SABAUDIA, IL MONITO DEL PD: “MENO FESTE E MAGGIORE ATTENZIONE AL COMMERCIO DI VICINATO”

L’intervento dei Consiglieri Comunali Giancarlo Massimi e Simone Brina e del Segretario del Circolo “Anselmi-Iotti” Luca Mignacca.

Street Food e mercati nei borghi, PD: “Non è così che si aiuta il commercio. Un detto recita: “Passata la festa, gabbato lo santo”.

“C’è in atto, in generale in Itala e anche a Sabaudia, una forte crisi del commercio di vicinato. Le attività tendono a chiudere per una serie di motivazioni che sarebbe lungo approfondire (elevato costo del lavoro e degli affitti, aumento della pressione fiscale, crisi della classe media etc.). C’è un forte ricambio per cui nuove attività aprono e chiudono (molte di più) nell’arco di qualche anno. Nei centri urbani, soprattutto quelli con vocazione turistica, le attività che forniscono alimentari (tradizionali di vicinato) e altri settori, come per esempio l’abbigliamento, lasciano il posto a bar, gelaterie, pizzerie al taglio. Un settore in crisi da anni messo in costante difficoltà dalla grande distribuzione che, se in passato concorreva a livellare i prezzi, oggi ha costruito un sistema semi monopolistico nelle mani di grandi gruppi così come dalle vendite online.

Le amministrazioni locali invece di affrontare queste questioni, fondamentali per la vita di una comunità, spesso si trasformano in comitati feste pensando che con qualche spettacolo estivo si risolva il problema del commercio. Si spacciano, poi, per Feste delle Attività Produttive (per impegnare risorse su alcuni capitoli di bilancio) iniziative che hanno come unico scopo l’intrattenimento. Basti pensare al concerto di Alexia a Sabaudia, costato oltre 40mila euro e, al lato, quelle quattro o cinque attività classificate sotto la voce di street food (sempre le stesse) che, in realtà, somministrano prodotti come qualsiasi attività.

In questi anni, la consiliatura è ormai al termine, non ci si è mai interrogati sulle necessità del commercio. Per esempio in concreto, cosa è possibile fare per migliorare la rete commerciale, quale sostegno offrire alle imprese in una realtà dove gli affitti dei locali sono improponibili e pensare a misure fiscali di sostegno per esempio sul versante della Tari: basti pensare che il Comune haprovveduto ad autorizzare per dieci anni un chiosco mobile per la somministrazione alimentare alla Bufalara quando su quell’area insistono ben tre attività con l’obbligo, peraltro, di garantire servizi igienici e assistenza ai bagnanti. Così come è necessario intervenire nel settore degli affitti brevi che rischiano di modificare ancor più il centro, togliendo spazi dalla locazione ed espellendo i residenti. Oppure qualcuno pensa che il solo affidamento dell’Ombrello d’Argento (stiamo aspettando gli esiti della gara) possa riqualificare un quadrante della città che ha bisogno di un ripensamento generale?

Basta vedere il fallimento dei mercati nei borghi. A San Donato sono (si legge dai social) rimasti in due. Invece di puntare a qualificare e migliorare, utilizzando per esempio le reti di impresa, le attività esistenti si pensa che la soluzione sia rilanciare forme in crisi. Tra l’altro per San Donato la vicinanza di Pontinia con il suo appeal commerciale come polo attrattore consiglierebbe risposte in termini di qualificazione dell’offerta presente. Lo stesso vale per Borgo Vodice.

Il 25 settembre è il termine ultimo fissato dalla Regione Lazio per la presentazione delle richieste di finanziamento da parte del Comune sul bando relativo alle reti di impresa L’impressione è che oltre alle feste non ci sia alcuna idea in un settore che sta affrontando una crisi e che ha la necessità di ristrutturarsi in termini di servizio e di offerta come le attività del lungomare (gestite in maniera pessima) e le prossime gare che necessitano di una regia amministrativa capace di evitare la nascita di nuovi monopoli e dare risposte in termini di servizi agli utenti.

Ci aspettiamo che sul tema del Commercio, dopo quattro anni, chi di competenza convochi una commissione e che il 25 settembre presenti alla Regione Lazio un progetto di reti di impresa degno di questo nome”.

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