“L’omicidio avvenuto ieri sera in viale XXIV Maggio è un fatto gravissimo. Saranno gli investigatori e la magistratura a stabilirne dinamica e responsabilità. Alle donne e agli uomini delle Forze dell’ordine va il ringraziamento di tutti noi per il lavoro che svolgono quotidianamente. La gravità dell’accaduto impone però di allargare lo sguardo verso una strategia di contrasto strutturale e complessiva.
Negli ultimi anni Latina, come molte altre città da nord a sud, ha dovuto confrontarsi con atti intimidatori, anche a base di esplosivi, spaccio, danneggiamenti, aggressioni e fenomeni che per lungo tempo abbiamo definito “microcriminalità”, ma che oggi, per frequenza e modalità, richiedono una riflessione diversa. A ciò si aggiunge il coinvolgimento, in alcuni casi, di persone sempre più giovani.
Questo non significa sostenere che Latina sia una città fuori controllo. La criminalità è sempre esistita, ma è cambiato il rapporto tra la città e il fenomeno della sicurezza e con essa la percezione della sicurezza: alcuni episodi sono oggi più visibili, diffusi e vicini alla quotidianità delle persone.
Tale evoluzione va letta anche alla luce della trasformazione del territorio. Latina è cresciuta demograficamente, urbanisticamente e nella complessità delle relazioni che lo attraversano. Una città in crescita offre nuove opportunità, ma presenta anche ulteriori fragilità: aumentano flussi, spostamenti, attività, esigenze sociali e, di conseguenza, le sfide legate alla sicurezza. Per questo è necessario adeguare la risposta delle istituzioni alla realtà attuale.
In questa prospettiva condivido la necessità, rilanciata dal senatore Nicola Calandrini, di chiedere nuovamente una verifica sull’innalzamento della fascia della Questura di Latina. Latina è un territorio molto vasto, con una conformazione particolare, numerosi borghi e una popolazione distribuita su un’area che richiede una presenza capillare delle Forze dell’ordine.
Ogni borgo, laddove le caratteristiche territoriali e demografiche lo consentano, dovrebbe poter contare sulla presenza stabile di una stazione della Polizia di Stato o dell’Arma dei Carabinieri. Dove ciò non sia possibile, deve comunque essere garantito un sistema di pattugliamento adeguato all’estensione della città. Per questo non condivido la proposta di ricorrere all’impiego dell’Esercito come risposta alla situazione di sicurezza.
Non perché l’impiego delle Forze Armate non possa essere previsto per specifiche esigenze, ma perché la risposta strutturale alla sicurezza urbana non può consistere nella militarizzazione degli spazi pubblici, che rischiano di apparire solo come una risposta di facciata ma non concreta. L’Esercito ha compiti e funzioni specifiche. Controllo del territorio, prevenzione, polizia giudiziaria e investigazione richiedono invece competenze, formazione e organizzazione proprie delle Forze di polizia.
Se una città in crescita ha bisogno di maggiore sicurezza, occorre verificare se organici, presidi e risorse siano adeguati alla realtà che Latina è diventata. Da qui l’importanza dell’innalzamento della fascia della Questura. Accanto a questo, c’è il tema della Polizia Locale.
Non possiamo continuare a chiedere ai Comuni di sostenere quasi esclusivamente con i propri bilanci una funzione sempre più rilevante nelle politiche di sicurezza urbana. Personale, mezzi, strumenti tecnologici, formazione e organizzazione richiedono risorse che gli enti locali, da soli, non possono garantire nel tempo.cServe una vera riforma della Polizia Locale, che riconosca il ruolo svolto quotidianamente dagli operatori e preveda un coinvolgimento strutturale dello Stato e della Regione nel finanziamento dei Corpi.
La sicurezza deve essere una politica pubblica permanente, capace di accompagnare la crescita della città, non una voce da affrontare soltanto dopo un fatto di cronaca. C’è una differenza sostanziale tra rispondere all’emergenza e governare un fenomeno: la prima richiede immediatezza, la seconda programmazione, risorse e capacità di leggere i cambiamenti.
Latina ha bisogno di più agenti, più presidi, maggiore capacità investigativa, una Polizia Locale adeguatamente finanziata e una presenza delle Forze dell’ordine estesa al centro, ai quartieri, alle periferie e ai borghi. La sicurezza non si costruisce soltanto quando accade qualcosa, ma garantendo che le istituzioni siano presenti prima che accada”.
Così, in una nota, la consigliere comunale di Fratelli d’Italia e Presidente Commissione Sicurezza, Serena Baccini.
