BUONI PASTO AL COMUNE DI LATINA, LA VERTENZA DI CISL FP: “CHIEDIAMO ANCHE QUANTO MATURATO DAL 24 FEBBRAIO”

Paciocca: “Il nuovo contratto va applicato fino in fondo. Dopo il tempo perso per arrivare alla firma, non siamo disposti a lasciare indietro neppure un diritto dei lavoratori”

La CISL FP Latina apre al Comune di Latina una nuova vertenza sui buoni pasto e mette sul tavolo una questione destinata ad andare ben oltre la semplice applicazione dell’istituto per il futuro: verificare e riconoscere anche quanto già maturato dai lavoratori a decorrere dall’entrata in vigore del nuovo CCNL Funzioni Locali 2022-2024.

Con una nota indirizzata all’Amministrazione, la CISL FP ha chiesto formalmente l’attivazione del confronto previsto dall’art. 27 del nuovo Contratto nazionale, con l’obiettivo di arrivare alla piena e uniforme applicazione della disciplina del buono pasto a tutto il personale del Comune di Latina, ricomprendendo anche le giornate nelle quali la prestazione viene resa in modalità agile. Ma la novità politica e sindacale della richiesta sta soprattutto nel fatto che la CISL FP non guarda soltanto a ciò che dovrà accadere da domani.

La Federazione ha posto infatti formalmente anche il tema delle spettanze pregresse, chiedendo al Comune di procedere alla ricognizione delle posizioni maturate a decorrere dal 24 febbraio 2026, giorno dal quale producono effetto le disposizioni del nuovo CCNL, e al conseguente riconoscimento dei buoni pasto maturati e non erogati, laddove ne ricorrano i presupposti contrattuali.

“Per noi applicare un contratto non significa iniziare a farlo dal giorno in cui qualcuno decide di occuparsene – dichiara Raffaele Paciocca, Segretario provinciale Enti Locali della CISL FP Latina –. Significa verificare da quando quella disciplina produce i suoi effetti e andare a recuperare tutto ciò che, nel frattempo, può essere maturato dai lavoratori. È esattamente quello che stiamo chiedendo al Comune di Latina”. Una posizione che non nasce oggi.

Già il 9 marzo 2026, a pochissimo tempo dalla sottoscrizione definitiva del CCNL, la CISL FP aveva scritto alle Amministrazioni chiedendo di procedere rapidamente all’applicazione delle nuove disposizioni contrattuali e aveva indicato espressamente, tra le novità da rendere operative, il riconoscimento del buono pasto anche nel lavoro agile. Oggi quella prima iniziativa compie un passo ulteriore: dalla richiesta di applicare il nuovo istituto alla rivendicazione di ciò che può essere già maturato dalla sua decorrenza. Ed è proprio qui che, per la CISL FP, la vicenda dei buoni pasto assume un significato che va oltre il singolo istituto.

“Il rinnovo del CCNL Funzioni Locali ha avuto un percorso lungo e difficile – sottolinea Paciocca –. La CISL ha scelto di firmare e di assumersi la responsabilità di portare a casa il contratto. Non intendiamo riaprire oggi una polemica sulla firma: vogliamo fare qualcosa di molto più utile. Dimostrare ai lavoratori, con i fatti, cosa significa avere un contratto sottoscritto e renderlo concretamente esigibile“.

Per la CISL FP, infatti, il tempo trascorso non può diventare un secondo costo a carico dei dipendenti.Dopo aver atteso il rinnovo per più di un anno, i lavoratori non possono essere chiamati ad attendere anche l’applicazione delle sue disposizioni.

“Su questo vogliamo essere molto chiari – prosegue Paciocca –: il tempo perso prima della firma non possiamo restituirlo ai lavoratori. Ma possiamo impedire che se ne perda altro dopo la firma. E possiamo verificare se, dalla decorrenza del contratto, siano già maturati benefici che devono essere riconosciuti. È questo che un sindacato deve fare”.

La richiesta avanzata dalla CISL FP riguarda tutto il personale del Comune di Latina e non soltanto i dipendenti che svolgono attività in modalità agile. Il lavoro agile rappresenta tuttavia uno degli aspetti più innovativi della nuova disciplina: il CCNL ha infatti introdotto uno specifico criterio convenzionale ai fini dell’erogazione del buono pasto, successivamente chiarito anche dall’ARAN, superando l’idea che la modalità agile possa costituire, di per sé, una ragione per escludere il beneficio.

La CISL FP chiede quindi che il confronto con l’Amministrazione affronti insieme applicazione uniforme dell’istituto, lavoro agile, ricognizione delle spettanze maturate e riconoscimento del pregresso. Un’iniziativa che, nelle intenzioni della Federazione, vuole rappresentare anche un metodo per affrontare l’intero nuovo CCNL.

“Non abbiamo firmato un contratto per lasciarlo sulla carta – conclude Paciocca –. Adesso bisogna aprirlo, articolo per articolo, e verificare tutto ciò che può produrre per i lavoratori. Ogni diritto deve diventare concretamente esigibile, ogni nuova previsione deve trovare applicazione e nessuna spettanza maturata può essere lasciata indietro. È su questo terreno che si misura il valore di un contratto e, soprattutto, il ruolo di un sindacato: non soltanto nella capacità di sottoscriverlo, ma nella responsabilità di trasformare le previsioni in risultati concreti per i lavoratori. La Cisl FP ha scelto di fare entrambe le cose.

Il Segretario Provinciale Enti LocaliRaffaele Paciocca

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