TERRACINA, LA VACANZA INCUBO DI UN DISABILE: “UN SOGGIORNO DIVENTATO BATTAGLIA PER I DIRITTI”

Quella che doveva essere una vacanza a Terracina si è trasformata nell’ennesima battaglia per i diritti delle persone con disabilita.

Giuseppe Sannino Presidente dell’A.N.I.D.A. descrive il soggiorno dal 10 al 24 agosto 2026 presso il Grand Hotel I’Approdo (4 stelle), Lungomare Circe Terracina, presso il quale aveva prenotato una camera doppia privilege.

I FATTI. “Spiagge e Discese a mare inaccessibili per un Disabile con problemi motori agli arti inferiori. Sedia Job assente in battigia, una passerella che non garantisce un percorso sicuro e lineare dall’ingresso della spiaggia sino al bagnasciuga. Zona scogliera: scale di accesso particolarmente pericolose e pavimentazione completamente disconnessa, passamano in acciaio che nelle ore più calde diventa di fuoco. Solarium, vasca idromassaggio e palestra inaccessibili per un disabile. Tutti i problemi di accessibilità segnalati tempestivamente alla struttura. La risposta da parte della Direzione arriva solo dopo alcuni giorni. Alle sue richieste di “accomodamenti ragionevoli” gli viene risposto, che avrebbe potuto lasciare la struttura e che gli avrebbero rimborsato le notti non ancora usufruite.

Inizia uno scambio di pec con la Direzione, che alle sue rimostranze, rispondeva con soluzioni farraginose e non risolutive del problema in poche parole: “La pezza era peggio del buco”. Tante leggi in vigore si formano su un principio tanto semplice quanto rivoluzionario, le persone con disabilità devono poter accedere come gli altri ospiti agli stessi servizi messi a disposizione dell’Hotel. Senza se e senza ma! I principi devono essere accessibilità-fruibilità e qualità inclusiva.

Ho sottoposto questa vicenda anche a un giornalista. In un primo momento mi era stato manifestato l’interesse a realizzare un articolo sulla vicenda. Ho fornito la documentazione in mio possesso: PEC, fotografie e video. Poi il silenzio. L’articolo non è stato pubblicato. Non conosco le ragioni di questa scelta e non intendo attribuire responsabilità senza prove. Ma una domanda me la pongo: è possibile che, quando una storia tocca interessi economici e quelli che vengono comunemente definiti “Poteri Forti”, qualcuno preferisca non esporsi? lo credo che il giornalismo debba fare esattamente il contrario: verificare, approfondire, ascoltare tutte le parti e raccontare ciò che accade, anche quando è scomodo. L’accessibilità non + una concessione. È un diritto”.

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