Dopo quella di aprile scorso, la seconda mozione di sfiducia nel giro di pochi mesi è stata respinta in consiglio comunale a Sabaudia
9 voti a 8. È questo l’esito dell’affollato e lungo consiglio comunale di ieri, 22 luglio, che ha sancito il rigetto della mozione di sfiducia presentata dall’opposizione nei confronti del sindaco di Sabaudia, Alberto Mosca, finito nella bufera dopo la revoca della Bandiera Blu alla Città delle Dune.
Il primo cittadino si è letteralmente salvato da solo, grazie al fatto che lui stesso ha votato contro la mozione di sfiducia insieme agli altri otto consiglieri comunali di maggioranza rimasti dalla sua parte. Nel corso del consiglio la maggioranza si è dimostrata piuttosto compatta, al netto dell’intervento del consigliere Massimo Mazzali che ha spiegato in aula di dare la fiducia al Sindaco, ma non in maniera incondizionata.
Diverse le critiche mosse nei confronti del sindaco Mosca, su tutte quella sui servizio bagnini. Ad animare il consiglio gli interventi de consiglieri comunali d’opposizione Maurizio Lucci e Giancarlo Massimi.
La decisione di staccare la spina all’amministrazione da parte dell’opposizione è arrivata lo scorso 8 luglio, al culmine di un lungo periodo di paralisi e inefficienze che, secondo i firmatari, stanno gravemente compromettendo l’immagine e l’economia della città. Il documento traccia un bilancio durissimo dell’azione di governo, focalizzandosi su alcune macro-criticità non più tollerabili.
In primo piano c’è il caos che ha travolto il lungomare e la stagione balneare. Tra bandi contestati, ritardi cronici nell’affidamento del servizio di salvataggio e i recenti verdetti del Tar che hanno accolto i ricorsi dei gestori dei chioschi, ampi tratti di spiaggia si sono ritrovati privi di servizi essenziali e di presidi di sicurezza. A questo quadro, già pesante per gli operatori turistici, si aggiungono le preoccupazioni legate alle indagini giudiziarie che vedono coinvolto il Sindaco proprio sui controlli relativi ai servizi balneari, un fattore che inevitabilmente continua a minare la serenità operativa del capo dell’amministrazione.
L’opposizione contesta inoltre una totale inversione delle priorità nella gestione dei fondi pubblici. Mentre il bilancio destina cifre esorbitanti – oltre 700 mila euro solo nel 2026 – a feste e spettacoli, il territorio soffre per la totale assenza di manutenzione ordinaria. Strade colabrodo e marciapiedi dissestati rappresentano ormai un rischio quotidiano per l’incolumità di residenti e turisti, testimoniando l’abbandono dei borghi e delle periferie.
A completare l’atto di accusa vi sono scelte amministrative giudicate opache e prive di visione strategica, come la controversa acquisizione dell’ex Cinema Augustus a un prezzo spropositato a favore di privati e senza un reale piano di gestione futura. Viene inoltre denunciato lo stallo totale dei grandi strumenti di programmazione, dal Piano di Utilizzazione degli Arenili fermo in Regione alla Variante Generale al PRG, argomenti di fatto scomparsi dall’agenda politica nonostante la forte crisi abitativa che colpisce i giovani della città. Non da ultimo, i consiglieri stigmatizzano il clima di conflittualità e il mancato rispetto del decoro istituzionale.
Con una maggioranza già numericamente indebolita dall’uscita di due consiglieri passati in minoranza, i firmatari hanno rivolto un appello finale per un gesto di responsabilità. Ieri, il responso diverso per un solo voto, quello del Sindaco.
