R6, LBC al Nuovo Latina: “Nessun accanimento, chiediamo semplicemente che su un bene comunale si rispettino le regole”. LBC: “Sulle torri faro prendiamo atto della precisazione. Ma il tema vero è un altro: chi ha autorizzato i lavori e con quali atti?”
“Abbiamo letto la replica del Nuovo Latina e francamente ci sembra che si stia cercando di spostare il tema della discussione. Partiamo dalle torri faro. Se, come sostiene la società, non sono state abbattute, ne prendiamo semplicemente atto. Ma le torri faro non sono il cuore della nostra segnalazione, né lo sono mai state. Il tema che abbiamo posto è molto più semplice: su un impianto sportivo di proprietà del Comune di Latina, sul quale sono in corso lavori evidentemente rilevanti, quali sono gli atti che li autorizzano? E questa domanda non nasce da un pregiudizio nei confronti del Nuovo Latina, ma da un’attività di controllo che rientra pienamente nelle prerogative di un consigliere comunale. Prima di presentare l’esposto abbiamo fatto una cosa molto semplice: siamo andati a verificare presso gli uffici comunali competenti.
E, per quanto risultava in quel momento dalle verifiche effettuate presso SUE e Patrimonio, non risultavano agli atti i provvedimenti che avrebbero dovuto consentire una trasformazione così significativa dell’impianto. Per questo abbiamo chiesto formalmente al Comune di verificare la situazione e di mettere a disposizione degli organi competenti tutti gli atti eventualmente esistenti. Nell’esposto abbiamo chiesto espressamente di accertare titoli edilizi, autorizzazioni ambientali, autorizzazioni relative alle alberature e ogni altro provvedimento che abbia consentito l’avvio delle opere. Non abbiamo accusato il Nuovo Latina di aver commesso un illecito: abbiamo chiesto al Comune di verificare se tutto ciò che si sta facendo sia regolarmente autorizzato. C’è una differenza sostanziale. E oggi, dopo la risposta della società, la nostra posizione non cambia di una virgola: ben venga il controllo degli organi competenti. È esattamente quello che abbiamo chiesto noi.
La concessione non è un’autorizzazione generale. Il Nuovo Latina sostiene di stare effettuando interventi che ritiene consentiti dalla concessione vigente. È proprio questo uno degli aspetti che chiediamo di verificare. Il fatto che un concessionario abbia l’obbligo o la possibilità di effettuare interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria non significa che possa modificare liberamente un bene di proprietà comunale senza il coinvolgimento e le autorizzazioni dell’Amministrazione. Il regolamento comunale per la gestione e l’utilizzo degli impianti sportivi del resto è molto chiaro: gli interventi edilizi devono essere autorizzati dagli uffici tecnici comunali previa presentazione del progetto e, soprattutto, è vietato al concessionario apportare modificazioni alla struttura, agli impianti e alle attrezzature, anche se migliorative, senza la preventiva autorizzazione scritta del Comune. Il fatto che la nota 99272 del 2018 ponesse a carico della società le opere di manutenzione ordinaria e straordinaria non esenta in alcun modo la società sportiva dall’obbligo di dotarsi del titolo edilizio eventualmente necessario ai sensi del DPR 380/2001. Una nota comunale o una convenzione non possono infatti sostituire gli adempimenti previsti dalla normativa edilizia nazionale, che è sovraordinata rispetto agli atti amministrativi comunali. Per la tipologia di interventi che risultano essere stati realizzati all’impianto R6, riteniamo che le opere siano quantomeno soggette a CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata).
