VENTOTENE, RIAPRE L’ISOLA DI SANTO STEFANO: AL VIA LE VISITE ALL’EX CARCERE

Torna accessibile ai visitatori l’isola di Santo Stefano e, in particolare, l’area dell’ex Carcere Borbonico, uno dei luoghi più importanti e simbolici della storia di Ventotene e dell’intero patrimonio europeo. Le visite fino al 30 settembre 2026, con un numero massimo di 24 persone al giorno, nell’ottica di garantire una fruizione ordinata, sicura e rispettosa della particolare natura storica e ambientale del sito.  Per partecipare sarà necessario effettuare la prenotazione presso il Centro Visite della Riserva Naturale Statale e Area Marina Protetta delle Isole di Ventotene e Santo Stefano, situato al Porto Romano. Per informazioni e prenotazioni è possibile rivolgersi al Centro Visite al numero 0771 85239 o all’indirizzo centrovisite@riservaventotene.it.

L’ex Carcere Borbonico di Santo Stefano rappresenta una testimonianza straordinaria della storia penitenziaria, politica e civile italiana. La costruzione dell’ergastolo fu affidata nel 1793 da Ferdinando IV di Borbone all’ingegnere Francesco Carpi e il complesso entrò in funzione nel 1795. La sua caratteristica struttura a ferro di cavallo, concepita secondo i principi del panopticon, consentiva di controllare visivamente i diversi bracci del carcere da un unico punto centrale.

Per circa due secoli Santo Stefano fu luogo di detenzione di criminali comuni, condannati politici e protagonisti delle vicende più drammatiche della storia italiana. Il carcere è rimasto in funzione fino al Novecento e, dopo la chiusura, è stato progressivamente interessato da un lungo periodo di abbandono.

Santo Stefano è inoltre indissolubilmente legata, insieme alla vicina Ventotene, alla storia dell’Europa contemporanea. Sull’isola di Ventotene, durante il confino fascista, Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi elaborarono nel 1941 il Manifesto di Ventotene, uno dei documenti fondamentali del progetto di un’Europa libera e unita.

La riapertura alle visite arriva in un momento particolarmente significativo del percorso di recupero e valorizzazione del complesso. Nel maggio 2026 si sono infatti conclusi i collaudi relativi agli interventi di messa in sicurezza, aprendo una nuova fase verso la restituzione del Panopticon alla comunità e ai visitatori.

«La riapertura di Santo Stefano è un momento importante per Ventotene e per tutti coloro che riconoscono in questo luogo un pezzo fondamentale della storia italiana ed europea», dichiara il sindaco di Ventotene Carmine Caputo.

«Restituire Santo Stefano ai visitatori significa permettere a cittadini, giovani, turisti e studiosi di entrare in contatto diretto con una storia fatta di sofferenza, di privazione della libertà, ma anche di grandi battaglie civili e ideali. Il nostro compito è custodire questo patrimonio e accompagnarne la valorizzazione con grande responsabilità, garantendo al tempo stesso la tutela dell’isola e del suo delicato ecosistema. La possibilità di tornare a visitare l’ex Carcere Borbonico, seppure con un numero contingentato di persone, rappresenta un passo concreto e importante. Ventotene vuole continuare a essere non soltanto una destinazione turistica, ma un luogo della memoria, della cultura e dei valori europei».

Il Comune di Ventotene invita cittadini e visitatori a usufruire del servizio di prenotazione e a rispettare le modalità di accesso previste, affinché la riapertura possa rappresentare l’inizio di una nuova stagione di conoscenza e valorizzazione dell’isola di Santo Stefano e del suo straordinario patrimonio storico e culturale.

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