4,6 MILIONI DI EURO PERSI, IACOVACCI: “IL COMUNE DI SONNINO CANCELLA CREDITI MAI RISCOSSI”

“Nel Riaccertamento Ordinario 2025 approvato dal Comune di Sonnino emerge un dato che merita l’attenzione di tutti i cittadini: 4.550.692,15 euro di crediti vengono definitivamente stralciati dai bilanci perché considerati “inesigibili”, cioè impossibili da recuperare”, lo spiega, in una nota, il consigliere comunale d’opposizione, a Sonnino, Dario Iacovacci.

Di cosa si tratta? Sono somme che il Comune stesso aveva accertato negli anni passati come dovute, ma che oggi vengono ufficialmente riconosciute come perdute per sempre. La fetta più grande, oltre 4 milioni di euro, riguarda sanzioni per violazioni al Codice della Strada mai riscosse, accumulate tra il 2019 e il 2022.

A questa si aggiungono quasi 476.000 euro di TARI (la tassa sui rifiuti) relativa agli anni 2018-2020, anch’essa mai incassata, in poche parole bollette mai consegnate, o mai incassate e sicuramente mai richieste, chissà per quale strano tornaconto, ovviamente chi ci rimette siamo noi cittadini onesti che paghiamo sempre. Questo importo si riferisce solo al biennio 2018/2020, chissà dal 2020 al 2026 quanti altri ne perderemo.

Sono soldi che, se recuperati, avrebbero potuto finanziare servizi, manutenzioni, opere pubbliche per la nostra comunità, invece restano solo un numero su un documento amministrativo.

Ma c’è una domanda ancora più scomoda da porsi. Davvero tutte queste sanzioni corrispondono a verbali reali, effettivamente elevati e notificati ai trasgressori? O una parte di questi “accertamenti” per oltre 4 milioni di euro erano fin dall’inizio poste contabili poco più che virtuali, iscritte a bilancio per far apparire più solide le casse comunali negli anni in cui venivano approvate, sapendo già che gran parte non sarebbe mai stata incassata?

Non sarebbe la prima volta, in enti locali italiani, che entrate “accertate”, ma mai seriamente perseguite, servano più a far quadrare i conti sulla carta che a rappresentare denaro davvero dovuto dai cittadini. Se così fosse, non parleremmo solo di un problema di riscossione inefficiente, ma di un uso improprio della contabilità pubblica per anni.

Ci chiediamo: come si è arrivati ad accumulare un buco così grande? Quali controlli sono stati fatti negli anni per evitare che queste somme diventassero inesigibili? Quanti di questi verbali sono stati realmente notificati, e quanti restano invece solo un numero scritto su un registro? È giusto che la comunità paghi, in termini di servizi mancati, per una gestione che non è riuscita a far valere i propri crediti in tempo — o che, peggio, li ha usati solo per gonfiare i bilanci? Trasparenza e rendicontazione non sono un optional”.

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