ha individuato per l’opera un investimento di 261 milioni di euro; oggi l’approvazione del DOCFAP rappresenta un ulteriore passaggio concreto di quel percorso.

Voglio quindi rinnovare il mio ringraziamento al Presidente Francesco Rocca, alla Asl di Latina e al direttore generale Sabrina Cenciarelli per il lavoro che stanno portando avanti. Adesso occorre continuare con la stessa determinazione nelle successive fasi progettuali, autorizzative e di gara, perché il nuovo ospedale possa finalmente diventare realtà.

Su un obiettivo così importante non devono esserci primogeniture né divisioni politiche: c’è una storia iniziata molti anni fa e c’è oggi una Regione che ha assunto la responsabilità di portarla avanti. Latina e la sua provincia aspettano quest’opera da troppo tempo e il passo compiuto oggi ci consente di guardare al futuro con rinnovata fiducia“.

Di segno opposto è l’intervento del Partito Democratico di Latina, con il segretario locale Marco Cepollare e la responsabile d’area Marilena Bono. “Dopo quattro anni di immobilismo sul nuovo Ospedale di Latina, la Giunta Rocca, più volte sollecitata dal PD di Latina, torna finalmente a muovere l’iter e sceglie persino di autocelebrarsi. Avrebbe potuto intervenire fin dai primi mesi del proprio insediamento; ha invece lasciato trascorrere inutilmente quattro anni prima di rimettere in moto un percorso già avviato.

La decisione di realizzare un nuovo ospedale a Latina è il frutto di un’azione politica costante, posta in essere dal PD della provincia di Latina e culminata a dicembre 2019 con l’annuncio del via libera alla realizzazione, con uno stanziamento di circa 240 milioni di euro attinti dal fondo di edilizia sanitaria art. 20 L. 67/88, a cui si aggiunsero altri 60 milioni di euro con i fondi art. 1 comma 14 L. 60/2019 per un importo complessivo di € 300 milioni.

Ricordiamo l’inesistente contributo della destra regionale al nuovo ospedale di Latina: negli anni della Giunta Storace (2000- 2005) il nuovo Ospedale di Latina, nonostante fosse stato proposto dall’allora Sindaco Zaccheo, non è mai stato oggetto di qualche atto della Giunta regionale guidata dalla destra, sia programmatorio che di stanziamento di risorse. Erano gli anni delle spese incontrollate della sanità, ma per Latina neppure un euro. Con la Giunta di centrosinistra a guida Marrazzo si è programmato il nuovo Ospedale di Latina e si è innalzato il Goretti alla qualificazione massima di DEA di II livello, il primo con le alte specialità fuori della città di Roma.

La Giunta di destra Polverini nel 2010 aveva declassificato Latina a ospedale zonale, agganciando tutte le sanità provinciali ai grandi ospedali romani con le famigerate macroaree e chiuso, con il Decreto n. 80 del settembre 2010, ben 24 ospedali nelle province del Lazio, di cui nessuno su Roma e quattro nella sola provincia di Latina (Sezze, Priverno, Gaeta e Minturno).

Solo con la Giunta Zingaretti l’Ospedale di Latina è stato riclassificato DEA di II livello e si è proceduto a dotarlo dei servizi necessari per essere accreditato come tale.

Il PD ha dimostrato concretezza, traducendo in atti anni di dibattito e assicurando il finanziamento integrale dell’opera con risorse interamente pubbliche, senza subordinare la sua realizzazione all’incertezza di interventi privati o a ipotesi di finanza di progetto.

Nel 2021 (Delibera ASL LT n. 1016 del 14.10.21) è stato approvato lo studio di fattibilità del nuovo ospedale. Ad aprile 2022 la Regione Lazio ha chiesto delle modifiche che la ASL di Latina che ha provveduto di conseguenza. Il 14.11.2022 la Regione Lazio ha espresso parere favorevole con prescrizioni: la Delibera ASL LT del 16.12.2022 approvava lo studio di fattibilità del Nuovo Ospedale.

Dalle elezioni del febbraio 2023 e con l’insediamento della Giunta Rocca si è fermato tutto per quattro anni. Ancora a marzo 2024 la ASL di Latina ha sollecitato la Regione al fine di attivare la procedura più spedita per la realizzazione dell’opera pubblica. La Regione Lazio ha risposto comunicando che il Ministero della Salute in merito ai fondi INAIL ed in particolare a quelli di cui alla L. 232/2016 art. 1 commi 601 e 603 approvati con DPCM del 14.09.2022, ha chiesto di comunicare eventuali integrazioni e/o rimodulazioni degli interventi già inseriti. Pertanto, l’importo complessivo di euro 261.586.961,54 (la restante somma fino a 300 milioni è per attrezzature) è stata inserita nella programmazione degli interventi richiesta dal Ministero della Salute e trasmessa allo stesso e all’Inail a novembre 2023. In conclusione, dall’approvazione dello studio di fattibilità a novembre 2022 (Giunta in carica di centrosinistra) ad oggi (Giunta Rocca di centrodestra in carica da marzo 2023) tutto è rimasto fermo. Oggi si svegliano ed annunciando la ripresa dell’iter, ma una cosa è certa: il nuovo ospedale di Latina inizierà concretamente ad essere realizzato nella prossima legislatura”.

Articolo precedente

34MILA METRI QUADRATI A INTERMINAL, M5S BOCCIA L’AUTORITÀ PORTUALE

Articolo successivo

EFFICIENTAMENTO ENERGETICO NELLE SCUOLE A CISTERNA: AFFIDATI I LAVORI PER 2 MILIONI

Ultime da Politica