MALASANITÀ, LA DENUNCIA DELLE ASSOCIAZIONI: “A FORMIA NON SI IMPIANTANO PACEMAKER”

“Da alcuni pazienti cardiopatici abbiamo saputo che all’ospedale di Formia, al momento, non si impiantano Pacemaker. I pazienti sono dirottati verso gli ospedali di Latina o di Cassino, con comprensibili disagi. Eppure con i fondi del PNRR è stato realizzato un moderno centro di Elettrofisiologia ma che resta inutilizzato. E pensare che non fu facile aprire la Cardiologia di Formia. Nel 1986, per buona volontà dei cardiologi che si recavano a far pratica all’Ospedale di Caserta si cominciarono ad impiantare i Pace Maker temporanei e definitivi anche al “Dono Svizzero”. Le associazioni “Comunità del Lazio Meridionale e delle Isole Pontine” e “Incontri & Confronti” denunciano e scrivono al Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ai Consiglieri Regionali, ai Sindaci e ai Senatori del Sudpontino, alla Direttrice Aziendale ASL Latina.

Aprì poi anche l’Emodinamica, divenendo l’unico presidio del sud delle provincie di Frosinone e Latina. Purtroppo il deficit di personale in questi ultimi anni ha cominciato a pesare drammaticamente sui reparti del “Dono Svizzero” e in particolar modo sul reparto di Cardiologia. Sono andati via due cardiologi, stentano ad arrivarne altri, i medici rimasti sono costretti a veri e propri “tour de force” per coprire i turni, restando spesso da soli a rispondere della guardia in reparto e a tutte le consulenze del Pronto Soccorso e degli altri reparti. Attualmente sono solo sei  che lavorano in UTIC – Cardiologia, di cui uno si divide con l’Emodinamica; l’unico cardiologo rimasto all’impianto dei PMK è ora assorbito dalle guardie. Per qualche giorno di ferie, chi resta deve sobbarcarsi il lavoro di chi  è assente. In queste condizioni non si può lavorare.

Guardando i dati del SIES, si registrano nel 2021, tra impianti e sostituzioni, circa 216 interventi; 184 nel 2022, 176 nel 2023, 63 nel 2024. Ora gli impianti sono stati sospesi. Sappiamo che la Direzione Aziendale sta cercando medici in libera professione, ma tale soluzione non è adeguata, poiché resta temporanea e lontana dalla creazione di professionalità stabili. C’è da chiedersi perché, all’interno della stessa ASL, non sia possibile avere in distacco un operatore di Latina che, settimanalmente, impianti PMK a Formia. I controlli periodici effettuati, interessano oltre i mille e cinquecento pazienti e anche per questo occorre un gruppo formato e stabile. Al Goretti c’è personale medico di gran lunga maggiore rispetto a Formia: UTIC – Emodinamica – Cardiologia – Ambulatori, ogni branca ha personale proprio. 

A Formia c’è un solo Cardiologo di guardia nei pomeriggi, nelle notti e nei giorni festivi, che deve badare alle urgenze dell’UTIC, dell’intero ospedale e dei Pronto Soccorso di Fondi e Terracina. Spesso bisogna abbandonare temporaneamente l’UTIC per recarsi in altri reparti, cosa assai rischiosa. I turni si ripetono da un giorno all’altro senza i necessari riposi. La situazione è drammatica anche nel Pronto Soccorso, dove è reale il rischio di effettuare le guardie con un solo medico. Come si fa ad affrontare il mese di agosto in queste condizioni?

Spesso si sente dire che Formia non è una sede attrattiva per i giovani medici. Certo per i non residenti affittare un alloggio e aggiungere il vitto incide molto sullo stipendio e soprattutto resta poca cosa rispetto ai carichi di lavoro e alle responsabilità. In altre Regioni propongono incentivi sotto forma di alloggi e stabilità in sedi vantaggiose a quei sanitari che, per un certo numero di anni, accettano di lavorare in sedi scomode o poco attraenti. In molte località sono i Comuni stessi ad intervenire dando la disponibilità di un alloggio. Da noi ci sono solo silenzi assordanti e inaugurazioni di apparecchiature che restano inutilizzate”.

Così, in una nota, le associazioni “Comunità del Lazio Meridionale e delle Isole Pontine” e “Incontri & Confronti”.

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