Sosta a pagamento in commissione Trasparenza, l’opposizione: “Disservizi e mancati controlli hanno conseguenze anche sulle entrate del Comune. Due anni di incertezza e un servizio abbandonato. Ora serve una scelta pluriennale. Come per ABC, le guerre interne alla maggioranza finiscono per trasformarsi in immobilismo e danni per la comunità”
Il tema della gestione della sosta a pagamento è stato questa mattina al centro della commissione Trasparenza, presieduta da Maria Grazia Ciolfi e convocata su richiesta di Latina Bene Comune, con la condivisione di tutte le forze di opposizione. Sul tavolo, la conclusione del contratto con l’attuale gestore e il passaggio al nuovo.
“La discussione – denunciano i gruppi consiliari di LBC, PD, M5S e Per Latina 2032 – ha messo in evidenza soprattutto un problema di programmazione politica. Da circa due anni, infatti, le criticità legate alla gestione della sosta si intrecciano con le osservazioni sulla riduzione degli incassi da sanzioni e sosta evidenziata dal ragioniere capo negli atti dell’Ente”.
“Non possiamo limitarci a parlare dei disservizi perché dietro il mancato funzionamento dei parcometri, l’abbandono del multipiano di Latina Scalo e l’assenza di un controllo costante della sosta ci sono anche minori entrate per il Comune. Sono risorse che finanziano servizi e interventi per la città: dalla manutenzione delle strade alla segnaletica e alle strisce pedonali, fino ai servizi scolastici come mensa e trasporto. Quando gli incassi diminuiscono, a risentirne è inevitabilmente la capacità dell’Ente di intervenire”.
Durante la seduta, la dirigente del Servizio Mobilità, Daniela Prandi, ha riferito di aver raccolto le segnalazioni relative alle diverse criticità e di avere già contestato al gestore parte delle situazioni riscontrate.
Particolarmente significativo il caso del multipiano a Latina Scalo. Dalla documentazione esaminata emerge che il Servizio Mobilità aveva già richiesto al gestore, nell’aprile scorso, un intervento per il ripristino della piena operatività della struttura, senza ricevere riscontro. Un nuovo sollecito è stato inviato il 28 agosto, dopo mesi di mancata risposta e anche alla luce delle segnalazioni delle opposizioni sulle condizioni del parcheggio e degli altri impianti di sosta. “È difficile comprendere come, di fronte a una richiesta di intervento rimasta senza risposta per mesi, si possa attendere così a lungo prima di tornare a sollecitare formalmente il gestore» affermano i consiglieri di minoranza”.
Il quadro, secondo l’opposizione, è il risultato anche della mancata programmazione politica che ha accompagnato per mesi la scelta sulla futura gestione della sosta. Nel 2025 l’amministrazione aveva dato agli uffici l’indirizzo di esplorare la possibilità di un’eventuale internalizzazione del servizio e di valutarne la convenienza per l’Ente. “La scelta, però, è rimasta a lungo sospesa, mentre nella maggioranza – sottolineano LBC, Pd, M5S e Per Latina 2032 – si consumava il confronto tra chi sosteneva la gestione interna e chi propendeva per il mantenimento dell’affidamento esterno”.
“Il problema non è soltanto quale modello scegliere, ma il fatto che per troppo tempo non si è scelto. Le divisioni interne hanno prodotto una paralisi decisionale che ha avuto conseguenze concrete sulla gestione del servizio. È la stessa dinamica che abbiamo già visto in altre vicende, come quella di ABC: l’incapacità di trovare una sintesi e le guerre interne alla maggioranza finiscono per trasformarsi in immobilismo amministrativo e, alla fine, in danni per la comunità”.
“L’incertezza ha infatti prodotto un susseguirsi di soluzioni temporanee, con un affidamento di due mesi, successivamente prorogato tre volte, e poi con un nuovo affidamento di un solo anno. Si è arrivati alla scadenza dell’appalto senza una scelta definitiva, costringendo gli uffici a lavorare su soluzioni provvisorie per un servizio che avrebbe richiesto da tempo una programmazione pluriennale. Non è così che si governa un servizio strategico per la città”.
“Proprio questa assenza di programmazione – continuano i consiglieri – ha un costo per il Comune. Quando non si riesce a trovare una sintesi su una scelta fondamentale, a pagare sono l’amministrazione e i cittadini. Qui parliamo di un servizio che produce entrate, che richiede investimenti, manutenzione, innovazione. Un affidamento pluriennale consentirebbe una programmazione più seria, maggiore stabilità e condizioni più favorevoli per interventi di ammodernamento, dalla sostituzione dei parcometri all’organizzazione dei controlli”.
Dagli atti esaminati in commissione è emerso che la partenza del nuovo servizio di sosta, inizialmente prevista per il 16 settembre secondo quanto riportato nella determina dirigenziale del 29 maggio 2026, è stata rinviata al 1° ottobre. “Ma a ottobre prossimo rischiamo di essere nuovamente al punto di partenza”, rilevano i consiglieri.
“Per questo chiediamo un indirizzo politico definitivo sulla gestione pluriennale. Non è più accettabile procedere per emergenze e affidamenti temporanei su un servizio che incide direttamente sulla mobilità cittadina e sulle entrate dell’Ente”.
Proprio nell’ambito delle prerogative della commissione Trasparenza, le opposizioni hanno chiesto la trasmissione degli atti di indirizzo politico adottati dall’amministrazione sulla futura gestione della sosta. “Le scelte amministrative – sottolinea l’opposizione – devono poggiare su atti formali, non su indirizzi verbali o su ricostruzioni affidate a dichiarazioni pubbliche”. È stata poi richiesta la relazione economica che consente di verificare la convenienza per il Comune di un’eventuale internalizzazione, anche alla luce delle valutazioni già avviate dall’amministrazione.
Dalla commissione è emerso un indirizzo politico ormai chiaro verso l’esternalizzazione del servizio. “Prendiamo atto di questa scelta. Proprio per questo – aggiungono i consiglieri – chiediamo di poter leggere gli atti e i dati economici che la sostengono. La trasparenza non è un adempimento formale, è lo strumento che permette al consiglio comunale di conoscere le ragioni delle scelte dell’amministrazione e di esercitare la propria funzione di controllo. Anche in questo caso, è stato il lavoro della commissione Trasparenza a portare alla luce e a chiarire un passaggio che non era stato adeguatamente formalizzato nelle altre sedi istituzionali”.
“Dopo mesi di rinvii e soluzioni provvisorie – concludono – l’amministrazione Celentano deve ora mettere nero su bianco il modello che ha individuato e accompagnarlo con una programmazione adeguata. Un servizio strategico per la città non può continuare a essere gestito senza una prospettiva di lungo periodo. Ci auguriamo che sia finalmente arrivato il momento di coinvolgere le commissioni e il consiglio su questioni così importanti, restituendo alle sedi istituzionali il ruolo che compete loro”.
