Ponza, prosegue l’indagine dopo la morte del 22enne Marzio Giangiulio, morto annegato a fine agosto al largo dell’isola
La Procura di Cassino ha iscritto nel registro degli indagati il titolare della scuola di immersioni e proprietario del gommone per l’omicidio colposo del 22enne romano Marzio Giangiulio, morto annegato al largo di Ponza mentre faceva snorkeling. Si tratta del 63enne Andrea Donati, indagato al momento dal sostituto procuratore di Cassino, Nicole De Angelis, e assistito dagli avvocati Simone Castellini e Luca Scipione
Al contempo, l’autopsia del cadavere di Giangiulio è stato svolta lunedì pomeriggio presso l’obitorio dell’ospedale “Santa Scolastica” di Cassino. L’esame autoptico è stato eseguito dal medico legale Fabio De Giorgio nominato dalla Procura, alla presenza della dottoressa Daniela Lucidi, nominata invece dai genitori. L’autopsia, i cui risultati complessivi saranno disponibili tra 60 giorni, ha escluso l’ipotesi di una morte violenta del ragazzo, in quanto non ci sono segni sul corpo. Si sarebbe trattato di un malore improvviso, anche perché nei polmoni del 22enne non sarebbe stata trovata acqua.
La Procura ha concesso il nulla osta per la consegna del corpo di Giangiulio alla famiglia per svolgere i funerali in programma mercoledì pomeriggio nel quartiere Nomentano a Roma. La famiglia della vittima ha nominato come difensore l’avvocato Alessandro Parisella. La stessa Procura ha disposto gli esami tecnici irripetibili così da accertare il rispetto delle norme di sicurezza e di pronto soccorso relativamente al corso di diving che, il giorno del decesso del 22enne, vedeva la partecipazione di 12 persone presenti sul gommone.
Come noto, sono state alcune persone a bordo di un’altra barca, a circa 300 metri dalla costa, a dare l’allarme quando hanno visto il corpo esanime del ragazzo al largo di Punta Papa, non lontano dalla località di Le Forna. È un’area molto conosciuta a Ponza e tra le più belle e praticate, soprattutto da chi è amante delle immersioni subacquee. La Guardia Costiera, incaricata di eseguire le indagini, ha anche sequestrato la barca da dove il 22enne si è tuffato.
L’autorità giudiziaria cassinate indaga per omicidio colposo e omissione di soccorso in quanto il ragazzo si trovava, prima dell’immersione fatale, insieme alla ragazza ed alcuni amici con il gommone per fare le immersioni gestito da una scuola di “diving”. Dopo essersi tuffato insieme agli altri, si sarebbero perse le tracce del 22enne poi ritrovato qualche ora dopo. Sul corpo non ci sono segni che possano far pensare al colpo di un’elica di un’imbarcazione. Le altre persone che erano con lui avevano deciso di fare immersione, mentre Giangiulio si sarebbe diretto in altro punto per fare il cosiddetto “snorkeling” e ammirare fauna e flora marine.
Da lì, il vuoto di un tempo abbastanza considerevole e il ritrovamento grazie ad un’altra imbarcazione che non aveva niente a che fare con la scuola di “diving”. La Procura, che coordina le indagini della Guardia Costiera di Gaeta, vuole capire cosa sia successo in quel lasso di tempo e soprattutto se la scuola di “diving” avrebbe potuto fare di più per cercare il 22enne letteralmente scomparso. Ecco perché l’ipotesi di reato è quella dell’omicidio colposo aggravato dall’omissione di soccorso.
L’autopsia disposta dalla Procura di Cassino potrà chiarire diversi aspetti sulla morte. Il giovane era conosciuto sull’isola insieme alla sua famiglia con cui trascorreva le vacanze da diversi anni. Giangiulio conosceva bene il mare e quella zona dell’isola, ma potrebbe essere stato colto da un malessere mentre si trovava in acqua, senza riuscire a chiedere aiuto proprio perché era solo e troppo lontano dal resto del gruppo.
