FINE VITA NEL LAZIO, RACCOLTE 10MILA FIRME DA DEPOSITARE IN REGIONE

L’associazione Luca Coscioni depositerà giovedì primo ottobre, alla Pisana, le 10mila firme raccolte nel Lazio a sostegno di ‘Liberi subito’, la proposta di legge regionale di iniziativa popolare che punta a garantire tempi e procedure certi e uniformi per l’accesso al suicidio medicalmente assistito, nel rispetto delle condizioni stabilite dalla Corte costituzionale. L’iniziativa, di carattere popolare e a forte impronta civica, è stata comunicata dall’associazione con una nota, confermando i dettagli dell’appuntamento.

Il deposito alla seduta consiliare della Regione Lazio, in via della Pisana, rappresenta il passaggio istituzionale atteso dopo mesi di raccolta. L’obiettivo della proposta ‘Liberi subito’ è fornire un quadro chiaro e applicabile su tutto il territorio regionale, definendo passaggi, verifiche e tempistiche uniformi per l’accesso alle procedure di fine vita. Secondo quanto indicato dall’associazione, il testo si muove nel solco tracciato dalla giurisprudenza costituzionale, affinché i cittadini trovino risposte omogenee e non frammentate a seconda del luogo in cui risiedono.

La proposta, di iniziativa popolare, mira a rendere attuabili e definite le fasi che portano alla valutazione della richiesta di suicidio medicalmente assistito, con tempi certi e procedure uniformi, in coerenza con le condizioni fissate dalla Corte costituzionale. Il punto cardine è la tracciabilità del percorso: dalla presa in carico alla verifica dei requisiti, fino alla decisione finale da parte delle strutture competenti. In questa cornice, la misura si propone di eliminare disomogeneità applicative, valorizzando il ruolo del servizio sanitario regionale e offrendo un riferimento condiviso a operatori e famiglie.

Il quadro interregionale conferma la rilevanza del tema: la proposta risulta già approvata in Toscana, Sardegna, Emilia Romagna e Veneto, un dato che segnala la progressiva definizione di standard comuni. Per il Lazio, l’iter in Consiglio regionale assume quindi un particolare significato, con l’obiettivo di allineare la disciplina locale a esperienze già approvate in altre realtà.

La raccolta firme è partita il 21 aprile 2026 e ha coinvolto cittadine e cittadini in tutto il territorio regionale, attraverso banchetti, iniziative pubbliche e attività di sensibilizzazione. Il traguardo delle 10mila sottoscrizioni è il frutto di una mobilitazione protratta nel tempo, sostenuta dalla rete di volontarie e volontari che hanno reso possibile la diffusione dell’iniziativa. L’azione ha portato il tema della regolamentazione delle procedure di fine vita all’attenzione di migliaia di persone, con momenti informativi pensati per chiarire finalità, ambito di applicazione e passaggi previsti dalla proposta.

Le attività si sono svolte in diverse aree del Lazio, con particolare attenzione ai luoghi di maggior passaggio e ai contesti civici in cui è stato possibile promuovere un confronto diretto. L’impostazione scelta dall’associazione è stata improntata alla trasparenza: informazione puntuale sulle condizioni fissate dalla Corte costituzionale, presentazione dell’obiettivo di uniformare prassi e tempi, valorizzazione del ruolo del sistema sanitario regionale quale riferimento procedurale. Il percorso ha contribuito a un dibattito pubblico ordinato, centrato sui fatti e sulla necessità di regole chiare e condivise.

All’appuntamento per il deposito delle firme saranno presenti Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente segretaria nazionale e tesoriere dell’associazione Luca Coscioni. I due esponenti illustreranno il percorso della campagna nel Lazio e le prossime tappe dell’iter della proposta di legge. La fase che si apre con la consegna delle sottoscrizioni è quella dell’esame in sede regionale: verrà calendarizzata la discussione nelle commissioni competenti, con l’obiettivo di portare il testo in Aula per il confronto e le eventuali determinazioni del Consiglio regionale.

La presenza dei vertici dell’associazione sottolinea il rilievo dell’iniziativa sul piano locale, con un accento specifico sul ruolo di Roma quale centro istituzionale e punto di riferimento per l’intero Lazio. La campagna, come ricordato dall’associazione, è stata costruita con il contributo diffuso di cittadine e cittadini, mettendo al centro la necessità di garantire ai pazienti un percorso definito e verificabile, in linea con le condizioni già delineate a livello costituzionale.

Il passaggio alla Pisana inserisce il Lazio in un contesto nazionale in rapido aggiornamento. Le approvazioni già avvenute in Toscana, Sardegna, Emilia Romagna e Veneto mostrano come il tema abbia trovato soluzioni normative in più territori, favorendo un progressivo allineamento degli standard. Per i residenti nel Lazio, un’eventuale approvazione della proposta offrirebbe un riferimento chiaro in merito ai tempi e alle procedure, riducendo incertezze interpretative e differenze territoriali nella gestione dei casi che ricadono nelle condizioni fissate dalla Corte costituzionale.

La dimensione locale di Roma assume, in questo scenario, un valore centrale: sede del Consiglio regionale del Lazio e snodo del confronto istituzionale, la città ospita il momento formale del deposito delle firme e la successiva fase di esame. L’attenzione resta focalizzata sui contenuti della proposta e sui passaggi procedurali che l’Assemblea regionale sarà chiamata a valutare, in un quadro che rimane apolitico e improntato alla chiarezza dei fatti riportati dall’associazione.

Il percorso fin qui maturato evidenzia una partecipazione radicata sul territorio, unita a un obiettivo circoscritto: definire regole semplici, trasparenti e uguali per tutti all’interno del servizio sanitario regionale, nel pieno rispetto dei principi sanciti dalla giurisprudenza costituzionale. La prossima tappa è ora nelle aule della Pisana, dove l’iter della proposta ‘Liberi subito’ potrà entrare nel merito tecnico e istituzionale, a partire dal deposito delle 10mila firme raccolte in tutto il Lazio.

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