RIO FRESCO INQUINATO, PD: “IL SINDACO RIFERISCA SUBITO IN CONSIGLIO COMUNALE”

“Quanto sta accadendo in via Ferrucci e nell’area del torrente Rio Fresco è gravissimo. Parliamo della rottura di un collettore che, secondo quanto dichiarato dal titolare dell’impresa impegnata nei lavori, raccoglie i reflui di oltre due terzi della città. Una situazione che ha già provocato sversamenti nel torrente, con reflui arrivati fino al mare, e gravi criticità igienico-sanitarie. A tutto questo si aggiungono i pesanti disagi alla viabilità, con problemi quotidiani per i residenti e ripercussioni enormi sull’intera città”. Lo dichiarano, in una nota congiunta, I consiglieri comunale del Partito Democratico di Formia, Luca Magliozzi, Imma Arnone e Alessandro Carta.

È incredibile che una vicenda di questa portata non sia stata affrontata nelle Commissioni Ambiente e Lavori pubblici. Ed è scandaloso che le informazioni più dettagliate debbano arrivare attraverso un commento pubblicato sui social dal titolare dell’impresa, anziché dal sindaco Taddeo attraverso comunicazioni ufficiali.

Nell’ultimo Consiglio comunale, rispondendo a una nostra interrogazione, il sindaco ha riferito che, secondo quanto comunicato da Acqualatina, la situazione era sotto controllo e che il problema era stato temporaneamente risolto mediante un intervento provvisorio, in attesa della sostituzione definitiva.

Alla luce di quanto dichiarato ora dall’impresa, quella risposta appare però insufficiente rispetto alla reale portata della vicenda. Una situazione di questa gravità avrebbe richiesto fin dall’inizio un’attenzione e un approfondimento ben diversi da parte dell’amministrazione.

La sensazione è che sia stato sottovalutato un problema noto da tempo, nonostante gli sversamenti già verificatisi e le conseguenze per il torrente, il mare e i residenti.

Se la sostituzione del collettore era già programmata, l’intervento avrebbe dovuto essere preparato e seguito con maggiore attenzione, verificando preventivamente autorizzazioni, interferenze, sottoservizi e possibili criticità del cantiere.

Il ritrovamento degli ordigni bellici è stato certamente imprevedibile e ha reso i lavori ancora più complessi. Ma non può spiegare ciò che è avvenuto prima: la rottura del collettore, gli sversamenti e la mancanza di informazioni chiare alla città.

Abbiamo presentato una richiesta formale per acquisire tutta la documentazione e le comunicazioni intercorse tra il Comune e Acqualatina. Il sindaco chiarisca quali iniziative abbia assunto e come abbia gestito l’intera situazione. Chiediamo che riferisca con urgenza in Consiglio comunale e che vengano immediatamente convocate le Commissioni competenti.

Quanto sta accadendo pone infine un problema più generale che non può più essere rinviato: lo stato della rete fognaria di Formia. Le ripetute rotture, le criticità degli impianti di sollevamento e gli sversamenti nei corsi d’acqua richiedono una ricognizione completa della rete, dei suoi punti più fragili e degli interventi necessari.

Non è possibile parlare di tutela del Golfo mentre i reflui finiscono nei torrenti e arrivano fino al mare. È un tema centrale, soprattutto per una città che vanta la Bandiera Blu, e non può essere affrontato con superficialità: servono controlli, attenzione e interventi strutturali che, in questo caso, sono mancati in modo evidente e inaccettabile.

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