Il caso di salmonellosi che ha interessato un bambino di 12 anni in vacanza a Formia, forse provocato dalla presenza di un cinghiale a Formia, nella zona antistante il Parco Acquazzurra, sta facendo discutere.
Il consigliere comunale del Partito Democratico, Alessandro Carta, ha presetato un’interrogazione al Sindaco di Formia, Gianluca Taddeo, chiedendo chiarimenti sulla vicenda.
“Un bambino di 12 anni, in vacanza a Formia con la propria famiglia, è stato ricoverato presso l’Ospedale “Dono Svizzero” a causa di una grave forma di salmonellosi.
È questo il punto di partenza dell’interrogazione che ho presentato al Sindaco per chiedere chiarezza su una vicenda che, qualora fossero confermati i diversi elementi riportati, sarebbe estremamente grave e non può essere sottovalutata.
Secondo quanto riportato dagli organi di stampa, gli accertamenti di laboratorio avrebbero evidenziato una forma di salmonella riconducibile a feci di specie suine e, sulla base delle informazioni riferite dai genitori del bambino ai sanitari, la possibile fonte di esposizione sarebbe stata individuata nel cinghiale che da tempo frequenta l’arenile antistante il parco Acquazzurra, lungo la Via Appia Lato Napoli.
Secondo le segnalazioni pervenute, la presenza dell’animale nell’area non sarebbe episodica, ma si protrarrebbe da diversi mesi. Il cinghiale frequenterebbe abitualmente il tratto di arenile antistante il parco Acquazzurra, fino alla zona sottostante la “rotonda dei Carabinieri”, soprattutto nelle ore notturne, frugando tra i rifiuti e lasciando deiezioni nell’area.
Sarebbe inoltre stata individuata una possibile zona di abituale rifugio dell’animale tra le canne, nei pressi dell’area sottostante l’ex ristorante Risorgimento.
La presenza del cinghiale, inoltre, sarebbe stata segnalata all’Amministrazione comunale già da tempo.
Di fronte a una situazione di questo tipo, ritengo doveroso sapere cosa sia stato fatto, quando sia stato fatto e, soprattutto, se siano stati effettuati tutti gli accertamenti necessari a tutela della salute pubblica.
Con l’interrogazione chiedo al Sindaco di chiarire: se il Comune fosse già a conoscenza della presenza del cinghiale e delle segnalazioni ricevute nei mesi precedenti; quali interventi siano stati effettuati e quali enti competenti siano stati coinvolti; se, a seguito del caso di salmonellosi, l’ASL o altri enti abbiano disposto accertamenti sull’area interessata; se siano stati effettuati campionamenti dell’arenile, delle acque e del canalone che sfocia in quel tratto di costa; quali siano gli eventuali esiti di tali verifiche; quali provvedimenti urgenti siano stati adottati o si intendano adottare per l’allontanamento dell’animale, la rimozione delle deiezioni e la pulizia dell’area; quali misure siano previste per garantire la sicurezza di cittadini e bagnanti.
Non possiamo aspettare che una situazione potenzialmente pericolosa diventi un’emergenza prima di intervenire. Se la presenza di un animale selvatico in un’area frequentata quotidianamente da cittadini e turisti è stata effettivamente segnalata per mesi, è doveroso capire chi ne fosse a conoscenza, quali interventi siano stati messi in campo e per quali ragioni la situazione non sia stata risolta prima. Ora servono risposte chiare e, soprattutto, interventi tempestivi a tutela della salute e della sicurezza di cittadini, residenti e turisti”.
