VILLA DALLAS, L’OPPOSIZIONE TORNA SUL CASO: “A CHE PUNTO SIAMO”?

Villa Dallas, Cori
Villa Dallas, Cori

Sulla vicenda della villa abusiva realizzata al posto di una falegnameria non è ancora stata scritta la parola fine. I consiglieri comunali d’opposizione, a Cori, Germana e Evaristo Silvi tornano sull’annosa questione di “Villa Dallas”.

“Nonostante la vicenda abbia già avuto gravi conseguenze politiche ed amministrative, non sembra essere attenzionata con il necessario rigore da parte della maggioranza di De Lillis.

Innanzitutto, all’avviso di garanzia, ricevuto dalla responsabile comunale dell’urbanistica, come appreso a suo tempo dagli organi di stampa, presumibilmente a seguito dell’invio degli atti da parte del TAR alla Procura della Repubblica di Latina, non risulta che siano stati assunti provvedimenti, neanche spostare la succitata Responsabile ad altro incarico, per motivi cautelativi, come buon senso e trasparenza amministrativa avrebbero richiesto, in quanto il mantenimento in capo alla medesima responsabile degli incarichi urbanistici non rappresenta una garanzia di rispetto della terzietà e della legalità, considerato quanto evidenziato dal Tribunale Regionale del Lazio.

Ulteriore conseguenza politica sono state le dimissioni dell’allora Presidente del Consiglio Comunale, moglie del proprietario, direttamente coinvolta nella vicenda, perché trasferì nella Villa la propria residenza, in assenza di tutti i requisiti. Ma anche in questo caso la Consigliera in questione ha mantenuto le deleghe assegnate, soprattutto quella alle attività produttive pur, non avendo, evidentemente, controllato la legittimità della costruzione di una falegnameria, trasformata in villa dal proprio coniuge, in assenza della ditta artigiana richiedente.

Dopo la conclusione in primo grado dei due procedimenti giudiziari, penale e amministrativo, che hanno confermato l’abuso edilizio, la minoranza si chiede perché non si proceda alla confisca, sentenziata dal giudice penale o alla demolizione confermata dal TAR. 

Infatti, i termini per eventuali ricorsi, sia sulla sentenza penale sia su quella TAR sembrerebbero decorsi, pertanto, se il proprietario non avesse avviato alcun ricorso alla Corte di Appello o al Consiglio di Stato, l’Amministrazione comunale dovrebbe procedere con la confisca o con l’ottemperanza alla propria ordinanza di demolizione, ripristinando lo stato dei luoghi, nonché con l’applicazione delle sanzioni pecuniarie previste.

Ricordiamo, infatti, che la Sentenza Penale del Tribunale di Latina è stata pubblicata il 7 agosto 2025, e, pur dovendo riconoscere la prescrizione del reato per decorrenza dei termini, ha però riconosciuto, in modo argomentato, l’esistenza dell’abuso edilizio, disponendo la confisca dei terreni abusivamente lottizzati e delle opere abusivamente costruite al passaggio in giudicato della sentenza stessa.

Così come la Sentenza del TAR Lazio emessa il 20 febbraio 2026, con la quale respingendo il ricorso del proprietario, confermava l’Ordinanza del Comune di Cori che disponeva la demolizione e il ripristino dei luoghi, e cosa molto grave, trasmetteva tutti gli atti alla Procura della Repubblica del Tribunale di Latina per la valutazione dell’eventuale rilevanza penale dell’operato e delle omissioni di vari soggetti dell’Amministrazione Comunale. 

Inoltre, il sindaco De Lillis, tra l’altro, durante il Consiglio comunale straordinario indetto su richiesta della minoranza, aveva affermato che, qualora il proprietario avesse fatto ricorso al Consiglio di Stato, l’Amministrazione comunale si sarebbe costituita in giudizio ma non risulta alcuna costituzione in giudizio da parte dell’Ente. 

Pertanto, in mancanza di Atti pubblici e informazioni, non si conoscono le ragioni per le qualil’Amministrazione comunale non ottemperi alla demolizione o alla confisca.

Proprio per fare chiarezza su queste ragioni, la minoranza ha presentato un’interrogazione per conoscere lo stato delle cose e le eventuali azioni intraprese dall’Amministrazione, perché questa vicenda si inserisce, tra le altre, in una gestione non sempre trasparente del settore urbanistico, in particolare sugli abusi edilizi di alcuni cittadini”.   

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