Un ultimo appuntamento per salutare un’estate intensa, partecipata e complessa. Dopo le vicende delle ultime settimane e la straordinaria risposta della città, @tNICOLOSI 2026 affida alla danza urbana di Laura Bernardini e Modulo Project il suo saluto finale.
Venerdì 4 settembre la Piazzetta Nicolosi ospiterà l’ultimo appuntamento della quinta edizione di @tNICOLOSI, la rassegna promossa da Spazio Culturale Nicolosi che anche quest’estate ha portato musica, teatro, danza, incontri e persone nel cuore di uno dei quartieri storici di Latina. A chiudere l’edizione 2026 sarà “Forever and Beyond”, il progetto di Urban Dance ideato e diretto da Laura Bernardini e portato in scena da Modulo Project. Un finale fortemente visivo e spettacolare, nel quale il linguaggio della danza contemporanea e urbana trasformerà ancora una volta la Piazzetta in uno spazio scenico aperto. Un ensemble numeroso di danzatrici e danzatori, movimenti corali, improvvise accelerazioni, corpi che si incontrano, si separano e tornano a costruire geometrie collettive. Lo spettacolo nasce fuori dai confini tradizionali del palcoscenico e trova proprio nello spazio urbano una parte essenziale della propria forza. Il pubblico non osserva da lontano: è intorno alla scena, quasi dentro di essa. Le architetture del Nicolosi diventano scenografia, la piazza diventa palco e i corpi la attraversano modificandone continuamente la percezione. Non è la prima volta che Modulo Project incontra il Nicolosi. Le immagini dell’esibizione del 2024 raccontano ancora oggi uno degli incontri più spettacolari tra la rassegna e lo spazio del quartiere: decine di interpreti, una coreografia capace di occupare fisicamente la piazza e un rapporto diretto, quasi senza confini, con il pubblico. Venerdì quel dialogo tornerà a vivere per accompagnare @tNICOLOSI verso il suo ultimo atto.
UN’ESTATE BELLISSIMA. E COMPLICATA.
Quello del 4 settembre sarà inevitabilmente anche un momento di saluto dopo un’edizione particolarmente intensa.
La quinta edizione di @tNICOLOSI ha attraversato l’estate portando nella piazza artisti, musicisti, giovani, associazioni e pubblici differenti, confermando ancora una volta la vocazione che accompagna il progetto fin dalla sua nascita: utilizzare la cultura come strumento di incontro, relazione, inclusione e rigenerazione urbana. Ma è stata anche un’edizione segnata dalle note vicende legate all’utilizzo della Piazzetta del Terzo Lotto e dalle difficoltà amministrative che hanno rischiato di compromettere gli appuntamenti conclusivi della rassegna. Da quelle difficoltà è nata, quasi per necessità, una “Rassegna da Marciapiede” e un invito semplicissimo rivolto alla città: “Portate ’na sedia”. La risposta è andata molto oltre ogni previsione. L’appuntamento del 28 agosto con Beppe Servillo e Cristiano Califano ha visto una partecipazione straordinaria, con centinaia di persone arrivate al Nicolosi per assistere allo spettacolo e, soprattutto, per testimoniare con la propria presenza il valore di un’esperienza culturale e sociale costruita nel quartiere nel corso degli anni. Una piazza piena di persone, ma anche una città che, almeno per una volta, si è ritrovata unita intorno a qualcosa senza bisogno di trasformarlo in terreno di polemica o di contrapposizione. Ed è forse uno dei risultati più belli e meno scontati di queste settimane.
UNA CITTÀ, SENZA SCHIERAMENTI
Intorno al Nicolosi sono arrivate parole di attenzione e vicinanza da sensibilità politiche differenti, dalla maggioranza e dall’opposizione, dalle istituzioni e dalla società civile. Senza bisogno di bandiere da piantare nella piazza e, soprattutto, senza che il lavoro di Spazio Culturale Nicolosi diventasse patrimonio di una parte contro un’altra. La Sindaca di Latina Matilde Celentano ha espresso pubblicamente il proprio «più grande apprezzamento» per la qualità delle rassegne culturali, per l’attenzione al sociale e per la capacità di aggregazione costruita in questi anni, ricordando come le istituzioni abbiano il dovere di sostenere e valorizzare le esperienze culturali che nascono dal territorio, nell’ambito delle proprie competenze e nel rispetto delle normative. Una vicinanza che la Sindaca ha voluto testimoniare anche personalmente partecipando alla serata del 28 agosto. A quelle parole si sono aggiunte le prese di posizione di altre forze politiche cittadine. A Latina Bene Comune va il ringraziamento per un appello garbato e costruttivo, che ha riconosciuto Spazio Culturale Nicolosi come un patrimonio della città e ha scelto di portare la questione nelle sedi istituzionali competenti, chiedendo un confronto capace di ricostruire con chiarezza la situazione della Piazzetta e di individuare strumenti amministrativi stabili che consentano alle attività culturali e sociali di continuare nel rispetto delle regole. Così come va il nostro ringraziamento al Movimento 5 Stelle di Latina, che ha espresso pubblicamente la propria vicinanza all’esperienza del Nicolosi e alla sua funzione culturale e sociale.
