Arrestato con quasi un chilo di droga a Santi Cosma e Damiano: si è concluso il processo di primo grado
È stato condannato a 4 anni e 6 mesi il 36enne Decoroso Antinozzi, appartenente alla nota famiglia del sud pontino coinvolta in diversi processi. L’uomo doveva rispondere di spaccio di sostanze stupefacenti. La sua condanna è più lieve rispetto alla richiesta del pubblico del ministero che aveva invocato una pena a 6 anni e 10 mesi.
Condannato a 9 anni per spaccio di droga nel processo derivante dalla maxi inchiesta “Anni 2000” e rinviato a giudizio per l’altra imponente inchiesta anti-droga denominata “Anargiri 2”, Decoroso Antinozzi, figlio del boss, Antonio Antinozzi detto Trippetta, era stato di nuovo arrestato dai Carabinieri del Norm della Compagnia di Formia.
L’arresto era avvenuto giovedì 11 dicembre a Santi Cosma e Damiano, quando i militari dell’Arma avevano trovato in un casolare a disposizione del 36enne nato a Formia, ma sancosimese come tutta la sua famiglia. All’interno della struttura, i Carabinieri formiani avevano trovato 900 grammi di hashish, 60 grammi di cocaina e 5 grammi di marijuana, oltreché a 500 euro in contanti e un bilancino di precisione. Per Antinozzi era scattato l’arresto in carcere.
L’uomo aveva affrontato l’interrogatorio di convalida, al termine del quale il giudice per le indagini preliminare del Tribunale di Cassino, Maria Cristina Sangiovanni aveva convalidato l’arresto e diposto un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. Una misura più lieve rispetto a quella più afflittiva del carcere
Antinozzi doveva rispondere di spaccio di sostanze stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale. L’episodio non è irrilevante, considerato che il 36enne è inquadrato come facente parte di una famiglia che un tempo era strettamente legata ai Mendico, già colpiti da arresti, indagini e processi.
