L’associazione Help Ralph’s Friends, dopo aver presentato un esposto per il canile di Minturno, ha scritto anche ai consiglieri comunali.
Un canile in stato di degrado, secondo l’associazione Help Ralph’s Friends che si occupa di volontariato per i cani. Ecco perché, la medesima associazione ha presentato un esposto e reso edotti i consiglieri comunali di Minturno con una missiva.
Secondo l’associazione, al canile “sono stati adottati sistemi di gestione poco convenzionali, come il controllo dei volontari. Un recente episodio, verificatosi pochi giorni fa, ha visto un operaio del canile assegnato alla supervisione di una volontaria impegnata in un’adozione. L’istruzione impartita è stata la seguente: “Operaio, sta’ vicino alla signora”. Una pratica che non sarebbe adeguata nelle fasi delicate dell’adozione di un cane.
“Tra i casi segnalati – scrive l’associazione -, si annovera l’uscita di un Pitbull con un peso inferiore al minimo vitale, di un Jack Russell Terrier infestato da zecche e pulci nel mese di maggio, periodo in cui tutti gli animali dovrebbero essere adeguatamente protetti da prodotti antiparassitari e dalla Leishmania, la cui trasmissione può ridurre significativamente il nu mero di adozioni. Tali pratiche contribuiscono al mantenimento della fatturazione a lungo termine. Sono stati inoltre osservati cani in condizioni di grave emaciazione, in particolare quelli di età avanzata, che necessiterebbero di cure specifiche. lnoltre, si segnalano cani affetti da Leishmania non adeguatamente trattati, in particolare Jack Russell Terrier provenienti da Gaeta, ospitati presso la struttura da oltre due anni”.
“Un cane proveniente da Gaeta, Tempesta, è stato adottato ed è stato consegnato con pulci nel mese di luglio. L’adottante ha inoltre inviato una comunicazione scritta, evidenziando la presenza di pulci, tutto questo significa che non era l’unico ad averle in quel periodo, e dimostra una mancata protezione degli animali durante l’estate, momento topico quando le temperature raggiungono i 40 gradi”.
C’è di più. “L’assenza di un medico veterinario a tempo pieno presso una struttura che ospita circa 240 cani costituisce un grave maltrattamento. Non è sufficiente che un direttore sanitario sia presente otto ore a settimana per curare gli animali, preparare le pratiche e gestire le operazioni quotidiane di un canile. Questa misura di risparmio, come precedentemente evidenziato, si traduce in maltrattamento grave, sofferenza costante e, talvolta, ritardi nelle cure veterinarie. Tuttavia, tali problematiche non sono immediatamente evidenti a causa del divieto di accesso alle gabbie degli animali. Pertanto, solo attraverso un monitoraggio costante dei corridoi, senza vincoli, costrizioni o intimidazioni, si potrebbero prevenire i mali. Tale pratica è ostacolata da un “regolamento” che, purtroppo, è stato accettato da molti nel corso degli anni. A questo porno, si richiede formalmente un’ispezione ceuna verifica della qualità della vita degli animali, dei farmaci utilizzati, del cibo somministrato e delle misure preventive adottate, che appaiono insufficienti”.