Ringraziamo tutti. Chi governa la città e chi svolge il proprio ruolo dall’opposizione. Chi è intervenuto pubblicamente e chi ha scelto di esserci semplicemente portando, davvero o simbolicamente, una sedia. Perché Spazio Culturale Nicolosi non appartiene a uno schieramento. E se queste settimane hanno prodotto qualcosa di importante, oltre alla straordinaria partecipazione del pubblico, è proprio la possibilità di riconoscere insieme che alcune esperienze della città possono essere difese, valorizzate e migliorate senza trasformarle in uno scontro tra parti. La questione amministrativa rimane e dovrà trovare una soluzione chiara, stabile e rispettosa delle norme. Ma forse, per una volta, possiamo provare a cercarla partendo da ciò che unisce.
«IL NICOLOSI, UN MODELLO DA IMITARE»
Nel corso della serata del 28 agosto è arrivato anche il saluto di Marco Pandozi, consigliere di amministrazione di Fondazione Roma, che sostiene il progetto pluriennale di Spazio Culturale Nicolosi. Pandozi ha ricordato come la Fondazione abbia scelto di sostenere il progetto proprio perché aveva individuato, fin dall’inizio, «i presupposti per dar vita a una vera e propria attività di rigenerazione urbana». Un percorso non ancora concluso, ma che ha già prodotto, nelle sue parole, «risultati tangibili» in termini di crescita culturale, aggregazione e soprattutto inclusione, oltre alla valorizzazione di un luogo di notevole pregio architettonico e urbanistico. Fino a definire il Nicolosi «un modello da imitare”. Parole importanti, che Spazio Culturale Nicolosi accoglie non come il riconoscimento di una vittoria contro qualcuno, ma come una responsabilità in più. Perché il punto non è mai stato stabilire chi avesse ragione. Il punto è trovare le condizioni perché un’es
ADESSO, L’ULTIMA PAROLA ALL’ARTE
Venerdì, però, resteranno ancora una sera e uno spettacolo. E dopo settimane nelle quali si è inevitabilmente parlato molto di autorizzazioni, carte, regole, competenze, proprietà e difficoltà, @tNICOLOSI vuole lasciare l’ultima parola all’arte. Alla danza. Ai corpi di Modulo Project che attraverseranno la Piazzetta. Alle architetture del Nicolosi che torneranno a diventare scenografia. E alle persone che sceglieranno ancora una volta di esserci. Venerdì sarà l’ultima sera di un’edizione difficile da dimenticare: bellissima, faticosa, partecipata, complicata e qualche volta persino improbabile. Un’estate durante la quale la rassegna è riuscita comunque ad arrivare fino in fondo grazie agli artisti che l’hanno attraversata, alle realtà che l’hanno sostenuta, alle istituzioni che ne hanno riconosciuto il valore, alle tante persone che hanno lavorato dietro le quinte e soprattutto alle migliaia di cittadini che, sera dopo sera, hanno continuato a riempire il Nicolosi. Per questo, per l’ultima volta quest’anno, l’invito è semplicissimo. Venite a salutarci.
Non soltanto ad assistere a uno spettacolo. Venite a chiudere insieme la quinta edizione di @tNICOLOSI. A guardarci un’ultima volta intorno, quando la musica finirà e si spegneranno le luci. E a dirci arrivederci, si spera, alla prossima estate. Con la stessa follia. La stessa bellezza. La stessa voglia di incontrarsi. Con la stessa ostinazione nel credere che la cultura possa cambiare il modo in cui una città vive i propri luoghi. E magari, dopo quest’estate, con qualche tribolazione in meno.
