“IL CARTELLO MI MINACCIA DI MORTE”, IL BRASILIANO ARRESTATO A SCAURI VUOLE EVITARE L’ESTRADIZIONE

Si è svolto l’interrogatorio di convalida dell’arresto per il 22enne brasiliano accusato di essere un membro di un potente cartello sudamericano

“Mi hanno minacciato di morte e se torno mi uccidono”, ha detto il 22enne Keffson Felipe da Cruz Oliveira, assistito dall’avvocato Pasquale Di Gabriele, dinanzi al giudice della Corte d’Appello di Roma, Aldo Morgigni.

Lo scorso 22 settembre, il ROS e il Comando Provinciale dei Carabinieri di Latina, nell’ambito di articolata attività di cooperazione internazionale di polizia ed a conclusione di mirate attività di polizia giudiziaria, avevano eseguito un mandato di cattura internazionale, emesso il 25 agosto scorso dal Tribunale Penale dello Stato di Rio Grande do Norte (Brasile), a carico del cittadino brasiliano, ricercato per “partecipazione a organizzazione criminale”. Si tratta, per l’appunto, del 22enne Keffson Felipe da Cruz Oliveira. Il giovane lavorava da quattro mesi presso un esercizio commerciale di Scauri.

Le ricerche erano state attivate dal Segretariato Generale Interpol, su richiesta dell’Ufficio Interpol di Brasilia, attraverso la diramazione di una Red Notice finalizzata alle ricerche in campo internazionale per l’arresto provvisorio a fini estradizionali verso il Brasile.

L’interessato, noto con lo pseudonimo di “Italiano”, all’esito dell’Operazione Leviathan delle autorità brasiliane, è ritenuto membro del Comando Vermelho (CV) radicato nella città di Mossoró, Rio Grande do Norte e considerato una delle più grandi e importanti organizzazioni criminali brasiliane dedito al traffico internazionale di stupefacenti e di armi, nonché attivo in attività illecite in materia finanziaria e con interessi in varie parti del mondo.

I reparti dell’Arma, ricevuta la segnalazione circa la possibile presenza sul territorio nazionale del ricercato, avviate le necessarie attività investigative, avevano condotto l’articolata e complessa indagine sostenuta dalle più recenti capacità tecnologiche che aveva consentito di localizzare il latitante nel territorio del comune di Scauri di Minturno e di trarlo in arresto.

Le attività di ricerca erano state svolte sotto il coordinamento della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e nell’ambito di articolata cooperazione internazionale di polizia con gli uffici di Interpol e del Servizio per la cooperazione internazionale.

Dell’avvenuta esecuzione dell’arresto provvisorio per fini estradizionali era stata informata la Procura della Repubblica di Cassino, evidenziando che il ricercato era stato associato presso la Casa Circondariale ciociara. Il 22enne è comparso oggi dinanzi alla Corte d’Appello di Roma per l’interrogatorio di convalida del suo arresto. Infatti, nei casi di cattura su ordine internazionale, l’interrogatorio avviene davanti alla Corte d’appello competente per territorio rispetto al luogo in cui la misura è stata eseguita.

Il giovane ha spiegato di essere venuto in Italia proprio per sfuggire al cartello brasiliano che lo avrebbe minacciato di morte. Al contempo, in Brasile, pende su di lui l’accusa di associazione per delinquere, in quanto membro del cartello.

Il prossimo 15 ottobre, si concluderà l’interrogatorio di convalida. La difesa si è opposta oggi all’estradizione dell’uomo, in quanto sarebbe in pericolo di vita, e procederà a chiedere gli arresti domiciliari a Scauri.

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