URBAN NATURE 2026 A TERRACINA, L’INIZIATIVA DEL WWF

Il 3 e 4 ottobre 2026 si celebreranno gli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, simbolo universale di pace, povertà evangelica, fraternità e di amore e rispetto per il creato.

“Quale migliore occasione per la decima edizione di Urban Nature, la festa del WWF nata per celebrare il valore della natura in città?

Per farlo, noi del WWF litorale laziale abbiamo scelto di riunirci domenica 4 ottobre nell’Area Chezzi, in pieno centro cittadino, poiché questo luogo è diventato l’emblema di una criticità diffusa in tutta Terracina visto che i nostri parchi pubblici sono sì accessibili, ma poveri di varietà botanica e privi di una copertura arborea adeguata. Eppure l’ultima interminabile estate bollente ha dimostrato chiaramente che la nostra città non è pronta ad affrontare la crisi climatica, evidenziando la totale mancanza di infrastrutture verdi ben progettate e di alta qualità che possano fungere da rifugi climatici con la caratteristica di veri e propri regolatori delle temperature esterne.

Il WWF collega la festa della natura in città agli obiettivi dell’art 8 della Nature Restoration Law focalizzandosi quest’anno sull’importanza cruciale degli insetti impollinatori per la salute degli ecosistemi urbani. Durante l’evento un apicoltore dimostrerà come si allevano le api per la produzione del miele e alcuni esperti  daranno informazioni sulle forme di vita che si sviluppano in un ecosistema naturalizzato.

L’Area Chezzi: da simbolo di degrado a oasi di biodiversità 

Sebbene le sue dimensioni siano limitate, l’Area Chezzi possiede un potenziale straordinario per trasformarsi da simbolo di degrado ad oasi di biodiversità tanto più che al proprio interno c’è un giardino acquatico con due laghetti, oggi in stato di abbandono e popolati da specie aliene invasive (testuggini americane, carpe e specie vegetali alloctone) che hanno distrutto le forme di vita autoctone.

Il nostro obiettivo è di stimolare un impegno concreto per far tornare questo giardino allo stato originale, quando era un vero e proprio sistema ricco di biodiversità. Questa piccola oasi potrà così tornare ad essere un fondamentale collegamento ecologico tra il centro urbano e la natura che circonda la città ma a patto di promuovere innanzitutto una campagna informativa ed educativa per una rinnovata cultura del verde che abbia l’obiettivo di imparare a convivere con la biodiversità urbana. Quindi, accettare e valorizzare le erbe spontanee e tutta la vegetazione autoctona perché è così che si tutela la vita.

Ecco perché, in questa edizione di “URBAN NATURE 2026” rilanceremo all’amministrazione locale la proposta di farsi promotrice di questa campagna educativa, assumendo una chiara identità politica e ambientale dichiarandosi ufficialmente “Comune in difesa della biodiversità” e adottando un logo da utilizzare nella comunicazione istituzionale.

La rigenerazione urbana di Terracina potrebbe partire proprio dall’Area Chezzi, per potenziarne la funzionalità ecosistemica e restituirle la dignità che merita”.

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