Ma c’è un secondo aspetto, altrettanto importante: la proprietà pubblica dell’impianto. Anche laddove gli interventi fossero qualificabili come manutenzione ordinaria o straordinaria e fossero posti a carico del concessionario, la proprietà – in questo caso il Comune di Latina – deve essere messa nelle condizioni di conoscere e autorizzare preventivamente la quantità e la qualità delle opere che si intendono realizzare, proprio perché si interviene su un bene pubblico. Non può esistere una sorta di “liberi tutti” per il concessionario semplicemente perché la convenzione gli attribuisce l’onere della manutenzione. Quindi la domanda è semplice: dov’è questa autorizzazione? Qual è il progetto approvato? Qual è il provvedimento del Comune che ha consentito l’esecuzione delle opere oggi in corso? Se esistono, saremo i primi a leggerli e a prenderne atto. Se invece non esistono, allora sarà compito degli uffici stabilire quali conseguenze ne derivino.
E sugli alberi c’è un’altra questione da chiarire Anche sulla vicenda delle alberature non abbiamo fatto altro che chiedere un controllo. Nella documentazione che abbiamo verificato risulta una richiesta di “abbattimento alberi in ambito privato” riguardante il centro sportivo. Ma c’è un elemento che merita di essere chiarito: l’area del centro sportivo R6 non è un’area privata. È un bene di proprietà del Comune di Latina. L’Ordinanza commissariale n. 25 del 4 aprile 2023, che disciplina la salvaguardia del patrimonio arboreo comunale, prevede specifiche condizioni e procedure per gli abbattimenti e individua espressamente i soggetti che possono presentare la richiesta. Per gli abbattimenti di cinque o più alberi sono inoltre previste misure di compensazione vegetale ed non scatta il silenzio assenso. Per questo riteniamo assolutamente doveroso verificare a quale titolo sia stata presentata la richiesta, quale fosse esattamente l’area interessata e se tutte le condizioni previste dall’ordinanza siano state rispettate. Non stiamo sostituendoci agli uffici. Stiamo chiedendo agli uffici di fare il loro lavoro. C’è poi un fatto che merita una risposta.
C’è un ulteriore elemento che abbiamo acquisito attraverso gli accessi agli atti e che rende ancora più necessario fare chiarezza. Dopo la presentazione del nostro esposto, il Nuovo Latina ha presentato al competente ufficio comunale delle Manutenzioni una progettazione relativa agli interventi che erano già in corso presso l’impianto R6, salvo poi successivamente ritirarla. È un fatto che intendiamo approfondire e del quale abbiamo chiesto di poter acquisire la documentazione. Perché, se i lavori erano già pienamente ricompresi negli atti e nella concessione vigente, come sostiene oggi la società, per quale ragione è stato successivamente presentato un progetto all’ufficio comunale competente per le manutenzioni? E perché quel progetto è stato poi ritirato? Sono domande legittime. E soprattutto sono domande alle quali non deve rispondere LBC, ma devono rispondere gli atti amministrativi. Vogliamo essere molto chiari anche su questo. Non abbiamo assolutamente nulla contro il Nuovo Latina. Anzi, se una società sportiva privata investe risorse proprie per migliorare un impianto sportivo comunale e renderlo più funzionale per i bambini e per i ragazzi della città, non possiamo che augurarcelo. Ma proprio perché parliamo di un patrimonio pubblico, le regole devono essere uguali per tutti.
Se domani un’altra società sportiva entrasse in possesso di un impianto comunale e decidesse di demolire strutture, eliminare una pista, effettuare sbancamenti, movimentare terreno, intervenire sulle alberature o modificare impianti e strutture, il Comune dovrebbe essere informato? Dovrebbe esistere una progettazione? Dovrebbero esserci autorizzazioni? La risposta, naturalmente, non può cambiare a seconda della società che gestisce l’impianto. Ed è esattamente questo il senso del nostro controllo. Noi continueremo a fare ciò che la legge ci consente e ci impone di fare come consiglieri comunali: controllare gli atti dell’Amministrazione e chiedere che il patrimonio pubblico venga amministrato nel rispetto delle regole. Perché non c’è niente di politico nel chiedere se un’opera su un bene comunale sia autorizzata. È semplicemente trasparenza. Ed è esattamente quello che il Nuovo Latina dice, giustamente, di volere anche per sé”.
